OpenAI, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, avrebbe presentato un piano ambizioso per un investimento legato all’infrastruttura AI che si aggira attorno a 1000 miliardi di dollari, destinati alla costruzione di data center negli Stati Uniti e a livello internazionale.
Cresce la domanda di intelligenza artificiale
Questo mega investimento riguarda l’espansione di capacità computazionale per sostenere la domanda crescente di intelligenza artificiale, con un complesso già in sviluppo in Texas grande quanto Central Park e con l’obiettivo di raggiungere una potenza computazionale oltre 13 volte quella attuale di tale sito.
Le ultime mosse di OpenAI
Recentemente OpenAI ha siglato un accordo storico di circa 300 miliardi di dollari con Oracle per l’acquisto di potenza di calcolo distribuita su 5 anni dal 2027, uno dei più grandi impegni mai sottoscritti nel settore cloud. Tale contratto richiede una potenza installata di 4,5 gigawatt, pari al consumo di circa 4 milioni di abitazioni, evidenziando già la pressione sulle reti elettriche e le sfide di sostenibilità.
OpenAI ha inoltre stretto accordi con NVIDIA per una partnership da 100 miliardi di dollari focalizzata sull’infrastruttura AI e sta sviluppando chip proprietari con Broadcom per diminuire la dipendenza dai fornitori tradizionali.
La scommessa per il futuro
Questo investimento mastodontico riflette la trasformazione del settore AI e la necessità di enormi risorse computazionali, ma rappresenta anche una scommessa: OpenAI, con ricavi annuali di circa 10-12 miliardi, prevede di non raggiungere la redditività prima del 2029, accumulando notevoli perdite nel frattempo. Il piano include anche nuove iniziative come un possibile smartphone alternativo e servizi cloud sotto un brand innovativo chiamato Stargate, una joint venture da 500 miliardi con SoftBank per la costruzione di data center.
OpenAi in breve
OpenAI è una startup fondata nel 2015, divenuta un punto di riferimento globale nell’IA avanzata, particolarmente nel campo dell’IA generativa e dei modelli di linguaggio come ChatGPT. La società ha un modello di business basato su piattaforme AI. OpenAI è guidata da Sam Altman ed è coinvolta in molteplici accordi e investimenti per chip custom (con Broadcom) e la creazione di nuovi servizi cloud. L’azienda è al centro di una corsa alla potenza di calcolo senza precedenti, che fa di Oracle il suo principale fornitore infrastrutturale per i prossimi anni.
Le ripercussioni dell’investimento
Le probabili ripercussioni di questo gigantesco investimento sul settore AI sono molteplici.
Senza dubbio rappresenta un salto di scala infrastrutturale che potrebbe accelerare lo sviluppo e l’adozione dell’IA in diversi settori come l’automazione industriale, servizi digitali, sanità, automotive, finanza e oltre. L’investimento avrà effetti rilevanti anche su tecnologia cloud, chip dedicati all’IA, energia e mercati finanziari, con ricadute geopolitiche importanti dati i legami tra queste infrastrutture e sistemi paese. Con la potenza di calcolo che diventa una “nuova valuta” nell’economia digitale, si delineano nuovi equilibri di potere tecnologico a livello globale. Inoltre, la domanda di energia di questi data center pone questioni su sostenibilità e risorse locali, mentre la competizione tra aziende come Nvidia e Oracle si fa sempre più strategica.


