L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnato una pietra miliare nella storia della salute pubblica con l’approvazione del primo accordo pandemico globale durante la 78ª Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra.
Questo trattato, adottato all’unanimità, rappresenta il culmine di tre anni di negoziati intensi, avviati in risposta alle lacune emerse durante la pandemia di Covid-19. Con 124 Paesi a favore e 11 astenuti, tra cui l’Italia, il patto impegna i membri dell’OMS a collaborare per prevenire, prepararsi e rispondere in modo più efficace ed equo alle future crisi sanitarie. “Oggi è un giorno storico”, ha dichiarato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, accolto da un lungo applauso nell’emiciclo. “Questo accordo è una vittoria per la salute pubblica, la scienza e l’azione multilaterale”.
Un accordo nato dalle lezioni del Covid-19
La pandemia di Covid-19 ha messo in luce disuguaglianze profonde nell’accesso a vaccini, terapie e strumenti diagnostici, oltre a una mancanza di coordinamento internazionale. L’accordo, frutto di negoziati iniziati nel 2022, mira a colmare queste lacune. Il testo stabilisce principi e strumenti per rafforzare la collaborazione globale, garantendo un accesso più equo e tempestivo a vaccini, trattamenti e diagnostica. Tra i punti chiave, l’introduzione del meccanismo di accesso agli agenti patogeni e condivisione dei benefici (PABS), progettato per accelerare lo scambio di informazioni su nuovi virus potenzialmente pandemici. Questo sistema risponde alla lentezza con cui, nel 2020, le informazioni sul coronavirus di Wuhan furono condivise a livello globale.
Il voto e le astensioni: il caso dell’Italia
Durante la sessione in commissione, 124 Paesi hanno votato a favore dell’accordo, nessuno si è opposto, ma 11 nazioni, tra cui Italia, Russia, Iran, Israele, Polonia e Slovacchia, si sono astenute. Gli Stati Uniti, assenti dall’OMS dopo l’uscita decisa dall’amministrazione Trump nel 2025, non hanno partecipato. L’Italia, rappresentata dal ministro della Salute Orazio Schillaci, ha espresso riserve, sottolineando la necessità di preservare la sovranità nazionale nelle decisioni di salute pubblica. “L’Italia intende ribadire la necessità di riaffermare la sovranità degli Stati nell’affrontare le questioni di salute pubblica”, si legge in un documento depositato a Ginevra. Nonostante le astensioni, il presidente dell’Assemblea, Ted Herbosa, ministro della Salute delle Filippine, ha dichiarato: “L’Assemblea è pronta ad adottare questa risoluzione? Non vedo obiezioni. La risoluzione è adottata.”
Cosa prevede l’accordo pandemico
L’accordo stabilisce un quadro per migliorare la preparazione globale alle pandemie. I Paesi membri si impegnano a:
- Condividere informazioni su nuovi agenti patogeni in modo rapido e sistematico.
- Garantire accesso equo a vaccini, terapie e diagnostica.
- Collaborare nello sviluppo di nuovi farmaci e tecnologie sanitarie.
Un elemento centrale è il meccanismo PABS, che richiede alle aziende farmaceutiche di destinare il 20% della loro produzione di vaccini, trattamenti e sistemi diagnostici all’OMS: il 10% gratuitamente e il restante 10% a prezzi accessibili. Questo sistema mira a evitare le disuguaglianze viste durante il Covid-19, quando i Paesi a basso reddito hanno avuto accesso limitato ai vaccini. Tuttavia, i dettagli operativi del PABS richiederanno ancora uno o due anni di negoziati, prima della ratifica nazionale da parte di almeno il 60% dei Paesi membri.
Sovranità nazionale al centro del dibattito
Un punto molto importante dell’accordo è il chiarimento sulla sovranità nazionale. Il testo specifica che nessuna disposizione attribuisce al segretariato dell’OMS, incluso il direttore generale, l’autorità di imporre leggi o politiche nazionali. “Nessuna disposizione dell’Accordo deve essere interpretata nel senso di attribuire al segretariato dell’OMS l’autorità di dirigere, ordinare, modificare o prescrivere la legge nazionale”, si legge nel documento. Inoltre, l’OMS non potrà imporre misure come vaccinazioni obbligatorie, blocchi o restrizioni di viaggio, lasciando tali decisioni ai governi nazionali.
Prossimi passi e sfide
L’adozione dell’accordo è solo il primo passo. I negoziati futuri si concentreranno sui dettagli del meccanismo PABS e su come garantire che le informazioni sugli agenti patogeni siano condivise rapidamente senza compromettere gli interessi nazionali. La ratifica del trattato da parte dei Parlamenti nazionali sarà un processo complesso, con possibili resistenze in alcuni Paesi astenuti. Tuttavia, l’entusiasmo per questo traguardo è palpabile. “Questo accordo ci permetterà, collettivamente, di proteggere meglio il mondo dalle future minacce pandemiche”, ha ribadito Tedros.


