L’estate 2025 si sta rivelando una delle più calde mai registrate, con temperature che mettono a dura prova chi lavora all’aperto, specialmente i rider del food delivery. In risposta a questa emergenza climatica, la Regione Lazio ha ampliato il divieto di lavoro nelle ore più calde, dalle 12:30 alle 16:00, includendo i rider tra le categorie protette, un provvedimento in vigore fino al 15 settembre 2025.
Nel frattempo, a Torino, la Filt Cgil denuncia Just Eat per presunte violazioni dell’ordinanza regionale piemontese.
L’ordinanza del Lazio: un passo avanti per la sicurezza
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato un’ordinanza che estende il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole non solo a lavoratori agricoli, edili e della logistica, ma anche ai rider che effettuano consegne in bici o scooter. Il provvedimento, attivo dal 2 luglio al 15 settembre 2025, si applica nei giorni in cui la mappa del rischio sul sito Worklimate segnala un livello “Alto” per i lavoratori esposti al sole. “Abbiamo voluto estendere, vista la situazione di caldo estremo su tutto il territorio regionale e dopo un confronto con le sigle sindacali, il provvedimento che vieta il lavoro nelle ore più calde alla categoria dei rider, anch’essa ad alto rischio”, ha dichiarato Rocca. “La salute pubblica viene sempre al primo posto”. L’ordinanza esclude le attività di pubblica utilità, come interventi di protezione civile, ma invita i datori di lavoro a fornire misure di protezione, come abbigliamento adeguato, acqua e pause all’ombra.
Just Eat sotto i riflettori a Torino
Mentre il Lazio adotta misure stringenti, a Torino la situazione è più complessa. La Filt Cgil Torino e Piemonte ha inviato un’interpellanza urgente allo Spresal e all’Ispettorato del Lavoro per denunciare che Just Eat non starebbe rispettando l’ordinanza regionale piemontese, in vigore dal 3 luglio 2025, che vieta il lavoro dei rider nelle ore più calde (12:30-16:00) nei giorni da “bollino rosso”. Secondo il sindacato, le misure adottate dall’azienda risultano “insufficienti a garantire una reale tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti per ore alle ondate di calore”. Francesco Imburgia, responsabile del dipartimento Merci e Logistica della Filt Cgil, ha dichiarato: “In presenza di temperature estreme, è inaccettabile che non siano previste chiare modalità di interruzione del servizio o sospensione dell’attività lavorativa”. Il sindacato chiede che i rider possano interrompere il turno senza incorrere in sanzioni disciplinari o economiche.
Le misure di Just Eat: un modello diverso
Just Eat, unica piattaforma di food delivery in Italia a considerare i rider come dipendenti retribuiti a ore, ha risposto alle accuse sottolineando le proprie iniziative. L’azienda ha introdotto misure specifiche per l’estate 2025, tra cui pause extra retribuite, una mappa delle fontanelle per l’idratazione, materiale informativo e training dedicato. Inoltre, fino al 31 luglio, sono previste ulteriori tutele, come la riduzione dei turni per i rider in bici o e-bike nelle ore più calde e l’esenzione automatica per gli over 60 e i soggetti fragili. Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia, ha dichiarato: “Accogliamo con favore le ordinanze regionali che riconoscono la necessità di proteggere i rider durante le giornate di caldo estremo. Ma crediamo sia arrivato il momento di andare oltre: serve una regolamentazione uguale per tutti, a livello nazionale”. Contini ha lanciato un appello per un tavolo di confronto con istituzioni e sindacati, sottolineando l’impegno dell’azienda nel garantire tutele sin dal 2021, quando ha assunto i propri rider come dipendenti.
La proposta di legge Griseri Prisco
Il dibattito sulle condizioni dei rider non si limita alle ordinanze regionali. La vicepresidente nazionale del Partito Democratico, Chiara Gribaudo, ha rilanciato la proposta di legge Griseri Prisco, depositata a dicembre 2024, che mira a includere i rider, sia dipendenti che autonomi, tra i beneficiari di ammortizzatori sociali per eventi climatici estremi, come ondate di calore o piogge torrenziali. “Le ordinanze di questi giorni sono un primo passo ma non sufficienti: servono risposte strutturate e non emergenziali, perché il cambiamento climatico è un dato di fatto che puntualmente si ripresenta ogni anno”, ha affermato Gribaudo. La proposta sarà presentata l’8 luglio a Torino, in collaborazione con il sindaco Stefano Lo Russo e l’ARCI, per sensibilizzare sul tema e spingere per una calendarizzazione in Parlamento.
Le sfide dei rider: salute contro reddito
Nonostante le ordinanze, molti rider esprimono preoccupazioni per le ricadute economiche delle pause obbligatorie. A Torino, lavoratori come Sayed, 29 anni, sottolineano la difficoltà di conciliare sicurezza e reddito: “Devo lavorare per forza, nonostante l’afa, ho due figli da mantenere”. La Nidil Cgil Torino ha evidenziato che la sospensione delle attività nelle ore più calde può ridurre significativamente il salario dei rider, pagati a consegna. “Serve necessariamente un sostegno al reddito”, ha dichiarato Danilo Bonucci, segretario Nidil Cgil. “Il mondo del delivery è un settore come gli altri, e come tale va tutelato”. La Cgil chiede incontri urgenti con piattaforme come Glovo e Deliveroo per discutere non solo dell’applicazione delle ordinanze, ma anche delle ricadute economiche sui lavoratori.


