Fisco, cambiano le regole su famiglia, concordato e auto aziendali: ecco cosa sapere

Il governo approva tre decreti: cambia l'Irpef sui carichi familiari, premio per chi rinnova il concordato preventivo e nuove regole sui fringe benefit.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, nella seduta del 4 agosto, a tre decreti legislativi che chiudono la riforma del Fisco voluta dal governo Meloni. Si tratta dell’ultimo tassello della delega fiscale (Legge 111/2023), un provvedimento che il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha definito “storico”, sottolineando come l’Italia attendesse da oltre mezzo secolo una riforma fiscale organica. 

I tre testi intervengono su argomenti diversi, aggiustando alcune criticità emerse nella fase applicativa, e la loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro la fine del mese. I temi toccati sono molteplici: dai carichi familiari al concordato preventivo biennale, fino ai fringe benefit e all’abbinamento tra registratori telematici e Pos.

Detrazioni Irpef, cambia il conto per le famiglie

Il primo fronte riguarda la famiglia. La revisione dell’Irpef in materia di carichi familiari mira a riordinare le detrazioni e a risolvere alcune criticità normative emerse, con particolare attenzione alla composizione del nucleo familiare e alla presenza di persone con disabilità. L’intervento attua la delega fiscale, che prevede la graduale riduzione dell’Irpef attraverso il riordino delle detrazioni dall’imposta lorda.

Welfare aziendale, addio al vincolo della convivenza

La novità più discussa riguarda però il welfare aziendale. Il decreto modifica alcune disposizioni introdotte dal precedente riordino dell’Irpef che avevano ristretto la platea dei beneficiari del welfare aziendale: viene eliminato il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari per consentire l’applicazione delle agevolazioni fiscali quando le norme fanno genericamente riferimento ai familiari indicati dall’articolo 12 del Tuir. L’obiettivo dichiarato è evitare che contribuenti e lavoratori perdano i benefici già riconosciuti nel corso del 2025.

Attenzione però: la correzione non vale in ogni caso. Resta invariata la disciplina quando una norma richiede espressamente che il familiare sia fiscalmente a carico: in questo caso continuano ad applicarsi i limiti di reddito previsti dalla legge, pari a 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo per la generalità dei familiari (4mila euro per i figli fino a 24 anni). Per gli altri familiari fiscalmente a carico resta inoltre necessario il requisito della convivenza oppure della corresponsione degli assegni alimentari.

Concordato preventivo biennale, il premio per chi rinnova

Il secondo grande capitolo riguarda il concordato preventivo biennale. Tra le misure più importanti figurano lo stop ai controlli per il quadriennio 2020-2023, semplificazioni su compensazioni e rimborsi e la possibilità di pagare le imposte a rate per chi rinnova l’adesione al preventivo biennale. Secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, e come riportano diverse testate, si tratta in sostanza di un premio per chi decide di confermare l’adesione allo strumento.

Scontrini e Pos, arriva la soglia di tolleranza del 5%

Novità anche sul fronte dei pagamenti elettronici. Viene introdotta una soglia di tolleranza del 5% nell’abbinamento tra registratori telematici e Pos, con effetti sull’applicazione delle sanzioni in caso di differenze tra scontrini e pagamenti elettronici accettati. Una misura che punta a ridurre il contenzioso legato a piccoli disallineamenti tecnici tra gli incassi registrati e quelli effettivamente transitati sui circuiti di pagamento.

Auto aziendali, tassazione più flessibile per i fringe benefit

Infine, il terzo decreto interviene sui fringe benefit, con l’obiettivo di semplificare il trattamento fiscale dei veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti. Resta confermata la tassazione forfettaria basata sulle tabelle Aci e differenziata in base all’alimentazione del veicolo, ma non sarà più necessario che l’auto sia di nuova immatricolazione al momento dell’assegnazione: la norma si applicherà quindi anche ai veicoli riassegnati a dipendenti diversi dal primo. La tassazione resta legata all’anzianità del mezzo, con il criterio ordinario valido per i primi cinque anni di vita del veicolo e un aggravio del 50% del valore fiscalmente rilevante a partire dal sesto anno.

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