Pace fiscale: la Lega rilancia la rottamazione delle cartelle ma la maggioranza si spacca

Pace fiscale
La Lega rilancia sulla pace fiscale con una nuova proposta di rottamazione delle cartelle. Salvini convoca un consiglio federale d'urgenza per discuterne.

La pace fiscale torna al centro del dibattito politico con la Lega che spinge per una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali.

Matteo Salvini ha convocato un consiglio federale d’urgenza per mercoledì prossimo, 12 febbraio, dove la questione sarà al primo punto all’ordine del giorno. Il leader del Carroccio considera il provvedimento una “emergenza nazionale“, e la riunione avverrà in presenza o da remoto, con Salvini che parteciperà da Roma dopo un viaggio in Israele.

Federico Freni: “Non è un capriccio della Lega”

Il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Federico Freni, in un’intervista a Repubblica, ha difeso la proposta di rottamazione: “Nessuna smania, la rottamazione non è un capriccio della Lega: è una risposta che dobbiamo a milioni di italiani onesti che hanno difficoltà a pagare le tasse”. Ha inoltre ribadito che il progetto rientra nel programma di governo del centrodestra e che sarebbe “singolare se qualcuno volesse metterlo in discussione”.

Scontro nella maggioranza: Fratelli d’Italia e Forza Italia più cauti

La proposta di rottamazione delle cartelle incontra però delle resistenze all’interno della maggioranza. Fratelli d’Italia ha espresso dubbi sulle coperture economiche, mentre Forza Italia insiste sulla necessità di un taglio dell’Irpef. Nonostante le divergenze, Freni si dice fiducioso: “Mi dispiace per i tanti gufi: anche questa volta troveremo una sintesi. L’unità del centrodestra non è e non sarà mai in discussione”.

Rottamazione quater e quinte: i dettagli della proposta

La proposta della Lega riguarda una rottamazione quater e quinquies che includerebbe i debiti dal 2000 al 2023, con una rateizzazione fino a 120 rate in 10 anni. Un’altra novità riguarda la soglia di decadenza, che passerebbe da 1 a 8 rate non pagate prima della revoca del beneficio.

Secondo le stime, la nuova pace fiscale potrebbe coinvolgere fino a 10 milioni di italiani su un totale di 22 milioni con pendenze fiscali. Tuttavia, la proposta è stata esclusa dalla Legge di Bilancio 2025 e depennata dal decreto Milleproroghe, a causa della mancanza di coperture finanziarie.

Il dibattito sulle coperture: chi pagherà il conto?

Uno dei punti più controversi è il costo per lo Stato. Fratelli d’Italia chiede garanzie sulle coperture economiche, mentre gli oppositori della misura sottolineano il rischio che i contribuenti regolari debbano coprire il costo del provvedimento.

Freni respinge le critiche, difendendo la proposta: “Il titolare di una partita Iva che ha accumulato debiti a causa del lockdown o un pensionato con una pendenza in corso non sono ‘furbetti’. Dobbiamo fare una distinzione tra chi evade e chi è in difficoltà”.

Il ruolo della Ragioneria di Stato e le alternative in campo

Sul tavolo della maggioranza c’è anche una proposta alternativa, meno ambiziosa della rottamazione quinquies, che prevede una riapertura della rottamazione quater limitata ai carichi affidati alla riscossione dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023. In questo caso, i pagamenti sarebbero limitati a 18 rate o un’unica soluzione entro luglio 2025. Se la Ragioneria Generale dello Stato dovesse dare il via libera, questa misura avrebbe più probabilità di essere approvata.

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