Meta ha annunciato la sospensione del programma di fact-checking negli Stati Uniti per testare e perfezionare il nuovo sistema Community Ratings, simile alle Community Notes adottate da X.
La compagnia ha precisato che questo cambiamento non influirà sugli altri Paesi, dove il controllo dei contenuti continuerà come sempre. La decisione di Meta è arrivata in risposta a un ultimatum di 72 ore del governo brasiliano, che ha richiesto chiarimenti sulle politiche di verifica dei fatti.
La posizione del governo brasiliano
Il Brasile, infatti, ha reagito con preoccupazione alla decisione di Meta di sospendere il fact-checking negli Stati Uniti. Sidônio Palmeira, nuovo capo della segreteria per la comunicazione sociale del governo brasiliano, ha definito questa mossa “negativa”, sostenendo che viola i diritti fondamentali e promuove un “Far West digitale”. Palmeira ha ribadito l’importanza di regolamentare i social network per garantire che la popolazione possa accedere a informazioni verificate. “La menzogna negli ambienti digitali”, ha dichiarato, “manipola persone innocenti, alimenta il negazionismo e favorisce la cultura dell’odio”.
L’appello dei duchi di Sussex a Meta
Anche il duca e la duchessa del Sussex, Harry e Meghan, hanno criticato pubblicamente Meta. In una dichiarazione ufficiale, hanno espresso preoccupazione per le modifiche alle politiche di fact-checking che, secondo loro, “minano direttamente la libertà di parola”. Hanno sottolineato che “consentire ulteriori abusi e normalizzare l’incitamento all’odio serve a mettere a tacere i discorsi e le espressioni, non a favorirli”. La coppia ha anche criticato Meta per aver abbandonato gli impegni verso la diversità e l’equità, avvertendo che queste politiche rischiano di “mettere a tacere intere comunità”.
Critiche al nuovo sistema di Meta
Harry e Meghan hanno dichiarato che il sistema Community Ratings rischia di favorire la diffusione di odio e disinformazione a scapito della missione dichiarata di Meta di “costruire connessioni umane”. La coppia ha chiesto a Meta di riconsiderare le sue scelte, sottolineando l’importanza di proteggere gli utenti e garantire la sicurezza pubblica online. Hanno concluso esortando i leader globali a non piegarsi al “bullismo digitale”.


