In un’Italia che guarda con sempre maggiore attenzione alla previdenza, il riscatto della laurea torna ad essere un tema di grande attualità. Si tratta della possibilità, offerta dallo Stato, di trasformare gli anni di studio universitario in contributi previdenziali, al fine di anticipare l’accesso alla pensione o aumentare l’importo dell’assegno mensile.
Ma come funziona esattamente? E, soprattutto, conviene davvero?
Le due modalità: ordinaria e agevolata
Esistono due modalità principali per il riscatto:
- Forma ordinaria: calcola il costo in base alla retribuzione attuale del richiedente. Più alto è lo stipendio, maggiore sarà il costo da sostenere.
- Forma agevolata: introdotta nel 2019, prevede un importo fisso annuo per ogni anno riscattato, oggi pari a circa 5.700 euro. Questa opzione è valida solo per i periodi di studio successivi al 1996, ovvero con il sistema contributivo puro.
Come si richiede?
La domanda si presenta online, accedendo al sito INPS. Una volta inviata la richiesta, l’Istituto comunica l’importo dovuto per il riscatto.
Vantaggi fiscali e previdenziali
Il riscatto può risultare vantaggioso sotto diversi aspetti:
- Anticipare la pensione di qualche anno;
- Aumentare l’importo dell’assegno pensionistico, soprattutto per chi ha un reddito medio-alto;
- Beneficiare di un’agevolazione fiscale: il costo del riscatto è interamente deducibile dal reddito imponibile.
Quando conviene davvero?
Per chi ha un’occupazione stabile e punta a una pensione più ricca, il riscatto può essere una mossa strategica. Per chi invece ha una carriera discontinua o una retribuzione bassa, è consigliabile valutare attentamente la convenienza economica dell’operazione.
Una scelta consapevole
Il riscatto della laurea è uno strumento utile ma non adatto a tutti. Serve un’attenta analisi del proprio percorso contributivo e degli obiettivi previdenziali. In un Paese dove il futuro pensionistico appare sempre più incerto, riscattare gli anni di studio può rappresentare un vero investimento su sé stessi e sul proprio domani.


