Smartphone al volante, la ricerca Anas lancia l’allarme: italiani ancora troppo distratti

La ricerca Anas sugli stili di guida rivela che solo il 41,9% degli italiani utilizza correttamente il cellulare al volante. Cresce l’approvazione per il nuovo Codice della Strada.

Soltanto il 41,9% degli italiani utilizza correttamente il cellulare mentre guida, affidandosi ad assistente vocale o bluetooth. È uno dei dati più significativi emersi dalla quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas e realizzata da Global Research su un campione di oltre 4mila utenti e più di 5mila osservazioni dirette lungo le strade italiane.

L’indagine fotografa un’Italia ancora troppo esposta ai rischi della distrazione al volante, nonostante la crescente consapevolezza dei pericoli e il forte consenso verso il nuovo Codice della Strada.

Smartphone al volante: i numeri che preoccupano

Secondo la ricerca, il 14,6% degli intervistati continua a digitare numeri sul telefono prima di attivare il vivavoce, mentre l’8,9% guida direttamente con lo smartphone in mano. Solo il 34,5% dichiara di non utilizzare mai il cellulare durante la guida.

Nonostante questo, il 75% degli italiani considera pericoloso usare lo smartphone al volante.

I profili più indisciplinati risultano essere:

  • conducenti di veicoli a noleggio;
  • guidatori meno esperti;
  • motociclisti.

“I numeri della Ricerca Anas sugli Stili di Guida – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – sottolineano con chiarezza quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tutti. I dati confermano che investire in consapevolezza, formazione ed educazione stradale non è solo necessario, ma rappresenta una leva concreta per ridurre i rischi e salvare vite”.

Gemme ha inoltre ribadito l’impegno condiviso con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Forze dell’Ordine, associazioni e imprese per promuovere una cultura della guida responsabile e raggiungere l’obiettivo europeo “Vision Zero” entro il 2050.

Gli italiani promuovono il nuovo Codice della Strada

La ricerca evidenzia anche un forte consenso verso le nuove norme introdotte dal Codice della Strada: l’86% degli intervistati approva le nuove disposizioni.

Tra le misure più condivise figurano:

  • la revoca definitiva della patente per chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti commettendo reati gravi;
  • pene fino a sette anni di reclusione per l’abbandono di animali.

Incidenti e uso del cellulare: il dato più allarmante

Il 7,9% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto un incidente negli ultimi due anni. Tra questi, il 90,8% ammette di utilizzare il cellulare alla guida, contro il 65% registrato nel campione generale.

Secondo l’analisi, l’incidente non sempre porta a modificare il proprio comportamento. In molti casi, anzi, sembra rafforzarsi un rapporto conflittuale con le regole e con le sanzioni previste dal Codice della Strada.

Tra coloro che hanno avuto un incidente, il consenso verso le nuove norme scende al 76,9%, contro l’86% del totale degli intervistati.

La falsa sicurezza di chi guida ogni giorno

Uno dei risultati più significativi dell’indagine riguarda la percezione del rischio.

Il 76,3% degli italiani riconosce che guidare in luoghi familiari riduce prudenza e attenzione. Tuttavia, solo il 31,6% ritiene che esistano situazioni specifiche in cui sia necessario aumentare la concentrazione, come:

  • maltempo;
  • strade sconosciute;
  • presenza di autovelox;
  • controlli delle forze dell’ordine.

“La ricerca presentata da Anas ha un impianto metodologico rigoroso – ha dichiarato il Professor Marcello Chiodi, Presidente della Società Italiana di Statistica -. Emerge con chiarezza che gli automobilisti tendono a sovrastimare le proprie abilità sottovalutando i rischi reali”.

Secondo Chiodi, molti automobilisti percepiscono il pericolo come “qualcosa causato dagli altri”, sviluppando una sorta di illusione del controllo che porta a sottovalutare i rischi proprio nei contesti più abituali.

Monopattini, cresce la percezione di pericolo

L’indagine dedica ampio spazio anche ai monopattini elettrici.

Solo il 31,4% degli italiani li considera sicuri, mentre il 68,6% assegna valutazioni comprese tra 1 e 5 su 10 in termini di sicurezza.

La percezione cambia sensibilmente con l’età:

  • i giovani tra 18 e 24 anni assegnano una quasi sufficienza;
  • gli over 65 scendono a una valutazione di 3 su 10.

Il 76,5% dichiara inoltre di non utilizzare il monopattino e di non volerlo usare in futuro.

Tra le principali cause di pericolosità individuate:

  • imprudenza dei conducenti;
  • mancanza di protezioni;
  • utilizzo in aree pedonali o extraurbane;
  • scarsa visibilità nel traffico;
  • limitata conoscenza delle regole stradali.

Gli italiani si sentono ottimi guidatori

L’autovalutazione degli italiani resta molto alta: il voto medio attribuito a sé stessi come conducenti è pari a 7,8.

Il 62,3% si considera un guidatore esperto, mentre solo il 6,4% si definisce poco abile e appena l’1,6% molto inesperto.

Ma quando si parla degli altri automobilisti, il giudizio cambia drasticamente:

  • rispetto dei limiti di velocità: 7,8 per sé stessi contro 4,9 per gli altri;
  • mancato utilizzo del cellulare: 7,8 contro 4,8;
  • uso della cintura di sicurezza: 7,9 contro 5,4.

Migliorano cinture e rispetto delle regole

La ricerca evidenzia comunque segnali positivi.

Tra le osservazioni dirette effettuate lungo le strade Anas si registra un miglioramento nell’uso del cellulare, delle frecce e nel rispetto del divieto di sorpasso.

In crescita anche l’utilizzo delle cinture di sicurezza:

  • 91,1% per il conducente;
  • 95,4% per il passeggero anteriore;
  • 64,7% per i passeggeri posteriori.

Proprio l’uso delle cinture posteriori rappresenta il dato più significativo: in tre anni è cresciuto di circa 40 punti percentuali.

Come è stata realizzata la ricerca

La campagna di indagine ha coinvolto oltre 4mila utenti attraverso interviste dirette e più di 5mila osservazioni dei comportamenti di guida lungo 12 arterie Anas distribuite in tutta Italia, tra cui il Grande Raccordo Anulare di Roma, l’A2 Autostrada del Mediterraneo, la A19 Palermo-Catania e la statale Aurelia.

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