Sam Altman accusa Zuckerberg: offerte milionarie per gli sviluppatori di OpenAI

Sam Altman di OpenAI
Sam Altman accusa Meta di tentare di sottrarre talenti a OpenAI con bonus da 100 milioni di dollari.

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, denuncia Meta, guidata da Mark Zuckerberg, per aver offerto bonus di 100 milioni di dollari e salari elevati nel tentativo di attrarre sviluppatori della sua azienda.

La competizione tra i due colossi tecnologici si accende, mentre Meta cerca di recuperare terreno nella corsa all’intelligenza artificiale (IA). “Ho sentito che Meta ci considera il loro principale concorrente”, dichiara Altman nel podcast Uncapped, condotto da suo fratello. “Ritengo razionale che continuino a provarci. I loro attuali sforzi in IA non hanno avuto il successo sperato, e rispetto la loro aggressività”. Tuttavia, Altman sottolinea che nessuno dei suoi “migliori talenti” ha accettato le offerte di Zuckerberg.

Meta punta alla “superintelligenza”

Con una capitalizzazione di mercato di 1,8 trilioni di dollari, Meta investe massicciamente per costruire un team dedicato alla “superintelligenza”, con l’obiettivo di sviluppare un’intelligenza artificiale generale (IAG). Fonti vicine all’azienda, riportate inizialmente da Bloomberg, rivelano che Zuckerberg seleziona personalmente i talenti, contattandoli direttamente per convincerli a unirsi al progetto. La settimana scorsa, Meta ha annunciato un investimento di 15 miliardi di dollari nella startup di etichettatura dati Scale AI, assumendo anche il co-fondatore Alexandr Wang. Questi sforzi mirano a rafforzare le capacità di Meta nel campo dell’IA generativa, un settore in cui l’azienda fatica a tenere il passo con i rivali.

Difficoltà con Llama 4 e ritardi su Behemoth

Nonostante Zuckerberg dichiari ripetutamente l’ambizione di trasformare Meta in un “leader dell’IA”, l’azienda ha incontrato ostacoli significativi nel 2025. Il modello linguistico Llama 4, l’ultima versione del suo large language model, ha ricevuto critiche per metriche di performance gonfiate. Ahmad Al-Dahle, responsabile dell’IA generativa di Meta, ha ammesso in un post su X ad aprile che gli utenti hanno riscontrato una “qualità altalenante”, pur respingendo le accuse di test non convenzionali. Inoltre, Meta ha posticipato il lancio del suo modello di punta Behemoth, colta di sorpresa dai rapidi progressi di DeepSeek, un concorrente cinese che ha sviluppato soluzioni avanzate a costi nettamente inferiori.

Esodo di talenti e riorganizzazione interna

Meta affronta anche una fuga di cervelli. Negli ultimi mesi, diversi ricercatori chiave coinvolti nello sviluppo dei modelli Llama hanno lasciato l’azienda, insieme a Joelle Pineau, ex responsabile della ricerca sull’IA. Zuckerberg ha avviato una riorganizzazione della leadership dell’IA generativa per colmare il divario con i competitor.

La strategia di Meta sotto accusa

Altman critica apertamente l’approccio di Meta, definendo la strategia dei “bonus garantiti elevati” poco efficace. “Non credo che Meta sia un’azienda eccellente nell’innovazione”, afferma, sottolineando che l’attenzione ai compensi finanziari distoglie dal focus sulla missione e sul lavoro. Secondo il sito Levels, che monitora i pacchetti retributivi, gli stipendi per un ingegnere software in OpenAI variano da 238.000 a 1,34 milioni di dollari, mentre in Meta oscillano tra 212.000 e 3,7 milioni di dollari.

Il contesto della competizione globale

La battaglia tra OpenAI e Meta si inserisce in un panorama globale in cui l’intelligenza artificiale rappresenta un settore strategico. Secondo un rapporto di McKinsey del 2024, gli investimenti globali in IA raggiungeranno i 500 miliardi di dollari entro il 2027, con aziende come Google, Microsoft e startup innovative come DeepSeek che intensificano la competizione.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche