Netflix punta sul Bel Paese: Sarandos da Meloni per parlare del futuro dell’audiovisivo italiano

Meloni ha incontrato il CEO di Netflix Ted Sarandos a Palazzo Chigi chiedendo più investimenti nell'audiovisivo italiano. Ecco cosa è emerso e i piani della piattaforma.

Lunedì 26 maggio il quartier generale del governo italiano ha ospitato un incontro tutt’altro che ordinario: Ted Sarandos, amministratore delegato di Netflix, ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. 

Al centro del colloquio, il futuro degli investimenti della piattaforma nel settore audiovisivo e creativo italiano. Meloni ha sottolineato l’importanza strategica di tali investimenti, incoraggiando Sarandos a rafforzare ulteriormente la presenza e gli investimenti di Netflix in Italia, con l’obiettivo di valorizzare talenti, professionalità ed eccellenze del territorio nazionale.

Ventiquattro ore a Roma: da Palazzo Chigi a Cinecittà

La visita di Sarandos non si è limitata a un appuntamento istituzionale. Nel racconto che lo stesso CEO ha condiviso sul suo profilo Instagram, ha descritto le “ultime 24 ore a Roma” come un’esperienza in cui ha avuto “il privilegio di incontrare la presidente del Consiglio Meloni a Palazzo Chigi”. Ma non solo: durante le 24 ore romane, il manager ha fatto tappa anche a Cinecittà, ribadendo il ruolo centrale del Paese per l’industria del cinema e della televisione. Un tour simbolico e strategico al tempo stesso, che ha toccato i luoghi iconici del cinema italiano, da Villa Borghese alla fabbrica dei sogni della Via Tuscolana.

Cosa ha detto Sarandos sull’Italia

Le parole del CEO di Netflix non sono state di circostanza. Sarandos ha parlato con Meloni dell’incredibile competenza e talento dell’Italia nel cinema e nella televisione, citando i produttori italiani come “partner fidati” per tutte le serie e i film realizzati nel Paese, e ricordando “le oltre 100 serie e film originali italiani” già lanciati fino a oggi. Ha concluso con un impegno esplicito: “La comunità creativa italiana continua a ispirarci, e siamo entusiasti di continuare a investire nelle storie e nei talenti che la rendono così speciale”.

Il contesto della visita

La visita di Sarandos non arriva per caso. Netflix celebra quest’anno il suo decimo anniversario in Italia, e la piattaforma vuole rilanciare con forza la propria presenza nel Paese. Dal 2015 Netflix ha distribuito oltre 1.000 titoli italiani, girando serie e film originali in più di 100 città in tutto il Paese, da Torino a Bari, da Chioggia a Palermo. Tra il 2021 e il 2024, ha generato oltre 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto sull’economia italiana, collaborando con oltre 30 società di produzione e creando più di 5.500 posti di lavoro. Numeri importanti, ma che il governo vorrebbe vedere crescere ancora.

C’è poi un precedente diplomatico-commerciale che pesa: pochi mesi fa, Sarandos aveva incontrato il premier spagnolo Pedro Sanchez annunciando un investimento da oltre un miliardo di dollari in Spagna per il quadriennio 2025-2028. L’occasione era stata il decimo anniversario di Netflix in Spagna, dove la piattaforma ha costruito il suo più grande complesso europeo di studi, con 10 sale di ripresa a Tres Cantos, vicino a Madrid. L’Italia, evidentemente, vuole la sua fetta.

Quanto investe oggi Netflix in Italia e quanto potrebbe investire

I dati sul presente sono già significativi, ma le aspettative per il futuro lo sono ancora di più. Secondo le stime di Ampere Analysis, nel 2026 gli investimenti complessivi delle piattaforme streaming in contenuti in Italia ammonteranno a circa 1,58 miliardi di dollari, in crescita rispetto agli 1,41 miliardi del 2025. Netflix è la seconda piattaforma per volume d’investimento nel Paese, con circa 618 milioni di dollari previsti, dietro Amazon Prime Video (675 milioni). A livello europeo, l’Italia si colloca al terzo posto per investimenti degli streamer in contenuti, dopo il Regno Unito (4,27 miliardi di dollari) e la Spagna (oltre 3 miliardi). Un gap che Roma vorrebbe colmare.

Lo slate 2026: “L’anno delle stelle”

Sul fronte dei contenuti, Netflix ha già mostrato le carte. In un evento intitolato “What’s Next?” organizzato a Roma all’inizio del 2026, la piattaforma ha presentato il proprio slate di produzioni italiane per l’anno in corso, definendolo “l’anno delle stelle”: un’offerta robusta per numero di titoli e profilo dei talenti, che include per la prima volta alcune delle personalità più trasversali e riconoscibili del cinema e dell’audiovisivo italiano, chiamate a mettersi in gioco in ruoli e progetti inediti. Tra i nomi presenti all’evento, Pierfrancesco Favino, Matilda De Angelis, Luca Zingaretti, Alessandro Gassmann, Elodie, Zerocalcare e molti altri.

La visione politica: l’audiovisivo come leva strategica

Dietro l’incontro c’è anche una precisa visione politica. Il governo Meloni ha da tempo individuato nell’industria audiovisiva un settore strategico per l’economia creativa italiana, e corteggiare i grandi player internazionali fa parte di questa strategia. Lo sforzo produttivo di Netflix nei paesi europei ha dimostrato di spingere anche gli altri operatori a investire di più, adeguando le proprie produzioni sia per il tipo di storie raccontate sia per gli standard formali di livello internazionale. Portare Netflix a scommettere ancora di più sull’Italia significherebbe, dunque, non solo creare occupazione diretta, ma alimentare un effetto-traino sull’intero ecosistema produttivo nazionale. Una partita che si gioca su più tavoli — politico, economico e culturale — e che Roma è determinata a non perdere.

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