La Festa della Repubblica del 2025, che cade di lunedì, si conferma un’occasione d’oro per il turismo italiano. Secondo un’indagine condotta da Tecnè per Federalberghi, saranno 14,9 milioni gli italiani che approfitteranno del ponte del 2 giugno per concedersi una pausa, con una permanenza media di 3,6 giorni. Questo movimento genererà un giro d’affari di 7 miliardi di euro, trainato principalmente da chi sceglie di rimanere in Italia (92,4%), mentre solo il 7,6% opterà per mete estere. Le località marine, le città d’arte e le montagne saranno le destinazioni più gettonate, con un forte ritorno del turismo di prossimità che privilegia luoghi facilmente raggiungibili.
Le preferenze degli italiani: mare, arte e natura
Nella scelta delle destinazioni, il mare si conferma la meta prediletta, attirando il 41,1% dei vacanzieri. Seguono le città d’arte (27,8%), ricche di storia e cultura, e le località di montagna (15,6%), ideali per chi cerca relax nella natura. Non mancano le località lacuali (6,8%) e quelle termali (5,9%), che rispondono al crescente interesse per il benessere. Tra i fattori che guidano le scelte, le bellezze naturali convincono il 53,8% dei viaggiatori, seguite dalla facilità di raggiungimento (35,1%) e dal patrimonio artistico (30,8%). “La voglia di Italia non è ancora passata: il 92,4% dei viaggiatori resterà nei propri lidi, magari assaporando un’esperienza che potrebbe ripetersi nella stagione estiva”, ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commentando i dati dell’indagine.
Dove alloggiare: alberghi e ospitalità familiare in testa
Per quanto riguarda l’alloggio, le strutture alberghiere e i villaggi turistici si affermano come scelta principale, accogliendo il 24,4% della domanda. Seguono da vicino le case di parenti o amici (24,2%), i bed & breakfast (22%), le case di proprietà (15,2%) e i residence (4,5%). “Ancora una volta abbiamo potuto constatare che le strutture alberghiero-ricettive riscuotono l’interesse dei nostri concittadini,” ha sottolineato Bocca.
Spesa media e impatto economico
La spesa media pro capite si attesterà sui 470 euro, con una netta differenza tra chi resta in Italia (circa 430 euro) e chi viaggia all’estero (circa 900 euro). La maggior parte del budget sarà destinata ai pasti (29,1%), seguiti dal viaggio (21,7%), dall’alloggio (18,4%) e dallo shopping (12,8%). Tuttavia, l’aumento dei prezzi ha spinto oltre la metà dei vacanzieri a rivedere i propri piani, adattando la spesa per far fronte all’inflazione. Nonostante queste difficoltà, il giro d’affari complessivo di 7 miliardi di euro conferma la vitalità del settore turistico, con un picco di partenze previsto per venerdì 30 maggio 2025 (8,7 milioni di viaggiatori) e sabato 31 maggio (34,3%).
Cosa faranno gli italiani in vacanza
Le attività preferite durante il ponte riflettono il desiderio di relax e scoperta. Le passeggiate sono in cima alla lista, scelte dal 68,9% dei vacanzieri, seguite dalla partecipazione a eventi enogastronomici (36,9%) e a escursioni o gite (35,8%). Le visite a musei o mostre (22,3%) e gli spettacoli musicali (21,2%) completano il quadro, evidenziando un mix di interessi culturali, naturalistici e di svago. “Il fatto che quasi 15 milioni di italiani si metteranno in movimento per godersi una seppur breve pausa legata alla Festa della Repubblica sembra davvero sancire un ritorno al meglio del turismo italiano,” ha commentato Bocca.
Mezzi di trasporto: l’auto domina
Per raggiungere le mete vacanziere, tre italiani su quattro (circa il 75%) utilizzeranno l’auto di proprietà, scelta per la sua comodità e flessibilità. Il 18,1% opterà per l’aereo, soprattutto per le destinazioni estere, mentre il 4,4% sceglierà il treno, privilegiando la sostenibilità e la praticità. La preferenza per l’auto riflette anche il trend del turismo di prossimità, con il 60% dei vacanzieri che non varcherà i confini della propria regione, rendendo le destinazioni locali più accessibili.
Chi resta a casa: i motivi della non-vacanza
Non tutti, però, potranno approfittare del ponte. Tra gli intervistati che non partiranno, il 35,6% ha indicato motivi economici come principale ostacolo, mentre il 21,9% ha citato motivi familiari. “Non vi è dubbio che il viaggio breve si presti a una maggiore accessibilità”, ha osservato Bocca, auspicando che l’offerta turistica italiana continui a rispondere alla crescente domanda di esperienze di qualità, nonostante le difficoltà economiche. L’indagine evidenzia anche come il turismo di prossimità e le prenotazioni anticipate (il 68,2% ha prenotato con almeno un mese di anticipo) stiano diventando una tendenza consolidata.


