L’estate è ormai ufficialmente finita e, anche se l’inverno è ancora lontano, in diverse zone d’Italia le temperature iniziano a scendere. Da domani, infatti, scatterà l’accensione dei riscaldamenti in molte città del Nord e del Centro, secondo il calendario previsto per legge. Dopo settimane di clima mite, arriva il cambio di stagione: le giornate si accorciano, l’aria si fa più frizzante e le case tornano a scaldarsi, segnando l’inizio di una nuova fase dell’anno.
Dove si accenderanno i riscaldamenti
Le prime zone in Italia dove si accenderanno i riscaldamenti dal 15 ottobre 2025 sono principalmente quelle del Nord e di alcune aree montane del Centro e del Sud, in base alle normative regionali e climatiche. La normativa prevede che l’accensione avvenga a partire dal 15 ottobre per molte zone, con uno spegnimento che può arrivare fino al 15 aprile, a seconda della zona climatica di appartenenza.
L’Italia è suddivisa in 6 zone climatiche, con le seguenti date di accensione e orari massimi di funzionamento giornaliero:
– Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore al giorno
– Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore al giorno
– Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore al giorno
– Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore al giorno
– Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno
– Zona F: tutto l’anno, nessuna limitazione.
Alcuni accorgimenti per il risparmio energetico
E’ bene conoscere alcuni accorgimenti che consentono di ridurre i costi. Ecco i più importanti.
– Ridurre di un solo grado la temperatura può far risparmiare circa 100 euro all’anno in bolletta.
– La temperatura massima regolamentata negli ambienti residenziali è di 19 °C con una tolleranza di 2 °C, un grado in meno rispetto agli scorsi anni, per limitare i consumi energetici.
– Diminuire il tempo di accensione di anche solo un’ora può portare a un risparmio di circa 35 euro annui.
– Installare valvole termostatiche permette di ottimizzare la regolazione dei radiatori e prevenire gli sprechi.
– Effettuare controlli e manutenzione annuale della caldaia è fondamentale per migliorare efficienza e sicurezza.
– Azioni di buon senso come evitare ricambi d’aria eccessivi, non coprire o ostacolare i radiatori, e abbassare le tapparelle la sera aiutano a contenere le dispersioni di calore.
– I lavori strutturali alle abitazioni, come l’isolamento del tetto o il cappotto termico, possono ridurre i consumi energetici fino al 20%, anche se sono investimenti significativi.
Gli incentivi
– Per chi volesse investire in lavori strutturali di miglioramento energetico, nel 2025 sono confermati ecobonus e detrazioni fiscali fino al 65% per interventi come isolamento termico, sostituzione degli infissi e installazione di pompe di calore molto efficienti.
– Interventi come il cappotto termico o la controsoffittatura possono ridurre i consumi fino al 20%.
– Il Conto Termico 3.0 e altre detrazioni facilitano l’acquisto e l’installazione di pompe di calore, con incentivi fino al 65% della spesa.
Questi accorgimenti, uniti a interventi strutturali e all’uso di nuove tecnologie per la gestione intelligente del riscaldamento, possono contribuire a risparmiare in modo consistente sulle spese energetiche durante l’inverno 2025-2026 in Italia.


