Il governo italiano ha annunciato un nuovo pacchetto di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica e rilanciare un mercato ancora in difficoltà.
A partire da settembre 2025, grazie ai fondi del PNRR, sarà disponibile un plafond di circa 600 milioni di euro da destinare a famiglie e microimprese. L’obiettivo è rottamare i veicoli più inquinanti e sostituirli con nuove vetture a zero emissioni entro la metà del 2026.
Bonus per i cittadini privati
Gli incentivi sono calcolati e distribuiti in base al reddito (ISEE) e alla presenza di un’auto da rottamare:
- Fino a 11.000 euro di incentivo per chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro.
- Fino a 9.000 euro per chi si trova nella fascia 30.000/40.000 euro.
Condizione necessaria è la rottamazione di un veicolo inquinante, pensata per accelerare il ricambio del parco auto circolante.
L’incentivo sarà riconosciuto direttamente in fattura, senza anticipi da parte del cliente.
Incentivi per le microimprese
Per le microimprese, in particolare quelle attive nella logistica urbana o nelle consegne a breve raggio, è previsto un contributo del 30% sul valore di acquisto di veicoli elettrici commerciali.
Il bonus può arrivare fino a 20.000 euro per mezzo, rappresentando un’opportunità concreta per sostenere il comparto delle PMI nella transizione ecologica.
Obiettivi e prospettive
Con questo intervento, il governo non punta solo alla sostenibilità ambientale, ma anche a rilanciare la domanda interna in un settore, quello dell’auto, che vive un rallentamento globale a causa dell’incertezza tecnologica tra elettrico, ibrido e carburanti alternativi.
Gli incentivi potrebbero fungere da leva per smuovere il mercato e, allo stesso tempo, accompagnare le famiglie meno abbienti verso una mobilità più moderna ed efficiente.
La sfida italiana sulla mobilità elettrica
L’Italia, spesso in ritardo sulla mobilità elettrica rispetto ad altri paesi europei, prova ora ad accelerare.
Gli incentivi saranno un banco di prova importante: se ben comunicati e distribuiti, potrebbero avere un impatto reale sul mercato e sull’ambiente.
Ma servirà anche una visione a lungo termine, che affianchi all’acquisto di auto green nuovi investimenti in colonnine di ricarica, infrastrutture e filiere produttive italiane.


