È morto a 82 anni Adriano Anzanello, imprenditore veneto che ha segnato profondamente il settore alimentare italiano fondando Arte Bianca e rivoluzionando il modo di consumare uno dei prodotti più diffusi: il tramezzino.
La sua intuizione risale al 1968, quando ideò il pane morbido e senza crosta destinato a diventare la base del moderno Tramezzino. Un prodotto semplice, ma capace di trasformarsi in un fenomeno di massa, presente oggi in bar, buffet, feste e aperitivi.
L’intuizione che ha cambiato le abitudini alimentari
Anzanello comprese prima di altri il potenziale di un pane pratico, versatile e immediatamente consumabile. Eliminare la crosta e puntare sulla morbidezza non fu solo una scelta tecnica, ma un cambio di paradigma nel consumo veloce.
Quel prodotto, nato come innovazione industriale, è diventato negli anni un simbolo della convivialità italiana. Non a caso, lo stesso imprenditore amava definirsi “il papà del tramezzino”.
Arte Bianca e la crescita industriale
Con la fondazione di Arte Bianca, Anzanello ha costruito un’azienda capace di crescere nel tempo, consolidando una presenza stabile nel mercato alimentare.
Oggi l’azienda è guidata dal figlio Massimiliano, attuale CEO, chiamato a proseguire un percorso imprenditoriale già fortemente radicato.
Il ricordo istituzionale
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha ricordato l’imprenditore con parole che ne sintetizzano l’impatto:
“Come tutti i grandi imprenditori, Adriano Anzanello ha saputo tramutare un’intuizione semplice in un grande successo. Quel pane morbido e senza crosta che inventò nel 1968 divenne la base di uno degli alimenti più amati come l’ormai intramontabile tramezzino. E non è un caso che egli amasse definirsi ‘il papà del tramezzino’, quello che piace a grandi e piccini e che accompagna aperitivi, feste, scampagnate. Un amico del nostro palato. Ora che Anzanello ci ha lasciato restano un grande vuoto e un profondo senso di ammirazione per quanto egli ha saputo fare”.
E ancora:
“Rivolgo il mio cordoglio a tutta la sua famiglia nella certezza che egli non sarà mai dimenticato e che il figlio Massimiliano, ora Ceo dell’Azienda, saprà portare avanti e ingrandire il successo di un grande papà”.
Una perdita per l’imprenditoria italiana
La scomparsa di Anzanello rappresenta la fine di una generazione di imprenditori capaci di costruire interi segmenti di mercato partendo da intuizioni semplici ma decisive.
Il suo contributo non si limita all’ambito aziendale: ha influenzato le abitudini quotidiane di milioni di persone, introducendo un prodotto che oggi è parte integrante della cultura alimentare italiana.


