Quando si parla di trasferimenti di denaro, è bene sapere che la normativa prevede alcune regole precise e che, in determinati casi, può scattare una segnalazione agli organi competenti. Ma quali sono le situazioni in cui il cittadino rischia un controllo?
Anzitutto, va chiarito che non esistono limiti di legge al prelievo o alla movimentazione del proprio denaro. Chiunque può gestire i propri risparmi liberamente, anche prelevando somme ingenti. Tuttavia, al superamento di determinate soglie scattano segnalazioni automatiche all’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, che a sua volta può inoltrare i dati a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.
Non è quindi la singola operazione a rappresentare un problema, ma la segnalazione può comunque accendere i riflettori del Fisco sulle movimentazioni del conto corrente, con possibili verifiche in caso di incongruenze.
Prelievi: leciti, ma sotto osservazione
I prelievi, di qualsiasi importo, sono perfettamente legali e non hanno conseguenze fiscali dirette. A entrare in gioco, però, è la normativa antiriciclaggio, che prevede controlli quando si superano determinate soglie.
In particolare, banche e uffici postali sono tenuti a segnalare all’UIF operazioni che superino complessivamente i 10.000 euro in un mese, anche se raggiunti con più movimenti (ad esempio venti prelievi da 500 euro o cinque da 2.000 euro). In questi casi, al cliente può essere richiesto di compilare un modulo di autocertificazione sull’utilizzo del denaro.
La norma antiriciclaggio
Da sottolineare che anche richieste come l’emissione di un assegno circolare oltre i 10.000 euro ricadono nella cosiddetta “norma antiriciclaggio”, con obbligo per il correntista di fornire informazioni sullo scopo dell’operazione.
Come funzionano le segnalazioni
Gli istituti di credito trasmettono periodicamente all’UIF le operazioni considerate a rischio.
Le stesse segnalazioni confluiscono poi nell’Anagrafe dei rapporti finanziari dell’Agenzia delle Entrate, che può incrociare i dati con le proprie banche dati per valutare eventuali accertamenti fiscali.
Va comunque ricordato che il Fisco non può intervenire direttamente sui prelievi: l’articolo 32 del TUIR specifica infatti che solo le somme in entrata sul conto corrente possono essere considerate “reddito”, salvo prova contraria.
Non solo grandi importi: attenzione alle operazioni sospette
Il controllo non scatta solo al superamento della soglia dei 10.000 euro. La normativa antiriciclaggio (Dlgs 231/2007) stabilisce che banche e uffici postali debbano segnalare all’UIF tutte le operazioni che appaiono sospette.
Si parla di sospetto quando gli operatori “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa”.
Inoltre, lo stesso decreto precisa che: “Il sospetto è desunto dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta, in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi acquisiti ai sensi del presente decreto. Il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contante, anche se non eccedenti la soglia di cui all’articolo 49 e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante di importi non coerenti con il profilo di rischio del cliente, costituisce elemento di sospetto.
La UIF, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 4, lettera e), emana e aggiorna periodicamente indicatori di anomalia, al fine di agevolare l’individuazione delle operazioni sospette”.
Duplice obiettivo dei controlli
I controlli sui conti correnti, quindi, hanno due finalità principali: da un lato contrastare il riciclaggio, dall’altro combattere l’evasione fiscale. Per questo motivo, anche se formalmente non esistono limiti ai prelievi, superare determinate soglie o effettuare operazioni considerate anomale può attirare l’attenzione delle autorità.


