L’Unione Europea si prepara a rafforzare la domanda di auto elettriche attraverso un pacchetto di misure che includeranno incentivi nazionali, nuove fonti di finanziamento, il leasing sociale e il sostegno al mercato dell’usato.
Questo emerge dalla bozza del piano Ue per l’automotive, in arrivo il 5 marzo: il documento non prevede alcun riferimento alla richiesta dell’industria di congelare le multe per chi non raggiunge i target intermedi di riduzione delle emissioni di CO2.
Strategia Ue per il settore automotive
Il documento è stato inviato ai partecipanti del Dialogo strategico sul futuro dell’automotive, in vista dell’incontro del 4 marzo con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Tra le misure proposte, Bruxelles intende:
- Creare un pacchetto di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, attraverso una raccomandazione agli Stati membri su fondi e modalità di erogazione;
- Sostenere la crescita di una filiera europea delle batterie, con incentivi per le aziende che producono celle e componenti in Europa, includendo requisiti di “Made in Europe”;
- Promuovere programmi di leasing sociale per veicoli elettrici, sia nuovi che usati, con particolare attenzione ai cittadini a basso reddito;
- Accorciare i tempi di attesa per le connessioni alla rete elettrica per i punti di ricarica, attraverso linee guida e raccomandazioni agli Stati membri;
- Sviluppare un sostegno finanziario dedicato agli impianti di riciclo delle batterie, per garantire la sostenibilità ambientale e ridurre la dipendenza dall’estero.
L’industria critica il piano
Nonostante il piano rappresenti un passo avanti, alcuni attori del settore automobilistico ritengono che sia troppo focalizzato sull’elettrificazione, senza considerare i rischi finanziari e occupazionali.
Benjamin Krieger, segretario generale dell’Associazione europea dei fornitori automobilistici (CLEPA), ha sottolineato la necessità di un “approccio tecnologico diversificato”, che includa anche motori ibridi plug-in e idrogeno. “Gli obiettivi di CO2 del 2025 sono l’elefante nella stanza. La Commissione sacrificherà la misura principale per aiutare l’Europa a competere con la Cina?”, ha dichiarato Julia Poliscanova della Ong Transport & Environment, rimarcando i rischi di un cambio di rotta nelle politiche ambientali.
I cinque pilastri della strategia europea per l’automotive
Secondo il documento, il piano per l’automotive europeo si articolerà su cinque pilastri:
- Innovazione e digitalizzazione: accelerazione sulla mobilità connessa e autonoma;
- Mobilità pulita: incentivi e sviluppo delle infrastrutture di ricarica;
- Competitività e resilienza della filiera: promozione dell’industria europea delle batterie;
- Competenze e dimensione sociale: supporto alla riconversione professionale nel settore;
- Parità di condizioni nel mercato globale: garanzia di equità con le case automobilistiche extraeuropee.
Competitività globale
La Commissione Europea lavorerà per garantire condizioni di concorrenza eque con i produttori esteri, attraverso un pacchetto di misure “fair play”. Inoltre, proporrà condizioni per gli investimenti esteri nel settore automobilistico, con particolare attenzione alla competitività a lungo termine dell’industria europea.
Nel frattempo, Bruxelles continuerà a monitorare l’applicazione della misura anti-dumping sulle importazioni di veicoli cinesi, con l’obiettivo di proteggere la produzione locale.


