Rider, la sentenza di Milano: 30 centesimi extra a consegna oltre i 25 gradi e dispositivi anti-caldo

Glovo
Un verdetto che segna un passaggio importante nella lunga battaglia per il riconoscimento di diritti e condizioni di lavoro dignitose per chi ogni giorno pedala o guida sotto il sole cocente per consegnare cibo a domicilio.

Il lavoro dei rider è spesso romanticizzato come “flessibile” o adatto ai più giovani, ma dietro questa facciata si cela una realtà dura. In Italia, molti di questi lavoratori – soprattutto nei grandi centri urbani – operano come autonomi senza tutele reali: senza ferie pagate, malattia, previdenza, assicurazioni né salario minimo garantito.

Sono esposti ai capricci del meteo e del traffico cittadino. Molti lamentano un sistema che li controlla tramite algoritmi: tempi di consegna calcolati senza tener conto di traffico, sicurezza o pause.

Il bonus “anti-caldo”

In estate, la situazione peggiora: durante le recenti ondate di caldo, il bonus “anti-caldo” proposto da Glovo è stato duramente criticato dai sindacati perché considerato un incentivo a lavorare in condizioni pericolose, tanto che la stessa azienda lo ha poi sospeso. I sindacati hanno sottolineato che “la salute non può essere barattata con qualche centesimo in più”.

Si tratta di un lavoro tutt’altro che leggero: è una fatica quotidiana su due ruote, in contesti spesso ostili, senza certezze né protezioni adeguate, che nasconde storie di precariato, sfruttamento e insicurezza stradale.

Rider

La sentenza del Tribunale del lavoro di Milano 

I rider avranno diritto a 30 centesimi in più per ogni consegna effettuata quando le temperature superano i 25 gradi. Lo ha stabilito il Tribunale del lavoro di Milano con una sentenza che punta a rafforzare le tutele dei lavoratori del food delivery nelle giornate di afa estrema.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato da Riccardo Vittorio Marotta, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale della Filcams Cgil di Palermo e Trapani, assistito dall’avvocato Carlo De Marchis. La competenza del caso è ricaduta sul capoluogo lombardo, sede legale di Glovo (Foodinho srl).

Già l’8 luglio scorso il tribunale aveva disposto misure cautelari urgenti per proteggere i rider dalle ondate di calore. Ora, con il provvedimento emesso il 18 agosto, l’ordinanza viene confermata e rafforzata: l’azienda dovrà aprire un tavolo di confronto immediato con il rappresentante sindacale per valutare i rischi per la salute legati alle alte temperature, tenendo conto di variabili come età, genere, gravidanza, provenienza geografica e tipologia contrattuale.

Cosa cambia

Sul piano pratico, la sentenza introduce due novità sostanziali. In primo luogo, l’indennità per il caldo viene triplicata rispetto al precedente “bonus temperatura” – poi sospeso dopo le polemiche di luglio – e portata a 30 centesimi per consegna. In secondo luogo, Glovo sarà tenuta a fornire ai rider una serie di dispositivi di protezione: cappelli con visiera, occhiali da sole, creme solari, borracce termiche e sali minerali.

Un verdetto che segna un passaggio importante nella lunga battaglia per il riconoscimento di diritti e condizioni di lavoro dignitose per chi ogni giorno pedala o guida sotto il sole cocente per consegnare cibo a domicilio.

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