Monte dei Paschi di Siena ha lanciato un’offerta pubblica di scambio (OPS) sulla totalità delle azioni di Mediobanca, generando forti reazioni da parte dell’istituto milanese.
Mediobanca ha definito l’operazione “distruttiva di valore” e “ostile“, giudicandola contraria ai propri interessi strategici. Secondo una nota ufficiale, l’OPS comporterebbe una perdita immediata di clientela bancaria e finanziaria, oltre che delle migliori risorse umane, con conseguenze dirette sul modello di business dell’istituto.
Le criticità dell’offerta secondo Mediobanca
Mediobanca ha evidenziato numerosi punti critici nell’operazione proposta da MPS. L’istituto ha sottolineato che l’OPS manca di un “razionale industriale” e non presenta significative sinergie di costo, poiché i due gruppi non condividono reti distributive. Inoltre, l’incertezza generata dall’operazione potrebbe favorire la migrazione della clientela verso banche estere o boutique specializzate. Mediobanca ha precisato che i settori di Wealth Management e Investment Banking, fondamentali per il proprio piano di sviluppo, risulterebbero particolarmente vulnerabili a questa dinamica.
Il piano industriale “One Brand – One Culture”
Nonostante le tensioni generate dall’OPS di MPS, Mediobanca ha ribadito il proprio impegno nell’esecuzione del piano industriale 2023-2026 “One Brand – One Culture”. L’obiettivo è il consolidamento in settori strategici come il Wealth Management e il Corporate & Investment Banking, puntando su sinergie tra questi comparti. Il piano prevede un utile per azione di 1,8 euro al 2026, un ritorno sul capitale tangibile del 15% e la distribuzione di 3,7 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi tre anni.
Le reazioni del mercato e il ruolo degli azionisti
Il lancio dell’offerta da parte di MPS ha avuto un impatto negativo sul titolo in Borsa della stessa banca, rimarcandone la fragilità. Mediobanca ha rilevato che l’OPS rappresenta uno sconto significativo rispetto al prezzo medio delle proprie azioni, considerando periodi di tre, sei e dodici mesi. Il Consiglio di amministrazione di Mediobanca ha, inoltre, ricordato la composizione del proprio capitale: Delfin detiene una quota del 20%, Caltagirone il 7%, mentre in MPS il primo azionista privato è Delfin con il 10%.
Il futuro della strategia Mediobanca
Mediobanca intende, quini, proseguire con la propria visione strategica. L’istituto punta a mantenere la propria leadership nei segmenti chiave e a garantire agli azionisti una remunerazione ai migliori livelli del settore. Il Consiglio di amministrazione ha espresso fiducia nella traiettoria delineata dal piano industriale, definendola fondamentale per la crescita e la creazione di valore a lungo termine.


