La celebre start-up OpenAI, creatrice del rivoluzionario ChatGPT, ha annunciato una riorganizzazione aziendale con l’obiettivo di trasformare la sua struttura in una Public Benefit Corporation (PBC). Questo cambiamento mira a garantire la sostenibilità finanziaria necessaria per proseguire lo sviluppo di tecnologie avanzate di intelligenza artificiale (IA).
Fondata nel 2015 come organizzazione no profit, OpenAI ha già integrato nel 2019 una divisione a scopo di lucro controllata dal suo consiglio di amministrazione. Ora, il progetto prevede di mantenere entrambe le strutture: la no profit continuerà a operare in ambiti come sanità, educazione e scienza, mentre la PBC faciliterà la raccolta di capitali tramite azioni ordinarie.
La necessità di raccogliere capitali per competere
La decisione è spiegata chiaramente in un post ufficiale di OpenAI: “Dobbiamo raccogliere più fondi di quanto avevamo immaginato. Gli investitori vogliono supportarci, ma necessitano di capitali convenzionali”. OpenAI ha sottolineato, quindi, la pressione esercitata dalla concorrenza globale, con centinaia di miliardi di dollari già investiti da altre aziende nel settore dell’intelligenza artificiale.
Il successo di ChatGPT, utilizzato ogni settimana da oltre 300 milioni di persone, ha portato notorietà e finanziamenti. Tuttavia, i costi operativi restano elevati: solo nel 2024, OpenAI prevede perdite per circa 5 miliardi di dollari, a fronte di un fatturato stimato di 3,7 miliardi. La recente raccolta di fondi da 6,6 miliardi di dollari, che ha portato la valutazione della start-up a 157 miliardi, non basta per sostenere lo sviluppo di tecnologie altamente costose.
Il nuovo modello societario
La trasformazione in una Public Benefit Corporation, registrata nel Delaware, rappresenta una novità strategica per OpenAI. La struttura PBC combina gli obiettivi di lucro con l’impegno verso una missione di interesse pubblico. “Questo modello ci permetterà di creare una delle organizzazioni no profit meglio finanziate della storia”, ha dichiarato OpenAI.
L’organizzazione no profit continuerà a beneficiare delle entrate generate dalla PBC e avrà una partecipazione sotto forma di azioni valutate da consulenti finanziari indipendenti. Parallelamente, la no profit rafforzerà le sue attività filantropiche nei settori della sanità, educazione e scienza, utilizzando i fondi raccolti per espandere il suo impatto sociale.
Le sfide legali e le critiche di Elon Musk
Il piano di trasformazione non è privo di opposizioni. Elon Musk, cofondatore di OpenAI e oggi CEO della start-up rivale xAI, ha lanciato diverse azioni legali contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, accusandoli di mettere i profitti davanti all’interesse pubblico. Musk, che ha lasciato OpenAI nel 2018, ha recentemente chiesto alla giustizia americana di bloccare la trasformazione della società in un’organizzazione interamente a scopo di lucro.
Nonostante le critiche, OpenAI ha sottolineato che il successo della sua divisione a scopo di lucro è fondamentale per sostenere la missione no profit, evidenziando che il nuovo modello è già utilizzato da altre aziende del settore, come Anthropic e xAI.
L’intelligenza artificiale tra potenzialità e costi elevati
Lo sviluppo dei modelli di IA generativa, come ChatGPT, comporta costi significativi legati all’utilizzo di hardware avanzato, come le GPU di Nvidia, essenziali per l’addestramento dei modelli su enormi dataset. Nonostante questi ostacoli, OpenAI continua a rappresentare un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica, contribuendo a plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale.


