Massimiliano Sanna, sindaco di Oristano: “Lavoro, turismo e servizi, ecco la nostra sfida” – INTERVISTA

Massimiliano Sanna
Capitalist ha intervistato Massimiliano Sanna, sindaco di Oristano dal 2022, esponente del centrodestra con una lunga esperienza nella politica locale. Al centro del confronto: sviluppo economico, rilancio turistico e qualità dei servizi urbani, tra criticità strutturali e strategie per rendere la città più attrattiva.

Massimiliano Sanna è il sindaco di Oristano dal 2022, esponente del centrodestra con una lunga esperienza nella politica locale. La sua amministrazione è focalizzata su sviluppo economico, rilancio turistico e miglioramento dei servizi urbani, con particolare attenzione a infrastrutture, lavoro e qualità della vita. Ecco cosa ha raccontato a Capitalist.

Negli ultimi anni i cittadini chiedono più chiarezza sulla gestione della cosa pubblica: quali strumenti concreti ha introdotto la sua amministrazione per garantire piena trasparenza su appalti, spese e decisioni strategiche?

«La trasparenza non è uno slogan ma un metodo di lavoro. In questi anni abbiamo rafforzato la pubblicazione degli atti nella sezione “Amministrazione trasparente”, rendendo più accessibili dati su appalti, affidamenti e spese. Abbiamo introdotto procedure più rigorose per gli affidamenti, privilegiando piattaforme digitali e criteri oggettivi, e stiamo lavorando per migliorare ulteriormente la leggibilità dei dati per i cittadini. Inoltre, abbiamo potenziato il controllo interno sugli atti strategici, per garantire coerenza tra programmazione e risultati».

Oristano fatica ad attrarre imprese e trattenere i giovani: quali investimenti e politiche specifiche intende mettere in campo per creare occupazione stabile e invertire la tendenza allo spopolamento?

«Sappiamo bene che questa è una delle sfide più difficili. Il Comune da solo non può creare occupazione, ma può contribuire a creare le condizioni per la crescita. Stiamo lavorando su tre direttrici: semplificazione amministrativa per chi vuole investire, valorizzazione delle aree produttive e sostegno a iniziative legate a turismo, cultura e innovazione. Il PNRR ci ha consentito di investire ingenti risorse per dare un nuovo volto alla città, per renderla più vivibile con strade e piazze belle esteticamente e funzionali per chi le vive. Ma il PNRR sta arrivando a conclusione e occorre individuare nuove soluzioni; per questo abbiamo avviato interlocuzioni con la Regione per attrarre risorse, incentivare nuovi insediamenti e puntare su progetti che possano generare lavoro stabile, soprattutto per i giovani. L’obiettivo è fermare lo spopolamento rendendo Oristano più attrattiva e dinamica. Certo, la crisi demografica è un problema di enorme portata che va combattuto con politiche di sistema e strumenti più efficaci di quelli che può mettere in campo un ente locale. Per quanto ci riguarda, attraverso i servizi sociali cerchiamo di essere vicini alle famiglie. Un intervento specifico è quello del potenziamento degli asili, che oggi stanno riuscendo a soddisfare tutte le domande».

Strade dissestate, servizi pubblici insufficienti: sono le lamentele più frequenti dei cittadini. Quali sono le priorità concrete della sua amministrazione e in quali tempi i residenti vedranno risultati tangibili?

«Le criticità sulle manutenzioni sono reali e non le abbiamo mai negate. Non basta: una rete stradale che in molti casi sconta decenni di trascuratezza, e le forti precipitazioni degli ultimi mesi hanno reso ancora più critica la situazione. Purtroppo è più facile intercettare risorse per nuove opere che per effettuare la manutenzione di quelle esistenti. Questo è un tema comune a ogni realtà e su questo sarebbe opportuno un cambiamento di prospettiva da parte di Regione, Stato e Unione Europea. In ogni caso, il Comune di Oristano ha programmato un piano di interventi sulle strade e sul decoro urbano, con risorse già stanziate e lavori in corso e in partenza. Le priorità sono la sicurezza della viabilità, una manutenzione ordinaria più costante e il miglioramento dei servizi essenziali. I primi risultati sono già visibili, ma è un lavoro che richiede continuità: nei prossimi mesi i cittadini vedranno ulteriori interventi concreti».

Oristano ha un patrimonio culturale e naturale straordinario, eppure fatica a competere con altre città sarde. Cosa non ha funzionato finora e cosa cambierà concretamente nella strategia turistica nei prossimi anni?

«Negli ultimi anni, in realtà, la situazione è molto migliorata: i dati del 2025 saranno resi noti a breve; nel 2024 si sono confermati quelli del 2023, che avevano fatto registrare un incremento delle presenze del 10%. Oristano ha un potenziale enorme che deriva dalla sua storia e dalle sue tradizioni. Il retaggio del Giudicato di Arborea e lo spirito autonomista che ha animato quella stagione meritano attenzione dalle istituzioni e dal mondo della scuola. È un patrimonio che merita di essere valorizzato e conosciuto e noi ci stiamo impegnando in questa direzione. Eredità del nostro Medioevo è anche la Sartiglia, manifestazione di straordinaria bellezza che ogni anno affascina decine di migliaia di spettatori e che continuerà a crescere grazie alle politiche di promozione avviate. Infine, l’ambiente. Il Golfo di Oristano e la località marina di Torre Grande sono ormai un punto di riferimento per gli sport d’acqua. Gli investimenti in questi anni sono stati ingenti e i lavori per la riqualificazione sono ormai a un passo dalla conclusione. Rispetto al passato stiamo cambiando approccio: integrazione tra eventi, cultura, ambiente e promozione. Stiamo lavorando per rafforzare l’identità della città e collegarla meglio al territorio, puntando su un turismo sostenibile e destagionalizzato. La strategia è creare un sistema, non iniziative isolate, e i prossimi anni saranno decisivi per consolidare questo percorso. Nel 2019 Oristano è stata Città europea dello sport: la città si è aperta a decine di eventi di valenza nazionale e internazionale, confermando la vocazione e le potenzialità del territorio. Su quel tracciato continuiamo a investire, con la consapevolezza che ogni evento porta benefici in termini economici, di promozione territoriale, culturali e sociali. Infine, non è possibile evitare di considerare adeguatamente il problema dei trasporti, che incide pesantemente sull’intera isola e colpisce ancora di più territori come l’oristanese, che non possono contare su un aeroporto o un porto passeggeri. Questa è la vera sfida per il futuro: fare di Oristano una nuova porta d’ingresso per la Sardegna».

Rifiuti, mobilità sostenibile, tutela del territorio: cosa ha fatto davvero il Comune su questi temi? Ci dica numeri, progetti avviati e risultati già visibili.

«Su questi temi abbiamo realizzato azioni concrete. Abbiamo lavorato per migliorare la gestione dei rifiuti e il decoro urbano, con controlli più serrati e campagne di sensibilizzazione. Con percentuali di raccolta differenziata stabilmente superiori all’80% e ormai prossime all’85%, siamo un’eccellenza a livello nazionale. Sul fronte della mobilità sostenibile stiamo portando avanti progetti per la realizzazione di piste ciclabili e per incentivare modalità di spostamento alternative all’auto. L’apertura del polo intermodale a ridosso della stazione ferroviaria rappresenta un elemento di grande innovazione e una possibilità concreta di integrazione tra le varie modalità di trasporto (rotaia, gomma, bici). Il polo intermodale, inoltre, consentirà lo spostamento della stazione degli autobus dal centro cittadino, liberando importanti aree da destinare al rilancio del centro storico: un progetto in corso di realizzazione».

Oltre alle consultazioni formali, in che modo i cittadini entrano realmente nelle decisioni che contano? Esistono meccanismi stabili di coinvolgimento o tutto si riduce a qualche assemblea pubblica?

«Il coinvolgimento dei cittadini non può limitarsi alle assemblee pubbliche. Abbiamo promosso momenti di confronto su temi strategici e continueremo a farlo, ma stiamo anche lavorando per strutturare forme più stabili di partecipazione, coinvolgendo associazioni, categorie e comitati nei processi decisionali, anche grazie alle opportunità offerte dagli strumenti multimediali. La partecipazione è fondamentale, ma deve essere organizzata e concreta, non solo formale. In passato abbiamo puntato sul bilancio partecipato e creato un tavolo strategico per la cultura; su quella strada stiamo insistendo con un tavolo del partenariato e con la nascita dei comitati di quartiere, reale strumento di partecipazione e condivisione».

A questo punto del mandato, quale obiettivo non è riuscito a raggiungere? E cosa rifarebbe diversamente?

«Ogni amministrazione ha obiettivi che richiedono più tempo del previsto: i cinque anni di una consiliatura non bastano. Se devo indicarne uno, direi che avremmo voluto accelerare di più su alcuni interventi strutturali, soprattutto sulle manutenzioni e su alcune progettualità strategiche. Ci sono mancati fondi sufficienti per la manutenzione di strade e marciapiedi, che da troppi anni non vengono risistemati, necessari per rendere la città più vivibile. Rifarei però la scelta di puntare su una programmazione solida e su un lavoro di squadra, difficile ma necessario, perché è l’unico modo per garantire risultati duraturi. Governiamo con senso di responsabilità, consapevoli delle difficoltà ma anche delle opportunità che Oristano ha davanti. Sulle opere infrastrutturali punto ancora su aeroporto e porto, essenziali per dare nuove opportunità al turismo e all’economia».

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