Rosellina Archinto è morta a 93 anni a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova. In sessant’anni di attività ha fondato tre case editrici. Ne ha vendute due. E a 82 anni ha ricomprato il marchio che portava il suo nome. Era nata Rosellina Marconi a Genova il 29 giugno 1933. Si era laureata in Economia e commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Quella laurea non è un dettaglio biografico. È la chiave del suo modo di stare nel mercato editoriale.
Dalla Columbia University a Emme Edizioni
Dopo la laurea si trasferì negli Stati Uniti. Frequentò la Columbia University di New York. È l’esperienza che, secondo le ricostruzioni, contribuì a formare il suo sguardo sull’editoria e sulla cultura.
Nel 1958 aveva sposato Alberico Archinto Rocca Saporiti. Il cognome del marito sarebbe poi diventato il marchio della sua seconda impresa.
Il rientro in Italia coincide con la fondazione dell’azienda. Nel 1963 nasce Emme Edizioni. Il nome richiama il cognome da ragazza, Marconi.
Aveva trent’anni. Entrava in un segmento che l’editoria italiana dell’epoca considerava minoritario.
La diagnosi di mercato che sta all’origine dell’azienda
Il progetto parte da una lettura precisa del prodotto esistente. Archinto riteneva antiquato e convenzionale il modello di letteratura infantile allora in circolazione. Voleva superarlo.
“All’epoca la letteratura per l’infanzia era una cosa orribile: bambine ricciolute, testi mielosi. Io volevo fare libri prima di tutto belli”, raccontava in un’intervista al Corriere della Sera nel 2021.
La risposta industriale fu chiamare a collaborare artisti e illustratori di primo piano. Nel catalogo entrarono Leo Lionni, Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari. Con loro autori internazionali. Maurice Sendak, Eric Carle, Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo.
Le collane di psicopedagogia portarono in Italia i lavori di Jean Piaget, Françoise Dolto e Arno Stern.
L’operazione riposizionava il prodotto. Il libro per bambini smetteva di essere un articolo di consumo a basso valore. Diventava un oggetto culturale in grado di parlare anche agli adulti.
Il riconoscimento arrivò dai premi. Emme ne raccolse alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna. Altri ne arrivarono da Giappone, Germania e Francia.
La prima uscita: quando l’azienda diventa troppo grande
Nei primi anni Ottanta Archinto cedette Emme Edizioni. La motivazione che diede in seguito riguarda la dimensione raggiunta.
“La Emme Edizioni era cresciuta troppo. Decisi di svoltare”, spiegò.
È una scelta che ricorre nella sua carriera. La crescita oltre una certa soglia comportava una perdita di controllo sul prodotto. Non intendeva accettarla.
Il secondo atto: epistolari e una rivista durata dieci anni
Nel 1985 fonda la seconda casa editrice. La specializzazione sono gli epistolari letterari e i testi di viaggio di artisti, musicisti e scrittori.
Il catalogo mette insieme Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Ludwig Wittgenstein, Luigi Malerba e Salvatore Quasimodo. Ci sono anche André Gide, Guillaume Apollinaire, Charles Baudelaire e Céline. Accanto agli epistolari escono i saggi critici di Yves Bonnefoy, Giuliano Briganti, Alberto Manguel e Truman Capote.
Tra il 1986 e il 1996 affianca all’attività editoriale una rivista mensile. Si chiama “Leggere” e si occupa di letteratura, recensioni e novità librarie. Arriva a novanta numeri complessivi.
BabaLibri e il modello della coedizione
Nel 1999 torna al segmento da cui era partita. La formula però è diversa. Insieme alla figlia Francesca fonda BabaLibri, in coedizione con la casa editrice francese L’école des loisirs.
La coedizione riduce il rischio industriale. Costi di produzione e diritti vengono condivisi con un partner già strutturato. In cambio il catalogo estero diventa subito disponibile.
Rcs, il 2003 e il riacquisto del 2015
Nel 2003 il marchio Archinto passa al gruppo Rizzoli-Rcs Libri. Sotto la nuova proprietà il catalogo si allarga e nascono nuove collane. Entrano Vittorio Sereni, Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba, Eugenio Montale e Anna Maria Ortese. Con loro Erich Maria Remarque, Sade, Truman Capote, Francis Scott Fitzgerald, Allen Ginsberg, William Saroyan e Alberto Manguel.
Il sodalizio dura dodici anni. Nel luglio 2015 Archinto riacquista il proprio marchio e il catalogo. La casa editrice torna indipendente. Lei aveva 82 anni.
La motivazione che diede allora è rimasta la citazione più ripresa della sua carriera. “Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza ma l’ho fatto solo perché voglio continuare a fare libri a modo mio”.
L’operazione chiude un ciclo. Aveva ceduto due volte e in entrambi i casi la ragione era la stessa, il controllo sul prodotto. La seconda volta il controllo se lo è ricomprato.
Gli incarichi fuori dall’azienda
Accanto all’attività imprenditoriale ha ricoperto ruoli istituzionali e associativi.
È stata presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano dal 1990 al 1993 e vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova dal 2003 al 2006.
Ha presieduto ad honorem l’Associazione degli Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale a Genova. È stata presidente dell’Associazione Amici di Lalla Romano. Ha fatto parte delle giurie del Premio Strega e del Premio Bagutta.
Nell’ottobre 2015, lo stesso anno del riacquisto, è stata nominata Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legion d’Onore.


