Netflix ha raggiunto un accordo per acquisire Warner Bros. Discovery in un’operazione valutata intorno agli 83 miliardi di dollari, superando le offerte di concorrenti come Paramount Skydance e Comcast, con un prezzo di circa 27,75-28 dollari per azione in contanti e azioni. L’annuncio è avvenuto il 5 dicembre, dopo un’asta competitiva durante le festività del Ringraziamento, con trattative esclusive avviate per gli studi cinematografici/televisivi e il servizio HBO Max.
La transazione, che si chiuderà in 12-18 mesi, include una breakup fee di 5 miliardi in caso di blocco antitrust.
I dettagli dell’offerta di Netflix
Netflix ha offerto il valore più alto, battendo Paramount e Comcast, integrando asset premium come franchise di Harry Potter, DC Comics, Game of Thrones e la libreria HBO. Warner Bros. Discovery, in difficoltà con un calo del 23% delle entrate e piani di scissione accantonati, vende studi e streaming separando le reti via cavo in una nuova entità quotata. Netflix finanzierà l’operazione con un prestito ponte di decine di miliardi, rafforzando la sua produzione con oltre 280 milioni di abbonati globali.
L’impatto, James Cameron: “Un disastro”
L’acquisizione crea un colosso dello streaming, unendo contenuti iconici Warner a quelli originali Netflix e espandendo HBO Max in mercati come l’Italia dal gennaio 2026. Rafforza la leadership di Netflix contro Disney e altri, ma solleva preoccupazioni antitrust negli USA e in Europa.
Le principali figure di Hollywood criticano l’operazione: il regista James Cameron l’ha definita un “disastro”, temendo riduzioni delle uscite cinematografiche. I big del cinema preferiscono acquirenti tradizionali, vedendo Netflix come minaccia alle sale.
Warner Bros. Discovery ha affrontato difficoltà finanziarie negli ultimi anni, con un calo delle entrate e un indebitamento elevato dopo la fusione tra WarnerMedia e Discovery nel 2022, che ha creato un colosso da 50 miliardi di dollari ma con perdite operative. A ottobre 2025, dopo offerte spontanee da Paramount (guidata da David Ellison), ha accantonato i piani di scissione in due società (streaming/studi vs. reti via cavo) e avviato la vendita formale degli asset premium.


