Lo scorso fine settimana è scattata l’ora legale in Italia: questo cambio durerà fino a domenica 25 ottobre, quando torneremo all’ora solare. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, riportati da SkyTg24, il passaggio porta benefici immediati: un risparmio di circa 80 milioni di euro grazie a un minor consumo di 302 milioni di kWh, equivalenti al fabbisogno annuo di 115 mila famiglie. Il calcolo si basa sul costo medio di 26,63 centesimi di euro per kWh, dati Arera del primo trimestre 2026.
Il risparmio economico
Dal 2004 al 2025, l’ora legale ha evitato consumi per oltre 12 miliardi di kWh, traducendosi in 2,3 miliardi di euro risparmiati dai cittadini, come emerge dalle analisi di Terna sotto la guida di Giuseppina Di Foggia. Nel 2026, questi vantaggi persistono nonostante le fluttuazioni dei prezzi energetici, favorendo famiglie e imprese con una riduzione dei costi in bolletta. L’effetto è particolarmente evidente nei mesi estivi, quando la luce serale prolunga le attività all’aperto e riduce l’uso di illuminazione artificiale.
Benefici ambientali significativi
Oltre all’economia, l’ora legale protegge l’ambiente: solo nel 2026, si stima una diminuzione di 142 mila tonnellate di CO2 emesse, secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale. Questa quantità equivale all’assorbimento di 2-6 milioni di alberi piantati. La riduzione delle emissioni rafforza la lotta al cambiamento climatico, allineandosi agli obiettivi europei di sostenibilità e dimostrando come un semplice cambio di orario possa avere un impatto green concreto e misurabile.
L’iter parlamentare per l’ora legale permanente
Alla Camera dei Deputati è partita un’indagine conoscitiva, approvata dalla Commissione Attività Produttive, per valutare l’introduzione permanente dell’ora legale. Presentata a novembre 2025, l’iniziativa si chiuderà a fine giugno 2026 e potrebbe sfociare in una fase sperimentale.
Tre studi europei confermano che eliminare il cambio orario porterebbe risparmi energetici, benefici per il mercato unico e i trasporti, spingendo l’Italia verso una decisione univoca.
L’indagine in corso confronterà il cambio stagionale con l’ora legale fissa, analizzando effetti socio-economici, produttività e risparmi energetici. Valuterà dati esistenti, ricadute sul tessuto produttivo e opinioni di esperti. Tra gli obiettivi, una possibile proroga sperimentale dell’ora legale, con focus su come massimizzare l’uso della luce serale per consumi ridotti e crescita economica, senza stravolgere le abitudini quotidiane.
Prossimamente, la Commissione ascolterà rappresentanti di istituzioni, Autorità come Arera, Commissione e Parlamento Ue, organizzazioni internazionali, associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato) e consumatori.
Inoltre, esperti accademici presenteranno studi su impatti reali. Le audizioni forniranno dati aggiornati per una decisione informata, bilanciando interessi settoriali e nazionali.
Il dibattito
Tutto nasce dalla consultazione Ue del 2018, con 4,6 milioni di risposte: l’84% contro il cambio orario. Nel 2019, il Parlamento Europeo approvò una direttiva per lasciare scelta agli Stati, ma pandemia e divergenze l’hanno bloccata. Il Nord Europa preferisce l’ora solare permanente per allinearsi al sole mattutino, mentre al Sud, come in Italia, si punta all’ora legale tutto l’anno, sfruttando la luce serale per turismo, commercio e qualità della vita.
L’Italia potrebbe ora guidare il dibattito.
Gli altri Paesi europei
In Europa, quasi tutti i Paesi cambiano ancora l’ora due volte l’anno, passando dall’ora solare all’ora legale in primavera e tornando indietro in autunno. I casi di orario fisso tutto l’anno esistono, ma sono pochi e non coincidono con la scelta dell’“ora legale permanente” come l’intendiamo nel dibattito italiano.
Tra i Paesi europei che mantengono un orario stabile tutto l’anno ci sono Islanda, Russia e Bielorussia. Anche la Turchia ha scelto un orario fisso permanente, ma non fa parte dell’Unione europea.
Quanto si risparmia con l’ora legale nel 2026?
Nel 2026 l’ora legale permette un risparmio stimato di circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a 302 milioni di kWh. Questo dato si basa sul prezzo medio dell’energia e rappresenta un beneficio concreto per famiglie e imprese italiane.
Perché l’ora legale riduce i consumi energetici?
L’ora legale sfrutta meglio la luce naturale nelle ore serali, riducendo la necessità di illuminazione artificiale. Questo comporta un minore utilizzo di energia elettrica, soprattutto nei mesi estivi, quando le giornate sono più lunghe e le attività si prolungano all’aperto.
Quali sono i benefici ambientali dell’ora legale?
Nel 2026 si stima una riduzione di circa 142 mila tonnellate di CO2 grazie all’ora legale. Questo impatto equivale all’assorbimento di milioni di alberi e contribuisce agli obiettivi europei di sostenibilità, dimostrando come un semplice cambio d’orario possa avere effetti ambientali rilevanti.
L’Italia adotterà l’ora legale permanente?
Attualmente è in corso un’indagine parlamentare per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente. La decisione non è ancora definitiva, ma si stanno analizzando dati economici, ambientali e sociali per capire se mantenere l’orario estivo tutto l’anno.
Quali Paesi europei non cambiano più l’ora?
Alcuni Paesi europei come Islanda, Russia e Bielorussia adottano un orario fisso tutto l’anno. Tuttavia, non si tratta sempre di ora legale permanente. Nell’Unione europea, invece, il cambio tra ora solare e legale è ancora la norma nella maggior parte degli Stati.


