RC Auto: tariffe alle stelle e divario Nord – Sud in crescita

RC auto
I prezzi delle polizze RC Auto schizzano a 417 euro nel 2024, tra aumenti record e un sistema assicurativo da riformare: quali sono le cause e cosa riserva il futuro agli automobilisti italiani?

Il costo medio delle polizze RC Auto in Italia ha raggiunto i 417 euro nel quarto trimestre del 2024, segnando un aumento del 6,6% su base annua in termini nominali, pari al 5,3% in termini reali.

È quanto emerge dalla Comunicazione Statistica IPER dell’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che fotografa un trend in crescita, sebbene più contenuto rispetto al balzo del 7,9% registrato nello stesso periodo del 2023.

Ma i numeri non si fermano qui: rispetto al periodo pre-pandemico (404 euro nel 2019), i premi sono più alti, mentre si nota una riduzione del 12,2% rispetto al 2014, quando il costo medio toccava i 475 euro. Un dato che racconta una parabola complessa, tra rincari recenti e un passato di tariffe ben più salate.

A livello territoriale, il divario è evidente. Per la metà delle province italiane, il prezzo medio supera i 390 euro, con picchi che oltrepassano i 422 euro nelle aree più care. Tutte le province, senza eccezioni, registrano incrementi annuali compresi tra il 3% e il 10,3%, con Roma (+10,3%), Lecce (+8,7%) e Catania (+8,6%) a guidare la classifica dei rialzi. Un terzo delle province supera addirittura la media nazionale, evidenziando una disparità che pesa soprattutto sugli automobilisti del Sud.

Due ruote sotto pressione: motocicli e ciclomotori non sfuggono ai rincari

Non solo auto: anche i veicoli a due ruote subiscono l’onda lunga degli aumenti. Il premio medio per i motocicli si attesta a 319 euro, mentre per i ciclomotori scende a 218 euro. Ma la geografia dei costi non cambia: al Sud, in particolare a Napoli e Caserta, le tariffe schizzano rispettivamente a 439 euro e 427 euro per i ciclomotori, con i motocicli che a Napoli toccano i 565 euro. Al contrario, il Nord offre un panorama più favorevole: Bolzano si distingue con il premio minimo nazionale, 196 euro per i motocicli e 123 euro per i ciclomotori.

Il divario tra Nord e Sud rimane una costante, con il differenziale tra Napoli e Aosta che raggiunge i 262 euro, in crescita dell’8,6% su base annua. Tuttavia, rispetto al 2014, questo gap si è ridotto del 41,5%, segno che le disparità, pur persistenti, si stanno lentamente attenuando.

Le critiche degli esperti

A fare luce sulle cause di questi aumenti ci pensa l’Aiped, l’Associazione Italiana Periti Estimatori Danni. “Le tariffe RC Auto sono fuori controllo, e aumentano anche a causa delle tante criticità relative ai metodi non consoni in ambito assicurativo circa l’accertamento dei danni alle autovetture”, denuncia l’associazione. Il presidente Luigi Mercurio punta il dito contro le compagnie assicurative: “Le imprese giustificano i rincari con i maggiori costi dovuti a fenomeni di illegalità e truffe nel comparto assicurativo, con particolare riferimento all’accertamento dei danni da sinistro stradale”.

Ma la realtà, secondo Mercurio, è più complessa. “Sempre più spesso le imprese assicuratrici ricorrono alla assurda prassi di pagare i danni sulla base di liquidazioni effettuate anche in assenza di perizie, o ricorrendo a ispezioni peritali realizzate da soggetti non abilitati e non qualificati”, spiega. Un fenomeno che alimenta frodi e irregolarità nella riparazione, con un effetto domino che si traduce in tariffe più alte per tutti. “A farne le spese è la collettività”, conclude il presidente.

L’innovazione come via d’uscita: la proposta di Ania

A gettare uno sguardo al futuro è Giovanni Liverani, presidente dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), che in un’intervista al Sole 24 Ore non usa mezzi termini: “La Rc Auto va ormai riformata utilizzando l’innovazione, il sistema del bonus-malus è superato perché si basa sulla frequenza degli incidenti e non sulla gravità”. Secondo Liverani, i rincari del 2024 – in linea con l’inflazione se si considerano i due anni precedenti – sono solo la punta dell’iceberg. “La polizza si acquista una volta all’anno e quindi c’è un ritardo di circa 12 mesi tra l’inflazione e gli aumenti”, precisa, sottolineando come i prezzi siano influenzati da due fattori chiave: il costo delle riparazioni e quello delle lesioni.

Il sistema bonus-malus, pilastro delle assicurazioni italiane, appare ormai anacronistico. “Non rispecchia fedelmente lo stile di guida”, afferma Liverani, proponendo una riforma che tenga conto della gravità dei sinistri piuttosto che della loro frequenza. Sul fronte delle lesioni, aggiunge, “recentemente sono stati fatti alcuni passi avanti per dare certezza del valore economico da risarcire, ma i tribunali usano ancora tabelle che sono state fatte talmente tanto tempo fa da non essere spesso più coerenti con la realtà”. Una modernizzazione del settore, insomma, non è più rinviabile.

Oltre l’RC Auto: il futuro delle assicurazioni

Ma l’analisi di Liverani non si ferma alle quattro ruote. Il presidente di Ania guarda oltre, verso un ruolo più ampio delle assicurazioni nella società italiana. “Dobbiamo fare i conti con il cambiamento demografico, tra calo delle nascite e invecchiamento della popolazione”, spiega.

Questo scenario apre nuove sfide, dalla previdenza alla sanità, settori in cui le compagnie potrebbero colmare le lacune di un welfare statale sempre più in affanno. “Pensiamo al sistema sanitario nazionale che oggi fatica ad autosostenersi: le compagnie in questo potrebbero essere d’aiuto”, conclude, immaginando una rete di protezione per cittadini e imprese.

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