Live Nation Entertainment, colosso del settore dell’intrattenimento dal vivo che controlla Ticketmaster dal 2010, ha siglato un accordo con il Dipartimento di Giustizia statunitense (DOJ) per risolvere le accuse di abuso di posizione dominante.
La società, proprietaria di numerose sale concerto negli USA, era sotto accusa per aver limitato le scelte di artisti e organizzatori, imponendo il suo circuito come unica opzione per biglietti e gestione eventi. Questo accordo, annunciato di recente, evita lo smembramento ma impone concessioni significative, in un contesto di crescenti critiche per i prezzi gonfiati dei biglietti.
I dettagli principali dell’accordo
Le due società non verranno divise, ma pagheranno un’ammenda di 280 milioni di dollari ai 40 Stati coinvolti nella causa. Live Nation deve cedere almeno 13 delle sue sale concerto, aprire le sue piattaforme a concorrenti come SeatGeek ed Eventbrite per la rivendita biglietti, e vietare contratti di esclusiva con sale superiori ai quattro anni. Inoltre, fissa un tetto del 15% alle commissioni sui biglietti nelle sue arene, che coprono il 78% delle sale più grandi d’America.
Si tratta di misure che mirano a ripristinare la concorrenza senza rivoluzionare la struttura aziendale.
Le critiche e l’opposizione di alcuni Stati
L’accordo non convince tutti: Letitia James, procuratrice generale di New York, e altri 24 Stati hanno annunciato di proseguire la battaglia legale. James ha dichiarato: “Non affronta il monopolio che è centro di questo caso e avvantaggia Live Nation a discapito dei consumatori. Non è accettabile. Con i miei colleghi procuratori generali abbiamo istruito una causa solida contro Live Nation e continueremo la nostra azione legale al fine di proteggere i consumatori e ripristinare la concorrenza leale nel settore dell’intrattenimento dal vivo”.
Solo sette Stati – Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, South Carolina e South Dakota – più Washington DC hanno aderito, su un totale di 39 Stati e DC che avevano intentato causa con il DOJ nel maggio 2024.
Cosa significa l’accordo per il settore
La causa del 2024 accusava Live Nation e Ticketmaster di gonfiare illegalmente i prezzi, danneggiando fan e artisti con pratiche monopolistiche. L’accordo rappresenta un compromesso parziale: riduce barriere ma lascia intatta la fusione del 2010, criticata da tempo.
Potrebbe abbassare le commissioni per i consumatori nelle grandi sale, ma gli oppositori spingono per una separazione totale di Ticketmaster.
E in Europa?
L’accordo USA tra Live Nation, Ticketmaster e il Dipartimento di Giustizia non ha effetti diretti e immediati in Europa, poiché si tratta di una regolamentazione nazionale americana. Tuttavia, potrebbe influenzare indirettamente il mercato europeo degli eventi live, dove le due società operano con una forte presenza attraverso filiali, partnership e venue in paesi come Regno Unito, Germania, Francia e Italia.
Live Nation controlla numerosi promoter e arene in Europa, inclusa l’Italia con società come Live Nation Italia che organizza concerti in stadi e palazzetti. Ticketmaster gestisce la vendita biglietti in vari mercati europei, spesso in collaborazione con piattaforme locali.
Un alleggerimento delle commissioni negli USA potrebbe ridurre i prezzi medi dei biglietti transatlantici per tour europei di artisti americani, migliorando la competitività. In Europa esistono già regole UE contro gli abusi di posizione dominante (art. 102 TFUE).


