Sotto il 5% non scatta la sanzione. È la novità contenuta nel decreto legislativo correttivo omnibus, licenziato in esame definitivo dal Consiglio dei ministri, che interviene sul collegamento tra Pos e registratori telematici.
Cosa prevede la norma
La disposizione stabilisce che le sanzioni non si applichino quando la discrepanza tra il numero delle operazioni regolate con pagamento elettronico, registrate e memorizzate ai fini della trasmissione dei corrispettivi giornalieri, e il numero dei pagamenti elettronici accettati non supera il 5 per cento.
Sotto quella soglia, quindi, un disallineamento non comporta automaticamente conseguenze sanzionatorie.
I numeri del primo semestre
A giustificare il mantenimento del presidio ci sono i dati diffusi dalla sottosegretaria all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino.
“Il collegamento tra Pos e registratori telematici si sta dimostrando uno strumento efficace per rafforzare la trasparenza e la compliance fiscale”, ha dichiarato.
Poi le cifre: “Nel primo semestre dell’anno le stime disponibili indicano circa 9,1 miliardi di euro di maggiore base imponibile e 160 milioni di corrispettivi in più rispetto allo stesso periodo del 2025”.
Un risultato che la sottosegretaria attribuisce anche all’adozione della misura: “Sono risultati significativi, dovuti anche all’adozione della misura, che confermano l’utilità di questo sistema e la capacità della digitalizzazione di rendere più efficace il contrasto all’evasione”.
Perché è stato introdotto il correttivo
L’obiettivo è rendere il meccanismo sostenibile per gli operatori economici, in particolare per quelli di dimensioni minori.
“Proprio per rendere questo meccanismo più equilibrato e sostenibile per gli operatori economici abbiamo previsto una misura che tutela in particolare i piccoli esercizi ed evita che meri errori o limitati disallineamenti possano determinare automaticamente l’applicazione di sanzioni”, ha spiegato Savino.
La linea del governo
Nel commento finale la sottosegretaria delinea l’impostazione adottata.
“Manteniamo quindi fermo un presidio che sta producendo risultati importanti, introducendo allo stesso tempo un criterio di proporzionalità e buon senso”, ha affermato.
E ha aggiunto: “Contrastare l’evasione e semplificare il rapporto tra Fisco e contribuenti non sono obiettivi contrapposti: un sistema fiscale moderno deve essere rigoroso nei confronti delle irregolarità sostanziali e, allo stesso tempo, evitare di penalizzare chi opera correttamente per piccoli scostamenti di natura formale”.


