La startup di intelligenza artificiale Perplexity ha scosso il panorama tecnologico con un’offerta non sollecitata da 34,5 miliardi di dollari per acquisire il browser Google Chrome, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. L’annuncio, reso pubblico il 12 agosto, arriva in un momento di grande pressione per Google, mentre il gigante tech affronta un’indagine antitrust negli Stati Uniti che potrebbe obbligare la vendita del suo browser, utilizzato da circa 3,5 miliardi di utenti e dominante con oltre il 60% del mercato globale dei browser.
Fondata nel 2022, Perplexity, con una valutazione di 18 miliardi di dollari, propone un’operazione che supera di gran lunga il proprio valore. Tuttavia, la società ha dichiarato che diversi investitori, inclusi grandi fondi di venture capital, hanno già accettato di finanziare interamente l’acquisizione.
Il contesto antitrust
L’offerta di Perplexity giunge in un momento di svolta per Google. Lo scorso anno, il giudice distrettuale statunitense Amit Mehta ha stabilito che Google ha mantenuto un monopolio illegale nel mercato della ricerca online, violando le leggi antitrust. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha proposto la vendita di Chrome come rimedio per ridurre il controllo di Google su un punto d’accesso fondamentale alla rete.
Il giudice Mehta dovrebbe pronunciarsi entro la fine di agosto 2025 su quali misure Google dovrà adottare. Tra le opzioni considerate, oltre alla possibile vendita di Chrome, ci sono la modifica degli accordi esclusivi con partner come Apple e Mozilla, o l’obbligo di condividere dati con i concorrenti. Google, tuttavia, si oppone fermamente a queste proposte. L’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai, ha dichiarato che la vendita di Chrome o la condivisione dei dati “danneggerebbe l’attività di Google, limiterebbe gli investimenti in nuove tecnologie e porrebbe rischi per la sicurezza”.
I dettagli della proposta di Perplexity
Nella sua lettera a Pichai, Perplexity ha sottolineato che l’acquisizione di Chrome sarebbe “nell’interesse pubblico” e “soddisferebbe un rimedio antitrust affidando il browser a un operatore indipendente e capace”. La startup ha promesso di mantenere il codice open-source di Chromium, la base tecnologica di Chrome, e di investire 3 miliardi di dollari nei prossimi due anni per lo sviluppo del browser. Inoltre, Perplexity ha assicurato che Google rimarrebbe il motore di ricerca predefinito su Chrome, anche se gli utenti avrebbero la libertà di modificare questa impostazione.
L’offerta di 34,5 miliardi di dollari si colloca all’interno delle stime del valore di Chrome, che oscillano tra 20 e 50 miliardi di dollari, secondo gli analisti.
Perplexity: una startup in ascesa
Fondata nel 2022 da Aravind Srinivas, Perplexity si è rapidamente affermata come un attore di spicco nel campo dell’intelligenza artificiale. La sua piattaforma, nota per il motore di ricerca alimentato da AI che fornisce risposte concise e citazioni dirette alle fonti, ha attirato l’attenzione di investitori come Nvidia e SoftBank. Recentemente, la startup ha lanciato il proprio browser, Comet, che integra funzionalità di ricerca basate sull’intelligenza artificiale. L’acquisizione di Chrome rappresenterebbe un balzo in avanti, offrendo a Perplexity l’accesso a miliardi di utenti e un’infrastruttura consolidata per competere direttamente con Google nel mercato della ricerca.
Non è la prima volta che Perplexity tenta un’operazione di alto profilo. All’inizio del 2025, la startup ha esplorato una possibile fusione con TikTok, in un momento in cui l’app di proprietà cinese affrontava incertezze legali negli Stati Uniti. Sebbene quella proposta non si sia concretizzata, dimostra l’approccio ambizioso della società nel posizionarsi come un player globale.
La risposta di Google e le reazioni del mercato
Google non ha ancora risposto ufficialmente all’offerta di Perplexity, ma il gigante tech ha già chiarito la sua posizione contro la vendita di Chrome. Durante il processo antitrust, Pichai ha sostenuto che il browser è parte integrante dell’ecosistema di Google, fornendo dati preziosi per la pubblicità mirata e supportando prodotti basati su Chromium. Alcuni analisti, come quelli di JPMorgan, ritengono improbabile una vendita forzata, prevedendo invece misure meno drastiche, come la rimozione di accordi esclusivi per la preinstallazione di Google Search.
Il ruolo dei browser nella battaglia dell’AI
L’interesse per Chrome non è limitato a Perplexity. Altri colossi tech, come OpenAI e Yahoo, avrebbero espresso interesse per il browser qualora fosse messo in vendita. I browser rappresentano oggi un campo di battaglia strategico, non solo per il controllo del traffico di ricerca, ma anche per la raccolta di dati utili a migliorare i modelli di intelligenza artificiale e personalizzare l’esperienza utente. L’acquisizione di Chrome potrebbe consentire a Perplexity di integrare più rapidamente le sue tecnologie AI, rafforzando la sua posizione nella corsa alla supremazia nella ricerca generativa.
Cosa significa per gli utenti
Se l’acquisizione di Chrome da parte di Perplexity dovesse concretizzarsi, gli utenti potrebbero beneficiare di una maggiore competizione nel mercato dei browser. Perplexity ha promesso di introdurre funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, che potrebbero migliorare l’esperienza di navigazione. Tuttavia, la transizione solleva interrogativi su come verrebbero gestiti i dati degli utenti e sulla futura integrazione di Chrome con l’ecosistema di Google.


