Llama addestrato con libri pirata? Meta e Zuckerberg sotto accusa

Zuckerberg e Meta
Nuove accuse contro Meta: Mark Zuckerberg avrebbe approvato l’uso di libri pirata per addestrare i modelli di intelligenza artificiale Llama.

Nuove prove emergono nel caso Kadrey vs Meta, la causa per violazione del copyright intentata nel 2023 dalla comica Sarah Silverman, dall’autore Ta-Nehisi Coates e altri, che accusano Meta di aver utilizzato le loro opere per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale senza autorizzazione. Secondo i documenti recentemente resi pubblici, Meta avrebbe addestrato le versioni precedenti del suo modello linguistico di grandi dimensioni, Llama, su libri piratati e protetti da copyright, con l’approvazione del CEO Mark Zuckerberg.

Libri piratati per addestrare Llama

Le prove suggeriscono che Meta abbia utilizzato la piattaforma di aggregazione di link LibGen, che fornisce agli utenti copie PDF di libri pubblicati e protetti da copyright scaricabili gratuitamente, per addestrare i suoi modelli. Questo nonostante l’azienda sia stata citata in giudizio e multata diverse volte da editori come Cengage Learning, Macmillan Learning, McGraw Hill e Pearson Education per questa attività illegale.

Zuckerberg ignora i rischi

Nonostante il team di sviluppo di Llama avesse espresso preoccupazione per l’utilizzo di un “set di dati che sappiamo essere piratato” e avesse segnalato che il suo utilizzo “potrebbe compromettere la posizione negoziale di Meta con le autorità di regolamentazione”, Zuckerberg avrebbe ignorato i loro timori e approvato l’uso di materiale piratato per addestrare Llama.

Cancellazione delle informazioni sul copyright

Inoltre, le prove dimostrerebbero che all’ingegnere di Meta Nikolay Bashlykov è stato chiesto di scrivere uno script per rimuovere tutte le informazioni sul copyright, incluse le parole “copyright” e “ringraziamenti”, da tutti gli e-book scaricati da LibGen e utilizzati per l’addestramento.

La difesa di Meta: “Fair Use”

Meta si difende affermando di aver agito in base alla clausola di “Fair Use“ prevista dalla legge statunitense, che consente l’utilizzo di materiale protetto da copyright a condizione che venga utilizzato per creare qualcosa di nuovo e “sufficientemente trasformativo”.

Fonti: TheAiReport e The Economic Times.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche