L’emergenza nei collegamenti marittimi con Pantelleria sta assumendo contorni sempre più critici, con pesanti ripercussioni su economia, turismo e vita quotidiana dei cittadini. Tra corse cancellate, disservizi e incertezze, cresce la preoccupazione di imprese e residenti.
Su questo scenario interviene a Capitalist il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, che in questa intervista fa il punto sulla situazione, denunciando le difficoltà strutturali del sistema dei trasporti, le conseguenze per il tessuto economico locale e le richieste avanzate alle istituzioni regionali e nazionali. Un confronto diretto per capire cosa sta accadendo realmente sull’isola e quali soluzioni si prospettano per il futuro.
Quante corse marittime sono state cancellate negli ultimi mesi e qual è la situazione aggiornata dei collegamenti con la terraferma? I cittadini e le imprese hanno un quadro chiaro della situazione?
Purtroppo, anche a causa delle condizioni meteorologiche non favorevoli, dall’inizio dell’anno possiamo affermare che circa il 50% delle corse marittime programmate è stato cancellato.
A questo si aggiunge un altro problema importante: il naviglio utilizzato è inadeguato rispetto alle esigenze del territorio. La situazione è quindi di grave difficoltà. Le imprese ne sono consapevoli, soprattutto quelle del settore edilizio che hanno contratti in essere e stanno riscontrando grosse difficoltà nel rispettarli. Molte aziende rischiano penali o la perdita dei lavori, e anche la realizzazione di opere pubbliche è compromessa.
Quali azioni concrete intende intraprendere per garantire la regolarità del servizio? Sono state contestate le cancellazioni alle compagnie marittime? Sono previste penali?
Questa situazione viene denunciata da quasi due anni. Non è un problema recente, ma ormai strutturale.
Nonostante incontri, segnalazioni e comunicazioni ufficiali, non si registrano miglioramenti.
Molti operatori dubitano che le cancellazioni siano dovute solo al meteo: si sospetta che ci siano anche problemi tecnici legati a un naviglio obsoleto. Abbiamo chiesto alla Regione Siciliana l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare chiarezza.
È una richiesta necessaria per dare dignità a chi vive e lavora sull’isola e sta subendo gravi perdite economiche.
I disservizi rischiano di compromettere la stagione turistica. Quali misure intende adottare per tutelare l’immagine dell’isola?
Il problema dei trasporti marittimi è centrale: tutto ruota attorno a questo. Se i collegamenti continuano a essere irregolari, si rischia di compromettere la stagione turistica, gli appalti pubblici e l’intero sistema economico locale. Abbiamo chiesto più volte che almeno una delle navi impiegate sia di maggiore capacità. Una nave più grande permetterebbe di recuperare le corse cancellate trasportando più merci e mezzi in un unico viaggio. Oggi invece le navi trasportano pochissimi mezzi pesanti, lasciandone molti bloccati al porto.
Se la situazione non migliora, è disposto a intraprendere azioni straordinarie, anche legali?
Il Consiglio Comunale sta valutando un’azione forte e simbolica: recarsi presso la Presidenza della Regione o l’Assessorato alle Infrastrutture, coinvolgendo la stampa nazionale, e restare lì finché non arriveranno risposte concrete.
Come intendete sostenere le imprese locali e contenere l’aumento dei costi dovuto ai disservizi?
Essendo un piccolo Comune, non abbiamo risorse sufficienti per compensare i danni economici. Possiamo solo continuare a denunciare la situazione e sensibilizzare Prefettura, Regione e Ministero. Non è una lamentela, ma un grido d’allarme reale. Un sistema di trasporti dignitoso è fondamentale per un’isola.
Ci può fare un esempio concreto di soluzione possibile?
Nel 2025, quando è stata utilizzata la nave Nerea di nuova generazione, per alcuni mesi non è stata cancellata neanche una corsa, nonostante condizioni meteo simili. Questo dimostra che il problema non è solo il meteo, ma la qualità dei mezzi. Una nave moderna farebbe una grande differenza.
Quali garanzie ci sono per la gestione delle emergenze sanitarie, soprattutto nei trasferimenti urgenti verso la terraferma?
Da questo punto di vista siamo coperti. L’isola dispone di un aeroporto efficiente e di un servizio di emergenza: elicottero attivo di giorno (H12) e un altro velivolo per la notte. I pazienti vengono trasferiti rapidamente nelle strutture sanitarie più adeguate.
Il problema resta però per chi preferisce o deve viaggiare via mare, anche con mezzi propri.
Il fenomeno degli sbarchi di migranti ha interessato direttamente anche Pantelleria o rimane marginale rispetto ad altre realtà come Lampedusa? In caso di arrivi, quali strumenti e risorse sono stati predisposti per gestire l’accoglienza? E come vivono i panteschi questo fenomeno, c’è tensione sociale o prevale la solidarietà?
A Pantelleria non c’è tensione sociale. È una comunità accogliente per natura. Negli ultimi anni ci sono stati miglioramenti nella gestione dei migranti, con un centro che consente identificazione e una gestione più ordinata. Inoltre, grazie agli accordi internazionali, gli sbarchi sono diminuiti significativamente: da oltre 5.400 nel 2022 a circa 900 nel 2025.
Si ricandiderà?
È ancora presto per dirlo. Mancano più di due anni e c’è ancora molto lavoro da fare. Non escludo nulla.


