LU-VE chiude il primo semestre 2026 con 325,1 milioni di euro di ricavi, in aumento del 10,3% rispetto a un anno prima, e porta il portafoglio ordini a 333,3 milioni, nuovo massimo e +48% su giugno 2025. Nel comunicato del 4 settembre il gruppo segnala anche un utile netto di 27,2 milioni, +60%, e aggiorna al rialzo la guidance di medio-lungo termine. La posizione finanziaria netta al 30 giugno è pari a 67,7 milioni, in miglioramento di 28,7 milioni in dodici mesi.
Ricavi e ordini crescono insieme nel semestre
Considerando i soli prodotti, i ricavi hanno raggiunto 321 milioni di euro, con una crescita del 10,5%. L’aumento deriva per l’8,7% dai volumi e per l’1,8% dai prezzi.
A cambi costanti, il progresso complessivo del fatturato sarebbe stato dell’11%.
Il portafoglio ordini ha raggiunto 333,3 milioni di euro, superando di oltre il 48% il livello di giugno 2025 e del 10,8% il precedente record registrato alla fine del primo trimestre 2026.
La crescita arriva soprattutto da tre aree applicative: power generation, data center e pompe di calore.
Nel power generation LU-VE ha ottenuto contratti destinati in prevalenza al Nord America per il raffreddamento di motori impiegati nella produzione di energia e di trasformatori utilizzati nella distribuzione elettrica.
Nei data center il gruppo ha acquisito diversi progetti in Europa e ha firmato negli Stati Uniti un accordo pluriennale con uno dei maggiori hyperscaler mondiali.
Anche gli scambiatori per pompe di calore hanno confermato l’andamento positivo già registrato nel 2025.
| Indicatore | Primo semestre 2026 | Variazione annua |
|---|---|---|
| Ricavi | €325,1 mln | +10,3% |
| EBITDA adjusted | €49,6 mln | +15,1% |
| Margine EBITDA adjusted | 15,3% | in aumento |
| Utile netto | €27,2 mln | +60% |
| Portafoglio ordini | €333,3 mln | +48% |
| Posizione finanziaria netta | €67,7 mln | miglioramento di €28,7 mln su giugno 2025 |
Data center e hyperscaler aumentano la visibilità sul 2026
L’accordo con l’hyperscaler rappresenta uno degli eventi più rilevanti del semestre.
Il contratto quadro arriva fino al 2031 e riguarda soluzioni avanzate di raffreddamento per data center ad alta densità di nuova generazione legati all’intelligenza artificiale.
Il valore stimato supera 100 milioni di euro nei primi due anni, subordinatamente all’avanzamento del progetto e alle richieste del cliente. Per gli anni successivi i volumi saranno definiti progressivamente.
Le consegne sono iniziate a maggio e, secondo LU-VE, stanno procedendo in linea con le previsioni.
Per il solo 2026 il gruppo prevede che il contratto possa generare 20 milioni di euro di fatturato aggiuntivo.
Il portafoglio ordini attuale incorpora però soltanto una parte limitata dell’accordo, perché LU-VE conteggia esclusivamente gli ordini con date di consegna già definite e accettate dal cliente.
EBITDA adjusted a 49,6 milioni e utile netto +60%
L’EBITDA si è attestato a 48,5 milioni di euro, pari al 14,9% dei ricavi, rispetto ai 42,2 milioni e al 14,3% del primo semestre 2025.
Escludendo 1,1 milioni di costi collegati all’avvio e alla chiusura di uno stabilimento Refrion, l’EBITDA adjusted raggiunge 49,6 milioni, con un’incidenza del 15,3% sui ricavi. Un anno prima era pari a 43,1 milioni, con margine del 14,6%.
Il risultato operativo EBIT è salito a 33,9 milioni, pari al 10,4% dei ricavi, contro 26,9 milioni e il 9,1% dello stesso periodo 2025.
L’EBIT adjusted arriva invece a 35 milioni.
L’utile netto è cresciuto da 17 a 27,2 milioni di euro, pari all’8,4% dei ricavi. La versione adjusted, considerando l’effetto fiscale degli elementi non ricorrenti, è pari a 26,9 milioni.
Applicando anche le rettifiche legate alla Purchase Price Allocation e agli utili o perdite su cambi infragruppo non realizzati, l’utile netto adjusted raggiunge 27,7 milioni, +26%.
Liberali: “Abbiamo rivisto al rialzo la guidance”
Matteo Liberali, Presidente e CEO di LU-VE, commenta:
“Siamo soddisfatti dell’ottima performance registrata nella prima metà del 2026. La crescita e la redditività continuano a superare la guidance di medio-lungo termine e il portafoglio ordini ha segnato un nuovo record sostenuto da una solida domanda in un’ampia e diversificata gamma di applicazioni. Sulla base di questi elementi e della nostra fiducia nelle prospettive di crescita, abbiamo rivisto al rialzo la ‘guidance’ di medio-lungo termine. Nella seconda metà dell’anno prevediamo un’ulteriore accelerazione, sostenuta anche dal progressivo avvio del contratto con l’hyperscaler, che rafforzerà ulteriormente la nostra posizione nel mercato dei data center, senza dimenticare che la tradizionale diversificazione di applicazioni rimane un punto di forza fondamentale e un pilastro della strategia di medio termine. Ancora una volta desidero ringraziare per l’impegno, la competenza e il duro lavoro tutta la squadra LUVE, a partire dai colleghi della produzione nei diversi stabilimenti”.
La nuova guidance alza le attese su crescita e margini
LU-VE ha aggiornato gli obiettivi di medio-lungo periodo dopo i risultati della seconda metà del 2025 e del primo semestre 2026.
La nuova guidance indica una crescita organica dei volumi di vendita nella fascia bassa della doppia cifra.
Il margine EBITDA atteso viene collocato intorno al 15-17%.
Il capitale circolante netto sul fatturato dovrebbe rimanere nella fascia media delle percentuali a due cifre, al netto delle oscillazioni straordinarie.
Gli investimenti destinati alla crescita sono stimati tra 30 e 35 milioni di euro l’anno, mentre il tax rate atteso è compreso tra il 22 e il 23%.
Stati Uniti in forte crescita, extra UE al 27,5% dei ricavi
Il fatturato realizzato fuori dall’Unione europea ha rappresentato quasi il 27,5% del totale nel semestre.
Gli Stati Uniti pesano per il 5,8% dei ricavi e mostrano una crescita annua del 92,1%.
La Cina rappresenta invece l’1,7% del fatturato, con un incremento del 16,7%.
I primi dieci clienti generano complessivamente il 30,8% dei ricavi. Il principale cliente pesa per il 7,1%, in diminuzione rispetto all’8,5% del primo trimestre, mentre il secondo rappresenta il 4,4% delle vendite di prodotto.
Refrigerazione più lenta, ma il secondo trimestre migliora
La refrigerazione ha registrato una crescita dell’1,8%, con un avvio d’anno rallentato anche dalle incertezze geopolitiche e dall’attesa della principale fiera mondiale dedicata alla grande distribuzione.
Nel secondo trimestre la refrigerazione commerciale ha però segnato un aumento del 9%.
L’andamento negativo delle vendite di scambiatori destinati alle asciugabiancheria ad alta efficienza energetica è rimasto invece in linea con le previsioni di budget.
Debito netto in calo e patrimonio a 299 milioni
Al 30 giugno il capitale circolante operativo era pari a 118 milioni di euro, il 18,6% delle vendite degli ultimi dodici mesi. A giugno 2025 era pari a 102,5 milioni.
L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 67,7 milioni, contro 72,7 milioni a fine 2025 e 96,4 milioni a giugno dello scorso anno.
Nei dodici mesi terminati il 30 giugno 2026 il flusso di cassa operativo adjusted è stato pari a 51,5 milioni.
Il patrimonio netto consolidato è salito a 299 milioni, rispetto ai 283,7 milioni di fine 2025.
ESG, nuovo logo e Piano di Sostenibilità 2026-2029
Nel primo semestre LU-VE ha proseguito l’attuazione del Piano di Sostenibilità 2026-2029, approvato a febbraio e integrato nel Business Plan dello stesso periodo.
Dal 2026 la società ha formalizzato l’adesione al United Nations Global Compact e ha ottenuto per la prima volta la Medaglia d’Argento EcoVadis, dopo tre medaglie di bronzo ricevute dal 2021.
Il 26 gennaio è stato inoltre presentato il nuovo logo, accompagnato dal payoff “The shape of cooling”.
Il secondo semestre punta su accelerazione e nuovi ordini
LU-VE prevede un’accelerazione nella seconda parte del 2026, subordinata all’andamento macroeconomico, ai mercati energetici, alle tensioni geopolitiche e alla catena di approvvigionamento.
La domanda viene sostenuta soprattutto da power generation, pompe di calore, raffreddamento industriale, data center e alcuni comparti della refrigerazione.
Le tensioni geopolitiche potrebbero tuttavia incidere su logistica, disponibilità di materiali e tempi di esecuzione dei progetti.
I costi energetici rappresentano una quota limitata della struttura dei costi e risultavano già quasi interamente coperti da contratti di hedging nell’ottobre 2025.


