Secondo quanto riportato dall’Istat nel comunicato diffuso oggi, martedì 10 giugno, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha registrato ad aprile 2025 un incremento dell’1,0% rispetto al mese precedente. La crescita si riflette anche sulla media del trimestre febbraio-aprile, che segna un +0,4% rispetto al trimestre precedente.
Andamento per raggruppamenti di beni
Nel confronto mensile, risultano in crescita tutti i principali raggruppamenti ad eccezione dell’energia, che rimane stabile:
- Beni di consumo: +1,8%
- Durevoli: +2,5%
- Non durevoli: +2,1%
- Beni strumentali: +0,8%
- Beni intermedi: +0,2%
- Energia: 0,0%
Su base tendenziale (aprile 2025 su aprile 2024), l’indice generale corretto per gli effetti di calendario segna un incremento dello 0,3%. Crescono i beni di consumo (+1,1%) e l’energia (+1,8%), mentre flettono i beni intermedi (-0,4%) e i beni strumentali (-0,7%).
Settori con le migliori e peggiori performance
Tra i settori economici, spiccano per incremento tendenziale:
- Industria del legno, carta e stampa: +4,7%
- Fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria: +4,3%
- Computer, elettronica e ottica: +3,3%
Le flessioni più marcate si osservano in:
- Farmaceutica: –11,0%
- Mezzi di trasporto: –9,5%
- Coke e prodotti petroliferi raffinati: –5,0%
Analisi per settore di attività economica
Nel dettaglio, ad aprile 2025 (dati corretti per gli effetti di calendario), i comparti che segnano le variazioni tendenziali più significative includono:
- Industrie alimentari, bevande e tabacco: +1,9%
- Metallurgia e prodotti in metallo: –1,6%
- Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori: –9,3%
- Fabbricazione di apparecchiature elettriche: –0,3%
- Macchinari e attrezzature n.c.a.: –3,3%
- Altre industrie manifatturiere: +0,5%
- Attività estrattiva: +0,4%
Nel complesso, le attività manifatturiere crescono dello +1,2% su base mensile, ma registrano una diminuzione del -2,4% su base annua.
Commento ISTAT: segnali incoraggianti, ma discontinui
L’Istat osserva che “la modesta crescita tendenziale di aprile interrompe la lunga fase di contrazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario.” A trainare sono energia e beni di consumo, mentre restano in difficoltà beni strumentali e beni intermedi. La tenuta del settore industriale resta dunque frammentata e soggetta a oscillazioni di breve periodo.
Prossima diffusione dei dati
La prossima pubblicazione dell’Istat sulla produzione industriale è prevista per il 10 luglio 2025.
Il commento del Codacons
Per la prima volta dopo oltre due anni di flessioni consecutive, l’indice della produzione industriale italiana registra un aumento su base tendenziale. Un dato che, seppur positivo, non deve indurre a facili ottimismi. Lo afferma il Codacons, analizzando i dati Istat resi noti oggi.
“Questo rimbalzo rappresenta un segnale importante, ma isolato – dichiara il Prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – e non può essere interpretato come l’avvio di una fase di consolidata ripresa. L’industria italiana continua a scontare debolezze strutturali: un eccesso di pressione fiscale, una normativa disorganica e discontinua, e una burocrazia che ostacola l’attività imprenditoriale anziché favorirla”.
Il Codacons evidenzia come il rischio di nuove tensioni internazionali e l’eventuale introduzione di dazi doganali potrebbero compromettere l’attuale equilibrio, rendendo vano ogni progresso. “La nostra economia è fortemente interconnessa con i mercati globali – prosegue Tanasi – e misure protezionistiche o instabilità geopolitiche potrebbero avere effetti devastanti, in particolare per le piccole e medie imprese che operano nell’export o dipendono da filiere produttive transnazionali”.
Sotto il profilo giuridico, l’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’impianto normativo in favore del sistema industriale, nel pieno rispetto del dettato costituzionale. “L’articolo 41 della Costituzione tutela la libertà d’impresa, ma pone limiti chiari affinché l’attività economica sia coerente con l’utilità sociale – spiega Tanasi –. Una politica industriale moderna deve fondarsi su questo equilibrio: garantire competitività e innovazione, ma senza sacrificare i diritti dei lavoratori, la sostenibilità ambientale e la coesione sociale”.
Il Codacons chiede al Governo l’apertura urgente di un tavolo interistituzionale che coinvolga imprese, sindacati, associazioni dei consumatori e soggetti tecnici per definire un piano industriale nazionale, in grado di affrontare le criticità emerse negli ultimi anni. Tra le misure prioritarie: incentivi selettivi per le imprese che investono in tecnologie sostenibili, riduzione degli oneri burocratici, semplificazione normativa, revisione delle aliquote fiscali per il settore produttivo e una nuova disciplina del lavoro capace di contrastare precarietà e sfruttamento.
“Il diritto a una crescita economica stabile, inclusiva e conforme ai principi costituzionali – conclude Tanasi – deve essere garantito con strumenti concreti e giuridicamente solidi. Solo così si potrà parlare di vera ripresa, e non di semplice fluttuazione statistica”.


