Stretto di Hormuz chiuso e petrolio alle stelle: la prima mossa del nuovo leader iraniano

Mojtaba Khamenei
Il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei promette vendetta e difende il blocco dello Stretto di Hormuz mentre la guerra si intensifica.

Il nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare perché rappresenta uno strumento di pressione contro i nemici del Paese.

La presa di posizione è arrivata oggi, giovedì 12 marzo, durante il suo primo intervento pubblico da quando è stato nominato guida suprema dell’Iran, pochi giorni dopo l’uccisione del padre, l’ayatollah Ali Khamenei.

Nel discorso, trasmesso dalla televisione di Stato iraniana, il leader ha affermato che tutte le basi militari statunitensi presenti in Medio Oriente “devono chiudere immediatamente e quelle basi saranno attaccate”.

Petrolio e tensioni globali: l’impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz

Le dichiarazioni di Khamenei hanno avuto un effetto immediato sui mercati energetici.

Il blocco del traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz è di fatto operativo dall’inizio della guerra e ha contribuito a far salire rapidamente i prezzi del petrolio sui mercati internazionali.

Teheran aveva già avvertito che il prezzo del greggio potrebbe arrivare fino a 200 dollari al barile se la crisi dovesse intensificars

Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di energia: una quota significativa del petrolio globale passa proprio attraverso questo corridoio tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano.

Perché lo Stretto di Hormuz è strategico

  • collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano
  • è uno dei principali corridoi energetici mondiali
  • il blocco del traffico petrolifero può influenzare i prezzi globali
  • le tensioni militari nella zona hanno effetti immediati sui mercati energetici

La successione dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei

Mojtaba Khamenei è stato nominato guida suprema il 9 marzo, pochi giorni dopo l’uccisione del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, in un attacco aereo condotto da Stati Uniti e Israele.

I bombardamenti, iniziati alla fine di febbraio, hanno colpito il complesso residenziale dell’ayatollah e hanno causato la morte di diversi membri della famiglia.

Secondo le informazioni disponibili, il nuovo leader iraniano sarebbe rimasto ferito nello stesso attacco.

Nel suo discorso televisivo ha promesso che l’Iran risponderà duramente: “non si asterrà dal vendicare il sangue dei suoi martiri”.

Il nuovo leader ha inoltre invitato la popolazione iraniana all’unità nazionale nel momento più critico della crisi.

Trump critica la nomina del nuovo leader iraniano

La scelta dei religiosi iraniani di nominare Mojtaba Khamenei alla guida del Paese ha suscitato reazioni immediate negli Stati Uniti.

Il presidente americano Donald Trump ha espresso pubblicamente il proprio disappunto durante un’intervista a Fox News: “Non credo che potrà vivere in pace”.

Nonostante le parole di Trump, non è ancora chiaro se Washington punti esplicitamente a un cambio di regime a Teheran come obiettivo principale dell’operazione militare in corso.

Diversi analisti militari sostengono infatti che i bombardamenti aerei da soli difficilmente riusciranno a rovesciare la leadership iraniana.

La guerra continua: attacchi intensificati in mare e in aria

Non ci sono segnali di una possibile tregua nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Negli ultimi giorni gli attacchi aerei e navali contro infrastrutture militari e strategiche iraniane sono aumentati, mentre Teheran ha intensificato le operazioni di risposta.

Tra queste figurano attacchi contro petroliere che transitavano nelle acque dello Stretto di Hormuz o nelle immediate vicinanze.

Nel suo discorso, Mojtaba Khamenei ha ribadito che l’Iran chiederà risarcimenti ai suoi nemici oppure distruggerà le loro risorse: “L’Iran cercherà un risarcimento dai suoi nemici o distruggerà i loro beni di conseguenza”.

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