Blumhouse, nota casa di produzione cinematografica, e Meta, gigante della tecnologia, hanno unito le forze per lanciare Movie Mate, un chatbot progettato per inviare messaggi agli spettatori durante la visione di un film.
L’esperimento, riportato dal New York Times, ha debuttato in occasione di una proiezione speciale di M3GAN mercoledì sera, invitando il pubblico a tenere i telefoni accesi per interagire con il bot.
L’obiettivo? Coinvolgere un pubblico giovane, attratto dalla tecnologia, in un momento in cui l’industria cinematografica cerca disperatamente di rilanciare l’esperienza in sala dopo anni di difficoltà post-pandemiche.
Movie Mate rappresenta un tentativo di reinventare l’esperienza cinematografica, ma solleva anche interrogativi sulla sua effettiva capacità di migliorare, piuttosto che disturbare, la magia del grande schermo. La risposta del pubblico, finora, sembra indicare che l’idea potrebbe non essere all’altezza delle aspettative.
Come funziona Movie Mate
Durante la proiezione di M3GAN, gli spettatori hanno ricevuto messaggi dal chatbot Movie Mate, che inviava curiosità, aneddoti e informazioni sul film direttamente sui loro smartphone. L’idea era quella di creare un’esperienza interattiva, sfruttando la familiarità dei più giovani con la tecnologia mobile per arricchire la visione del film. Tuttavia, il feedback iniziale raccolto dal New York Times suggerisce che l’esperimento non abbia avuto il successo sperato.
Una spettatrice ha dichiarato di aver smesso di controllare i messaggi dopo pochi minuti, preferendo leggere tutto alla fine del film. Questo evidenzia un problema fondamentale: l’interazione con il chatbot rischia di distrarre gli spettatori, interrompendo l’immersione nell’esperienza cinematografica. Nonostante ciò, Blumhouse ha definito la risposta del pubblico, in particolare dei fan più giovani, come un segnale di “entusiasmo” per nuove modalità di coinvolgimento che “arricchiscano, senza sostituire, il divertimento di andare al cinema”.
Le motivazioni dietro l’esperimento
L’industria cinematografica sta affrontando una crisi di identità. Dopo il picco di incassi del 2019, il box office non è tornato ai livelli pre-pandemici, spingendo gli studios a cercare soluzioni innovative per attirare il pubblico, soprattutto i più giovani. Blumhouse sembra puntare sull’idea che i ragazzi, abituati a un consumo costante di contenuti digitali, possano apprezzare un’esperienza cinematografica arricchita dalla tecnologia.
Dall’altro lato, Meta vede in Movie Mate un’opportunità per integrare i suoi chatbot in nuovi contesti, nella speranza di trovare applicazioni pratiche per l’intelligenza artificiale conversazionale. Tuttavia, l’esperimento è stato limitato a una singola proiezione di M3GAN, senza piani immediati per estenderlo ad altre pellicole, nemmeno alle nuove uscite di Blumhouse.
Critiche e dubbi sull’Iniziativa
Non tutti hanno accolto Movie Mate con entusiasmo. Alcuni spettatori e osservatori hanno espresso perplessità, definendo l’idea potenzialmente ostile all’arte del filmmaking e all’esperienza collettiva del cinema. L’uso del telefono durante un film, tradizionalmente considerato una distrazione, sembra contraddire l’essenza stessa della sala cinematografica, dove l’attenzione dovrebbe essere rivolta allo schermo.
Un rappresentante di Blumhouse ha risposto alle critiche con un approccio pragmatico: “Non tutto è per tutti”.


