La Commissione europea ha autorizzato un prestito ponte fino a 390 milioni di euro per Acciaierie d’Italia (ex Ilva), principale produttore siderurgico integrato italiano, per garantire la continuità operativa fino al completamento della gara per il nuovo operatore.
Questa misura, conforme alle norme UE sugli aiuti di Stato, copre costi operativi come pagamenti a fornitori e salari per un massimo di sei mesi. Al termine, l’Italia dovrà sottoporre a Bruxelles un piano di ristrutturazione, liquidazione o prova di rimborso.
Il contesto aziendale
Acciaierie d’Italia gestisce otto siti produttivi, con lo stabilimento principale a Taranto su 15 milioni di mq e 8.000 dipendenti su un totale di 10.000. La gara per il trasferimento, aggiornata nell’estate 2025 con enfasi sulla decarbonizzazione (tre forni elettrici a Taranto per 6 milioni di tonnellate annue), ha ricevuto due offerte principali a dicembre 2025 da Bedrock Industries e Flacks Group per l’intero perimetro, con possibilità di ulteriori proposte migliorative; resta aperta sinora senza vincitori annunciati.
Le motivazioni Ue
“La misura servirà a garantire la continuità operativa del principale produttore siderurgico integrato italiano, fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore, selezionato con la gara d’appalto in corso”, fa sapere la Commissione Ue.
Inoltre, ancora la Commissione, sottolinea che “il prestito di salvataggio ad Acciaierie d’Italia evita situazioni di disagio sociale, in particolare in Puglia, una regione in cui il livello di disoccupazione è costantemente superiore alla media Ue”.
Tale intervento è proporzionato, limitato al fabbisogno di liquidità e a condizioni di mercato equiparabili a quelle dei concorrenti, evitando impatti negativi su filiera e economia regionale.
Le offerte principali
- Bedrock Industries (fondo USA, guidato da Alan Kestenbaum): considerata tra le più solide dal governo, punta all’intero gruppo ma prevede tagli occupazionali (sino a 5.000 addetti) e chiede aiuti pubblici, inclusi sul fronte energetico.
- Flacks Group (fondo private equity USA): recente pretendente in pole position, con interesse per 8.500 occupati; Federacciai cerca partner italiani (come Acciaierie Venete) per rafforzarla industrialmente, data la carenza di capacità autonome su siti grandi come Taranto.
FAQ
Perché la Commissione europea ha approvato il prestito ponte ad Acciaierie d’Italia?
La misura serve a garantire la continuità operativa dello stabilimento fino all’arrivo del nuovo operatore selezionato tramite gara pubblica e a prevenire ricadute sociali ed economiche, soprattutto in Puglia.
A cosa serviranno i 390 milioni di euro del prestito?
Copriranno i costi operativi dell’azienda per un massimo di sei mesi, come pagamenti ai fornitori, salari e attività essenziali per mantenere in funzione gli impianti.
Quali sono i principali concorrenti nella gara per il futuro di Acciaierie d’Italia?
Le due offerte più rilevanti sono arrivate da Bedrock Industries e Flacks Group, entrambe interessate all’intero perimetro aziendale.
Cosa prevede il piano di decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto?
Il progetto punta all’installazione di tre forni elettrici in grado di produrre fino a 6 milioni di tonnellate annue, riducendo le emissioni e modernizzando la produzione.
Cosa succederà dopo i sei mesi coperti dal prestito?
L’Italia dovrà presentare a Bruxelles un piano di ristrutturazione, di liquidazione o la prova che il prestito possa essere rimborsato, in base all’evoluzione della gara.


