Meta accusata di tradire gli USA, la denuncia di una ex dipendente

Sarah Wynn-Williams
Sarah Wynn-Williams, ex direttrice di Meta, accusa l’azienda di aver collaborato segretamente con il Partito Comunista Cinese, mettendo a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Sarah Wynn-Williams, ex direttrice delle politiche pubbliche globali di Meta, dovrà presentarsi davanti al Senato americano.

La whistleblower, che ha lavorato per l’azienda dal 2011 al 2017, sosterrà che Meta abbia collaborato segretamente con il Partito Comunista Cinese (CCP) per rafforzare le capacità della Cina nella corsa agli armamenti dell’intelligenza artificiale.

Secondo il testo della sua testimonianza, visionato da Axios, Wynn-Williams dirà che Meta ha iniziato a condividere informazioni sulle tecnologie emergenti con il CCP già nel 2015, con l’intento di “aiutare la Cina a superare la concorrenza delle aziende americane”.

Accuse di inganni e tradimenti

Le dichiarazioni preparate di Wynn-Williams, come riportate da Axios, rappresentano un duro atto d’accusa contro i vertici di Meta. “Durante quei sette anni, ho visto i dirigenti di Meta minare ripetutamente la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e tradire i valori americani”, leggerà davanti al Congresso. La ex diplomatica neozelandese aggiungerà: “Hanno fatto queste cose in segreto per guadagnarsi i favori di Pechino e costruire un business da 18 miliardi di dollari in Cina”. Secondo la whistleblower, i dirigenti avrebbero mentito a “dipendenti, azionisti, Congresso e pubblico americano” sulle loro attività con il CCP. “Sono qui per fare chiarezza su queste attività illegali e pericolose”, dichiarerà, sottolineando la gravità delle sue rivelazioni.

Project Aldrin: il piano segreto per entrare in Cina

Al centro delle accuse c’è il cosiddetto Project Aldrin, un’iniziativa segreta che, secondo Wynn-Williams, aveva l’obiettivo di portare Facebook nel mercato cinese, dove la piattaforma è vietata dal 2009. La whistleblower ritiene che ci sia una “linea retta” tra i briefing forniti da Meta al CCP e l’attuale utilizzo da parte della Cina di strumenti di intelligenza artificiale per potenziare le sue capacità militari.

Sebbene non specifichi quali tecnologie siano state condivise, il riferimento implicito è a modelli come LLaMA, che ricercatori cinesi legati all’Esercito Popolare di Liberazione hanno adattato per scopi militari, secondo un’inchiesta di Reuters. Wynn-Williams presenterà anche documenti aziendali che mostrano i ricavi di Meta dagli inserzionisti cinesi, sostenendo che l’azienda abbia costruito un business pubblicitario da 18 miliardi di dollari in segreto, nonostante il divieto di operare in Cina.

Meta si difende: “Falsità da un’ex dipendente”

Meta ha risposto con fermezza alle accuse. In una dichiarazione inviata via email martedì sera, il portavoce Andy Stone ha definito la testimonianza “distante dalla realtà e piena di falsità”. Stone ha ricordato che l’interesse di Meta per la Cina non è mai stato un segreto: “Mark Zuckerberg stesso è stato pubblico riguardo al nostro interesse nell’offrire i nostri servizi in Cina, e i dettagli sono stati ampiamente riportati oltre un decennio fa”. Tuttavia, ha sottolineato: “Il fatto è questo: attualmente non offriamo i nostri servizi in Cina”. L’azienda ha anche attaccato la credibilità di Wynn-Williams, descrivendola come “una dipendente licenziato 8 anni fa per scarse prestazioni”. La whistleblower, però, ribatte che il suo licenziamento sia stato una rappresaglia per aver denunciato molestie sessuali da parte di Joel Kaplan, attuale responsabile degli affari globali di Meta, un’accusa che l’azienda respinge categoricamente.

Un memoir che fa rumore

Le accuse di Wynn-Williams arrivano dopo la pubblicazione, lo scorso mese, del suo memoir bestseller Careless People: A Cautionary Tale of Power, Greed, and Lost Idealism, in cui descrive la sua esperienza negativa in Meta. Il libro ha attirato l’attenzione di legislatori come il senatore Josh Hawley, che presiede la sottocommissione. Tuttavia, Meta ha ottenuto un’ordinanza di emergenza che impedisce a Wynn-Williams di promuovere il libro o fare ulteriori dichiarazioni critiche. L’udienza di oggi potrebbe amplificare l’impatto del memoir e spingere il Congresso a intensificare le indagini su Meta, già sotto scrutinio per il Project Aldrin e i legami con la Cina.

Un contesto di crescenti tensioni

Il caso Meta si inserisce in un clima di crescente preoccupazione per i legami tra le aziende tecnologiche e la Cina. Come osserva Maria Curi di Axios, mentre TikTok è stato a lungo criticato per i suoi rapporti con Pechino, la testimonianza di Wynn-Williams dimostra che anche le società americane come Meta sono sotto esame per potenziali minacce alla sicurezza nazionale. Nonostante i tentativi di Zuckerberg di ingraziarsi l’amministrazione Trump, i repubblicani al Congresso, guidati da figure come Hawley, continuano a esercitare pressione, e Meta rimane nel mirino della Federal Trade Commission. L’udienza, intitolata A Time for Truth: Oversight of Meta’s Foreign Relations, potrebbe segnare un punto di svolta nelle relazioni tra Big Tech e il governo USA.

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