L’agenzia di rating Moody’s ha confermato il rating Baa3 per l’Italia, il livello più basso della categoria “investment grade”, ma ha compiuto un passo significativo alzando l’outlook da “stabile” a “positivo”. La decisione, annunciata ieri, 23 maggio, rappresenta un segnale di fiducia nella gestione economica del governo guidato da Giorgia Meloni, in un contesto internazionale complesso. Secondo Moody’s, il miglioramento riflette “il miglioramento delle prospettive di bilancio, in un contesto di performance fiscale migliore del previsto nel 2024 e di un contesto politico interno stabile”.
Questo aggiornamento segue i riconoscimenti positivi già ricevuti da altre agenzie di rating come S&P, Fitch e DBRS ad aprile 2025, consolidando l’immagine di un’Italia che, nonostante le sfide, sta guadagnando credibilità sui mercati internazionali.
Le ragioni del miglioramento dell’outlook
Moody’s ha motivato la revisione dell’outlook con diversi fattori chiave. In primo luogo, le finanze pubbliche italiane hanno registrato un andamento migliore delle attese nel 2024, con un deficit rivisto al ribasso al 3,8% del PIL per il 2024 e al 3,3% per il 2025, con l’obiettivo di scendere sotto il 3% entro il 2026.
Inoltre, l’agenzia ha evidenziato la stabilità politica come un elemento di forza. Il governo Meloni, tra i più longevi della recente storia italiana, gode di un solido supporto pubblico, che ha contribuito a creare un ambiente favorevole per le riforme economiche. A questo si aggiungono un mercato del lavoro robusto, bilanci solidi per famiglie e imprese e un settore bancario in salute, che rafforzano la resilienza dell’economia italiana.
La soddisfazione del governo italiano
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha accolto con soddisfazione la decisione di Moody’s, definendola il risultato di un “lavoro serio e silenzioso” portato avanti dal governo. “Il giudizio di Moody’s è il frutto del lavoro serio e silenzioso che stiamo portando avanti dall’inizio del governo. Un risultato che arriva, inoltre, in un contesto dove a fronte di giudizi negativi diffusi c’è un paese, l’Italia, al quale viene riconosciuto un upgrade significativo”.
Anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha commentato positivamente, sottolineando che il miglioramento dell’outlook è accompagnato da dati concreti: “Dopo i giudizi positivi delle agenzie di rating di S&P, Fitch e Dbrs di aprile, anche Moody’s promuove il lavoro del Governo e alza l’outlook.Riconoscimenti importanti rafforzati da dati concreti: lo spread si riduce, crescono gli investimenti esteri, l’inflazione rimane sotto la media Ue, salgono occupazione e reddito procapite. Siamo sulla strada giusta malgrado la difficile congiuntura internazionale”.
Le sfide del debito pubblico
Nonostante i progressi, l’Italia deve affrontare sfide significative. Il debito pubblico, proporzionalmente il secondo più alto dell’area euro dopo quello della Grecia, è previsto al 136,6% del PIL nel 2025, leggermente inferiore rispetto al 136,9% stimato in precedenza. Tuttavia, Moody’s prevede che il debito possa salire al 139,7% nel 2024 e superare il 143% entro il 2027, complici fattori come gli effetti residui del Superbonus e una crescita economica debole.
Per il 2025, Moody’s stima una crescita del PIL dello 0,9%, seguita da un 1% nel 2026, sostenuta da un aumento dei consumi privati e da un’accelerazione nell’utilizzo dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Tuttavia, la debolezza della domanda interna e il rallentamento delle esportazioni, influenzato dalla crisi economica della Germania, principale partner commerciale dell’Italia, rappresentano ostacoli significativi.
Il contesto internazionale e le altre agenzie di rating
Il giudizio di Moody’s si inserisce in un quadro di valutazioni positive da parte delle altre principali agenzie di rating. Ad aprile 2025, S&P ha alzato il rating dell’Italia da BBB a BBB+ con outlook stabile, premiando la stabilità politica e dei mercati. Fitch ha confermato il rating BBB con outlook positivo, riconoscendo la riduzione dei rischi fiscali e finanziari a medio termine. Anche DBRS Morningstar ha mantenuto il rating BBB (high), alzando il trend a positivo.
Prospettive per il 2025
Guardando al futuro, l’Italia si trova a un bivio. Da un lato, il miglioramento dell’outlook da parte di Moody’s e le conferme delle altre agenzie di rating rafforzano la fiducia degli investitori. Dall’altro, la crescita economica stagnante e l’elevato debito pubblico richiedono riforme strutturali e un’efficace implementazione del PNRR.
L’agenzia Moody’s ha sottolineato risultati “contrastanti” nell’utilizzo dei fondi del PNRR, ma ha riconosciuto la prontezza burocratica dell’Italia nel richiedere nuove tranche di finanziamento. Un’accelerazione in questo ambito potrebbe sostenere la crescita nei prossimi anni, riducendo la dipendenza dal debito e migliorando la competitività del Paese.


