Con la maschera del buon governo e la lentezza dei grandi pensatori, da oltre un anno assistiamo a una narrazione martellante: lotta all’evasione, rapidità d’incasso, no alle rottamazioni. Ma la realtà che si sta delineando è ben diversa: pignoramenti di massa, conti correnti prosciugati e un clima di pressione fiscale sempre più asfissiante. Il mantra sembra essere diventato quello della celebre frase di Gomorra: “Dobbiamo prenderci tutto quello che è nostro”.
Ma è davvero così che si risana un Paese? O stiamo solo stringendo il cappio intorno al collo di cittadini e imprese?
Il lusso in crisi: il termometro della vera emergenza
Il potere d’acquisto degli italiani è in caduta libera, e quando persino il mercato del lusso rallenta, significa che anche i più abbienti non riescono più a spendere come un tempo. L’incertezza del diritto spaventa gli investitori, i capitali esteri restano lontani e, mentre si proclama la lotta all’evasione, le maggiori aziende italiane – da Ferrero a Fiat – hanno già da tempo spostato la loro sede all’estero.
Eppure, la macchina pubblica continua a combattere il piccolo contribuente, il lavoratore, l’imprenditore schiacciato da un sistema fiscale insostenibile. Oggi non esiste cittadino o azienda che non abbia una cartella esattoriale, un accertamento, un debito con il fisco o con le banche. L’evasione fiscale va punita, ma criminalizzare chi cerca di sopravvivere è ben altra cosa.
La rottamazione mancata e l’arma dimenticata
Il fallimento delle rottamazioni fiscali è sotto gli occhi di tutti: senza un vero condono, non ci sarà mai una partecipazione concreta da parte dei contribuenti. Ma esiste una strada poco discussa, un’ancora di salvezza che potrebbe davvero aiutare le famiglie e le imprese: la legge sul sovraindebitamento, la cosiddetta “legge anti-suicidi“.
Grazie a questo strumento, le persone fisiche possono liberarsi dai debiti in modo legale e sostenibile. Per le aziende, invece, c’è la possibilità di aderire alla procedura di crisi d’impresa, che permette di transigere e ridurre drasticamente il carico fiscale. Un effetto ben più incisivo di qualsiasi rottamazione.
Il vero piano del governo? Alimentare la macchina pubblica
Forse, più che aiutare i cittadini a uscire dai debiti, il vero obiettivo del governo è mantenere attiva la gigantesca macchina burocratica: procedure infinite che danno lavoro a professionisti, dipendenti della pubblica amministrazione e tribunali. Un meccanismo che sembra più interessato a giustificare la propria esistenza che a risolvere il problema alla radice.
È tempo di cambiare rotta. Liberiamoci dai debiti, davvero!
Ezio Stellato

Dopo una laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università Federico II di Napoli, Ezio consegue una laurea magistrale in Scienze Economiche e una laurea magistrale in Giurisprudenza. Ha conseguito un Master di I Livello in Gestione delle Imprese e Società che si aggiunge al Master in Politica, Comunicazione, Public Affairs e Lobbying e ai due master in Diritto Tributario della Scuola di Formazione IPSOA di Napoli. Inizia la carriera professionale come contabile, e presto passa al ramo della consulenza aziendale e tributaria (specialista in tax&tax litigation). Dopo due esperienze presso lo Studio Professionale Fiorentini ed Alenia, diviene Advisor Tributario, con un focus sulle PMI con fatturati tra i 10 ed i 100 milioni di euro. E’ altresì curatore fallimentare ed esperto iscritto all’albo della Crisi d’Impresa e consigliere di OdV sul territorio nazionale di aziende con fatturato da grandi contribuenti. Oggi ricopre cariche di Amministrazione in società private e ruoli strategici nella PA. È in carica come Presidente del c.d.a della Factory Tax società di consulenza con sedi sul territorio nazionale e Presidente Centro Studi Fiscalità Internazionale di Milano. È Advisor e Responsabile del dipartimento Giustizia dell’Istituto Milton Friedman. Ha al suo attivo incarichi accademici presso UniCampania e UniPegaso , professore aggiunto di diritto tributario , autore di pubblicazioni scientifiche, di stampa nazionale e partecipazione in manuali concernenti il diritto tributario, oltre che in numerosi convegni.


