OpenAI, l’azienda californiana dietro il fenomeno globale ChatGPT, ha annunciato un round di finanziamenti senza precedenti: 40 miliardi di dollari, il più grande mai registrato per una società tecnologica privata. Con una valutazione che schizza a 300 miliardi di dollari, guidata dal colosso giapponese SoftBank, OpenAI si posiziona tra i titani non quotati del pianeta, sfidando colossi come SpaceX e ByteDance
Un record storico: SoftBank punta sull’IA
L’accordo rappresenta una pietra miliare per OpenAI e per il settore dell’intelligenza artificiale. SoftBank, già azionista della startup, guida il round con un investimento di 30 miliardi di dollari, mentre i restanti 10 miliardi arrivano da un consorzio di investitori che include nomi come Microsoft, Coatue Management, Altimeter Capital e Thrive Capital. La struttura del finanziamento è chiara: un primo versamento immediato di 10 miliardi di dollari, seguito dai rimanenti 30 miliardi entro la fine dell’anno. Ma c’è un caveat: 10 miliardi di questi fondi sono subordinati a una condizione cruciale, che sta già scuotendo le fondamenta dell’azienda.
SoftBank, sotto la guida visionaria di Masayoshi Son, non è nuova a scommesse audaci. Dopo successi come Alibaba e passi falsi come WeWork, il gruppo giapponese vede nell’IA il prossimo grande motore di crescita globale. Circa 18 miliardi del totale saranno destinati al progetto Stargate, una joint venture da 500 miliardi di dollari con OpenAI e Oracle, annunciata a gennaio 2025 dal presidente USA Donald Trump. Stargate mira a rivoluzionare l’infrastruttura IA negli Stati Uniti, costruendo data center all’avanguardia per supportare modelli sempre più potenti.
ChatGPT conquista il mondo: 500 milioni di utenti
Il successo di OpenAI non si misura solo in dollari, ma anche in impatto reale. La società ha rivelato che ChatGPT, il suo assistente IA lanciato nel novembre 2022, ha raggiunto i 500 milioni di utenti settimanali, un traguardo che testimonia la sua ubiquità. Solo nell’ultima ora del 31 marzo 2025, come twittato dal CEO Sam Altman, ChatGPT ha guadagnato 1 milione di nuovi utenti, spinto dal lancio di una funzione di generazione di immagini in stile Studio Ghibli che ha fatto impazzire il web. “Il lancio di ChatGPT è stato uno dei momenti virali più folli che abbia mai visto,” ha scritto Altman su X, evidenziando una crescita che non accenna a rallentare.
I numeri parlano chiaro: OpenAI prevede di triplicare i ricavi nel 2025, passando da 3,7 miliardi di dollari nel 2024 a 12,7 miliardi. Entro il 2029, la società stima di superare i 125 miliardi di dollari di fatturato, anche se i costi astronomici per chip, data center e talenti ritarderanno il pareggio di cassa fino a quella data. “Questo investimento ci permetterà di spingere ancora più in là le frontiere della ricerca sull’IA”m ha dichiarato OpenAI sul suo sito ufficiale, promettendo di “accelerare le scoperte scientifiche, rendere possibile l’istruzione personalizzata e moltiplicare la creatività umana”. L’obiettivo finale? Un’intelligenza artificiale generale (AGI) che benefici l’intera umanità.
Un cambio di rotta controvertibile
Non tutto, però, è rose e fiori. L’accordo con SoftBank include una clausola che potrebbe cambiare il DNA stesso di OpenAI. Per sbloccare l’intero finanziamento, la startup deve completare entro il 31 dicembre 2025 la transizione da organizzazione no-profit a società a scopo di lucro. Fondata nel 2015 come ente senza fini di lucro da Sam Altman, Elon Musk e altri visionari, OpenAI aveva come missione originaria l’avanzamento della ricerca IA per il bene comune. Ora, gli investitori spingono per un modello che garantisca ritorni economici, una mossa che ha riacceso vecchie tensioni.
Elon Musk, in particolare, si oppone con forza. Il miliardario ha portato OpenAI in tribunale per bloccare la ristrutturazione, sostenendo che tradirebbe la missione iniziale. Ha persino offerto 97,4 miliardi di dollari per riacquistare le attività no-profit, proposta respinta dal consiglio di amministrazione. “Questo cambiamento ci allontanerebbe dal nostro scopo originale” ha dichiarato Musk in aula, secondo fonti vicine al processo. Dall’altra parte, Altman e i sostenitori del passaggio vedono nel modello for-profit l’unico modo per competere in un mercato sempre più affollato, dove rivali come la cinese DeepSeek e Anthropic stanno emergendo con forza.
La competizione si fa dura
Il panorama dell’intelligenza artificiale è in ebollizione. A gennaio 2025, DeepSeek ha scosso il settore con il lancio del modello R1, sviluppato con soli 6 milioni di dollari e 2.000 chip, contro i miliardi spesi da OpenAI. “È impressionante,” ha ammesso Altman, aggiungendo: “Ci sprona a fare di meglio”. Questo nuovo concorrente cinese, che ha scalzato ChatGPT dal primo posto tra le app gratuite sull’App Store di Apple, dimostra che l’innovazione non richiede sempre risorse faraoniche. Eppure, OpenAI risponde con i numeri: i suoi 500 milioni di utenti e una pipeline di progetti come GPT-5 e ChatGPT Gov (lanciato per il governo USA) mostrano una resilienza che pochi possono eguagliare.
Il round da 40 miliardi darà a OpenAI la potenza di fuoco per accelerare lo sviluppo tecnologico e consolidare la sua leadership. Ma la strada è tutt’altro che priva di ostacoli. La competizione globale si intensifica, e il successo dipenderà dalla capacità di bilanciare innovazione, profitti e la promessa di un’IA al servizio dell’umanità.


