Negli Emirati Arabi Uniti, il futuro ha il volto dell’intelligenza artificiale. E Microsoft, uno dei colossi mondiali della tecnologia, ha deciso di scommettere forte su questo scenario, annunciando investimenti per 15,2 miliardi di dollari entro il 2029.
Una cifra colossale, che riflette non solo la crescente importanza strategica dell’IA a livello globale, ma anche il ruolo sempre più centrale che il Paese del Golfo vuole giocare nel settore tecnologico. Un’alleanza sostenuta ai massimi livelli, che intreccia interessi industriali, geopolitici e innovazione.
Un’alleanza tra Washington e Abu Dhabi
“Dall’inizio del 2026 alla fine del 2029, spenderemo oltre 7,9 miliardi di dollari”, ha annunciato Brad Smith, presidente di Microsoft, in una lettera pubblicata durante una visita ufficiale ad Abu Dhabi. L’investimento si aggiunge ai 7,3 miliardi già stanziati dal 2023, che includono 1,5 miliardi destinati alla società G42, un’azienda emiratina specializzata in IA, guidata da Tahnoon bin Zayed, fratello del presidente degli Emirati e figura chiave della sicurezza nazionale.
Si tratta di un progetto sostenuto congiuntamente dai governi degli Stati Uniti e degli Emirati Arabi Uniti, e destinato a potenziare l’infrastruttura cloud e l’ecosistema tecnologico dell’intera regione.
L’obiettivo degli Emirati: diventare leader mondiali dell’IA
Gli Emirati Arabi Uniti, tra i principali esportatori mondiali di petrolio, hanno da tempo avviato un percorso di diversificazione economica. L’intelligenza artificiale è uno dei pilastri di questa strategia, con un obiettivo dichiarato: diventare leader globali del settore entro il 2031.
Per raggiungerlo, servono infrastrutture all’avanguardia, competenze e accesso a tecnologie avanzate. Ed è proprio su questo fronte che Microsoft gioca un ruolo fondamentale.
Con le risorse promesse, l’azienda americana potenzierà centri dati, reti cloud e lo sviluppo di applicazioni IA su larga scala nel Paese. Ma non solo: il vero cuore dell’accordo riguarda l’accesso ai chip di ultima generazione, essenziali per far girare i sistemi di intelligenza artificiale più sofisticati.
L’ostacolo dei limiti americani all’export tecnologico
Dietro il piano multimiliardario si nasconde anche una delicata questione geopolitica. Gli Stati Uniti, infatti, impongono restrizioni molto rigide all’esportazione di chip IA avanzati verso la Cina, nel timore che possano essere usati per scopi militari o eludere controlli di sicurezza.
Una delle regole prevede che anche le riesportazioni verso altri Paesi vengano sottoposte ad autorizzazione, per evitare che i chip finiscano indirettamente in mani indesiderate. Tuttavia, sono previste esenzioni per i Paesi considerati “amici”, come gli Emirati Arabi, sebbene anche a loro vengano imposti tetti e limiti stringenti.
Nonostante questo quadro normativo complesso, Microsoft è riuscita a ottenere licenze speciali di esportazione, che le hanno permesso di accumulare nel Paese ben 21.500 chip A100 prodotti da Nvidia, come ha spiegato Smith.
Ma la vera svolta è arrivata a settembre 2025, quando l’azienda ha ottenuto nuove licenze per spedire altri 60.400 chip A100, questa volta con tecnologie ancora più avanzate. “Queste autorizzazioni si basavano su rigorose misure di protezione tecnologica”, ha precisato Smith, sottolineando la fiducia accordata a Microsoft e agli Emirati.
La posta in gioco: potere tecnologico e influenza globale
Per gli Emirati, l’accordo con Microsoft rappresenta un salto di qualità. Non si tratta solo di ospitare data center o piattaforme cloud, ma di diventare un hub tecnologico globale. L’accumulo di chip di fascia alta e la costruzione di un’infrastruttura IA moderna trasformano il Paese in un attore di primo piano nella corsa mondiale all’intelligenza artificiale.
Per Microsoft, invece, si tratta di consolidare la leadership nel mercato cloud e IA, in una regione strategica sia per i flussi commerciali che per gli equilibri geopolitici.
Lo sapevi che…?
- Gli Emirati Arabi Uniti sono stati il primo Paese al mondo a nominare un Ministro per l’Intelligenza Artificiale, nel 2017.
- Il chip A100 di Nvidia è uno dei più potenti al mondo per l’addestramento dei modelli IA, usato anche da OpenAI per sviluppare GPT.
- La società G42 ha già collaborazioni attive con importanti realtà tecnologiche globali, soprattutto nel campo della genomica, della sanità e della difesa.
- Il mercato globale dell’IA è stimato superare i 1.500 miliardi di dollari entro il 2030, secondo analisi di McKinsey.
Domande frequenti (FAQ)
Cosa prevede l’accordo tra Microsoft e gli Emirati Arabi?
Un piano di investimenti da 15,2 miliardi di dollari entro il 2029 per sviluppare infrastrutture di intelligenza artificiale e cloud nel Paese, incluso l’accesso a chip avanzati.
Perché è importante l’IA per gli Emirati Arabi?
Perché rientra nella loro strategia di diversificazione economica e di leadership tecnologica entro il 2031.
Perché servono autorizzazioni dagli USA per esportare chip?
Gli Stati Uniti vogliono limitare l’uso dei chip IA avanzati da parte di Paesi rivali come la Cina, per motivi di sicurezza nazionale e geopolitica.
Cos’è il chip A100 di Nvidia?
È un chip progettato per addestrare grandi modelli di intelligenza artificiale. È tra i più richiesti al mondo per la sua potenza di calcolo.
Microsoft può esportare liberamente questi chip?
No, ma ha ottenuto licenze speciali dagli Stati Uniti per operare negli Emirati, grazie a misure di protezione tecnologica e fiducia bilaterale.


