In un’inaspettata inversione di rotta, OpenAI, l’organizzazione dietro ChatGPT, ha annunciato che la sua divisione non-profit manterrà il controllo sulla sua filiale commerciale, che si trasformerà in una Public Benefit Corporation (PBC).
Da non-profit a Public Benefit Corporation
L’anno scorso, OpenAI aveva pianificato di abbandonare il suo status di organizzazione non-profit per diventare un’entità a scopo di lucro, con l’obiettivo di attrarre maggiori capitali dagli investitori. Tuttavia, dopo un “dialogo costruttivo” con gli uffici del Procuratore generale del Delaware e del Procuratore generale della California, che avevano il potere di bloccare la ristrutturazione, l’azienda ha optato per una soluzione ibrida.
La sua filiale commerciale, precedentemente una LLC con profitti limitati, diventerà una Public Benefit Corporation, una struttura aziendale che obbliga OpenAI a considerare non solo i profitti, ma anche la sua missione di sviluppare un’IA che benefici l’umanità. Come ha spiegato Bret Taylor, membro del consiglio di amministrazione di OpenAI, “abbiamo deciso che il non-profit manterrà il controllo di OpenAI dopo aver ascoltato leader civici e aver avviato un dialogo costruttivo con gli uffici del Procuratore generale del Delaware e della California”.
La visione di Sam Altman
Nel comunicare la decisione ai dipendenti e agli stakeholder, il CEO Sam Altman ha delineato tre obiettivi principali per questa evoluzione aziendale. Primo, attrarre nuovi investimenti per sostenere la crescita dell’azienda. Secondo, creare “l’organizzazione non-profit più efficace della storia”. Terzo, realizzare l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), un sistema di IA capace di superare l’intelligenza umana. “Vogliamo operare e ottenere risorse in modo da rendere i nostri servizi ampiamente disponibili a tutta l’umanità, il che attualmente richiede centinaia di miliardi di dollari e potrebbe richiedere migliaia di miliardi in futuro,” ha scritto Altman in una lettera aperta. La transizione a PBC, secondo Altman, consentirà a OpenAI di perseguire questi ambiziosi obiettivi senza compromettere la sua missione fondativa.
Le controversie e il ruolo di Elon Musk
La decisione arriva in un contesto di crescenti controversie, in particolare dopo la causa legale intentata da Elon Musk, uno dei co-fondatori di OpenAI.
Musk, che ha lasciato l’azienda nel 2018, ha accusato OpenAI di aver tradito la sua missione originale di organizzazione non-profit, sostenendo che la transizione a scopo di lucro violasse gli accordi iniziali. “Musk crede di essere stato costretto a investire fondi nella startup, con il pretesto che sarebbe rimasta un’organizzazione non-profit, quando fin dall’inizio c’erano piani per convertirla in un’organizzazione a scopo di lucro”, si legge in un resoconto della vicenda.
Un modello ibrido per il futuro dell’IA
La scelta di adottare il modello di Public Benefit Corporation pone OpenAI in linea con altre aziende del settore, come Anthropic e xAI, che hanno abbracciato strutture simili per bilanciare profitti e responsabilità sociale. Questo modello obbliga legalmente OpenAI a considerare gli interessi di tutte le parti coinvolte, non solo degli azionisti, nella sviluppo e distribuzione dei suoi prodotti di IA. La struttura ibrida, con il controllo mantenuto dalla divisione non-profit, rappresenta una risposta diretta alle critiche e un tentativo di preservare la missione originale di OpenAI: garantire che l’AGI benefici tutta l’umanità. “Ringraziamo entrambi gli uffici e non vediamo l’ora di continuare queste importanti conversazioni per assicurarci che OpenAI possa perseguire efficacemente la sua missione”, ha aggiunto Bret Taylor.
Sfide e opportunità per OpenAI
Nonostante il valore di mercato di OpenAI abbia raggiunto i 300 miliardi di dollari in appena dieci anni, la strada verso l’AGI rimane complessa e costosa. Altman ha sottolineato che lo sviluppo di tecnologie così avanzate richiederà risorse finanziarie enormi, potenzialmente nell’ordine di migliaia di miliardi di dollari.


