Quando si effettuano lavori di ristrutturazione o riqualificazione nella propria abitazione, una delle opportunità più interessanti messe a disposizione dallo Stato è la detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute. Per accedere a questo beneficio è però necessario utilizzare un particolare strumento di pagamento: il bonifico parlante, che molti chiamano anche in modo scherzoso “bonifico magico”, proprio perché consente di “recuperare” metà di quanto speso.
Le caratteristiche generali della misura
Non è necessario che chi effettua il bonifico sia anche il beneficiario della detrazione: per far valere il bonus ristrutturazione, il bonifico deve essere compilato correttamente indicando nella causale il codice fiscale del beneficiario della detrazione insieme agli altri dati. Così, ad esempio, un genitore che paga i lavori nell’abitazione del figlio, può far sì che sia quest’ultimo a beneficiare della detrazione nel proprio 730. Questo è confermato da chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
L’ammontare del bonus
Il bonus del 50% vale fino al 31 dicembre 2024, entro un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, dopodiché la detrazione tornerà al 36% con limiti inferiori. Per usufruire del bonus si consiglia di rivolgersi al CAF con la documentazione corretta, in particolare il foglio con i dati del bonifico parlante.
Riassumendo:
– Il bonifico deve riportare: causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o partita IVA della ditta esecutrice dei lavori.
– Chi effettua il bonifico non deve necessariamente essere il beneficiario della detrazione.
– Il bonus riguarda spese per ristrutturazioni e altre categorie (ecobonus, sismabonus, mobili).
– Il bonus 50% è valido per spese fino al 31 dicembre 2024 (limite 96.000 euro).
– Dal 2025 la detrazione scenderà al 36% con limite massimo di 48.000 euro.
– Si consiglia di rivolgersi al CAF con il bonifico parlante e documenti per ottenere la detrazione.
Limiti e condizioni
La Circolare 17/2023 dell’Agenzia delle Entrate sul bonus ristrutturazioni stabilisce limiti e condizioni importanti, tra cui:
– Il bonus ristrutturazioni consente una detrazione del 50% fino a un massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali.
– La detrazione riguarda interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e altri interventi specifici come eliminazione barriere architettoniche.
– Sono esclusi interventi su aree private come cortili di abitazioni unifamiliari.
– Per interventi su condomini, sono agevolabili solo determinati tipi di lavori (manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione).
– Diversi bonus (es. ecobonus, sismabonus) possono essere cumulati se le spese sono contabilizzate distintamente e rispettano specifici adempimenti.
– Dagli interventi esclusi dal Superbonus, la detrazione è al 50% con limite di 96.000 euro da ripartire in 5 quote annuali.
– È necessario che i pagamenti siano tracciabili (es. bonifico parlante).
– Vengono precisati anche i criteri su trasferimento e fruizione della detrazione in casi di decesso o cambio di proprietà.
– In caso di lavori in immobili non funzionalmente indipendenti all’interno di condomini, la detrazione può essere concessa fino a 50.000 euro per singola unità.
Questi limiti e condizioni aiutano a chiarire chi può accedere al bonus, su quali lavori e con quali modalità di pagamento, evitando interpretazioni errate. Per dettagli più approfonditi è consigliata la lettura integrale della circolare facilmente reperibile su internet.


