L’industria nautica italiana si afferma come una delle filiere manifatturiere più strategiche del Made in Italy, con un impatto economico di oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024 e quasi 168 mila occupati, segnando una crescita occupazionale del 5,6%.
Questi dati emergono dai rapporti “La nautica in cifre Monitor – Trend 2025/2026”, curato dall’Ufficio studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e “Geografie della filiera nautica italiana 2026” di Fondazione Symbola, presentati il 6 marzo 2026 a Milano, a Palazzo Edison.
Gli studi evidenziano un consolidamento strutturale della cantieristica e un rafforzamento competitivo della filiera, nonostante un contesto internazionale in evoluzione.
Il settore superyacht
Il comparto superyacht chiude il 2025 in positivo: il 50% delle aziende ha registrato un aumento di fatturato rispetto all’anno precedente, mentre il 25% ha mantenuto la stabilità.
Per il portafoglio ordini 2025/2026, metà dei cantieri conserva i livelli di 12 mesi fa e un quarto segnala crescita. Secondo il “Superyacht global order book 2026” di Boat International, gli ordini mondiali calano del 4% (da 1.138 a 1.093 unità), ma l’Italia guadagna 2 punti percentuali di quota, raggiungendo il 52% con 568 unità. Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’Ufficio studi di Confindustria Nautica, conferma la leadership italiana nell’alta gamma e la resilienza complessiva.
Le previsioni
La produzione di unità fino a 24 metri mostra un quadro più articolato. Dopo una contrazione stimata per il 2025, le previsioni per l’anno nautico 2025/2026 migliorano: le imprese che attendono crescita del volume d’affari salgono dal 23% al 46%, riducendo a meno di un quarto quelle che temono flessioni. Le reti di vendita da diporto confermano il recupero: per il 2025, il 62% prevedeva cali e il 38% stabilità, ma ora le stime negative scendono al 37%, la stabilità sale al 50% e il 13% prevede crescita.
Accessori, equipaggiamenti e motori marini
Le aziende di accessori ed equipaggiamenti, con una vasta gamma di prodotti per superyacht, piccola nautica e aftersales, mostrano differenziazione nei risultati. Per il 2025/2026, le risposte positive aumentano dal 30% al 39%, mantenendo una distribuzione varia. Nel settore motori marini, il sentiment migliora: la quota che stima crescita del fatturato passa dal 25% al 38%, con il 50% che prevede stabilità.
Locazione, noleggio e turismo nautico
Anche il noleggio registra risultati soddisfacenti per il 2025, con il 57% delle imprese in crescita (contro il 29% in lieve calo, entro il -10%). Per l’anno in corso, il 64% prevede aumento, il 29% stabilità e solo il 7% flessioni, grazie alla semplificazione normativa che rilancia il turismo costiero. Turismo nautico, porti e servizi sono ottimisti: il 75% attende crescita del fatturato (in aumento del 25% rispetto al 2025), con riduzioni stabili al 12-13%, in linea con l’indagine Assomarinas di settembre 2025.
Le sfide da affrontare
Tra i fattori esogeni, le tensioni politiche emergono come il più dirompente, seguite da alti tassi di interesse e costo del lavoro. Gli stock in giacenza restano un problema, anche se in miglioramento. L’export globale della cantieristica italiana spicca come il principale driver di crescita recente, sostenendo la competitività del settore.
Il profilo degli acquirenti
Gli acquirenti dell’industria nautica italiana sono principalmente clienti internazionali high-net-worth (cioè persone con ricchezza finanziaria superiore a 1 milione di dollari, principalmente imprenditori, ereditieri, top manager e investitori) che acquistano superyacht e imbarcazioni da diporto per status, privacy e lifestyle esclusivo.
L’export rappresenta l’88% delle vendite.I “paperoni” acquirenti cercano eccellenza artigianale, design e personalizzazione. Per i superyacht (>24-30 metri), i buyer provengono da Europa, Americhe e Asia-Pacifico, con una domanda crescente da mercati emergenti come Medio Oriente e Sud-Est Asiatico.


