Maxi operazione Poste-TIM, nasce un colosso pubblico delle telecomunicazioni

Poste e TIM
Poste Italiane lancia un’OPAS da 10,8 miliardi su TIM: obiettivi, impatto sul mercato e cosa cambia per clienti e infrastrutture digitali.

Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria (OPAS) per acquisire l’intero capitale sociale di Telecom Italia (TIM). La decisione è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Poste il 24 marzo 2026, con un corrispettivo totale stimato in circa 10,8 miliardi di euro. L’operazione mira a revocare la quotazione delle azioni TIM da Euronext Milan, creando un gruppo integrato sotto il controllo statale.

Il ruolo dello Stato 

Il gruppo risultante vedrà lo Stato italiano come azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50%, anche grazie alla quota detenuta da Cassa Depositi e Prestiti (CDP). 

Nel comunicato ufficiale di Poste Italiane si legge che “potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza […] che assicurerà ‘stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico, orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso'”. Questo assetto garantisce “un forte allineamento degli interessi, volto a sostenere una performance competitiva e rendimenti per gli azionisti sostenibili nel tempo”.

I dettagli e le tempistiche 

L’OPAS prevede una componente in contanti di 0,167 euro per azione TIM e 0,0218 nuove azioni ordinarie Poste Italiane per ogni azione TIM aderente. Il corrispettivo complessivo è di 0,635 euro per azione, incorporando un premio del 9,01% sul prezzo ufficiale TIM del 20 marzo 2026. 

Il perfezionamento è atteso entro fine 2026, con Poste che definisce l’offerta “altamente attraente”.

Gli obiettivi strategici del nuovo gruppo

L’operazione punta a integrare due colossi industriali italiani, creando “la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica”. Il gruppo combinato avrà ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, Ebit pro-forma di 4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti. Si sottolinea che l’obiettivo è “dare vita a un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane […] in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti”.

Il potenziamento della piattaforma di Poste 

L’acquisizione scalerà la piattaforma di Poste con tre asset chiave di TIM: rete fissa e mobile nazionale, leadership in cloud e data center, e connettività sicura sovrana, in linea con recenti posizioni europee. Poste evolve così da “il più grande network distributivo nazionale e operatore sistemico” in “abilitatore della trasformazione digitale del Paese”, con un mix “diversificato, resiliente e generatore di cassa con solidità finanziaria e ampie riserve patrimoniali distribuibili”.

Il possibile impatto sui clienti 

L’integrazione tra Poste Italiane e TIM potrebbe portare a pacchetti “all-in-one” che combinano SIM, fibra ottica, servizi finanziari come PostePay e conti BancoPosta, semplificando l’accesso a connettività e pagamenti digitali. Questo favorirebbe aree rurali e periferiche con maggiore copertura rete fissa/mobile e 5G, grazie a investimenti accelerati in infrastrutture nazionali. 

Il nuovo gruppo rafforzerebbe la convergenza tra telecomunicazioni, logistica e servizi digitali; le sinergie potrebbero tradursi in maggiore efficienza, ma i prezzi dipenderanno da regolatori AGCOM.

Entro fine anno, il colosso pubblico potrebbe accelerare innovazione cloud, data center e connettività “sicura e sovrana”, contribuendo alla produttività nazionale.

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