Il 2025 si apre con una storica visita a Roma da parte del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed.
Durante questo incontro, sono stati siglati oltre 40 accordi che potrebbero portare investimenti diretti per 40 miliardi di dollari. Gli accordi abbracciano settori strategici come l’intelligenza artificiale, la ricerca spaziale, le energie rinnovabili, la difesa, le terre rare, e le infrastrutture. Questi accordi segnano il culmine di un recupero delle relazioni che si erano distese in passato e sono il risultato di una politica estera attiva, promossa dalla premier Giorgia Meloni.
Meloni ha sottolineato l’importanza di questi investimenti per l’Italia, definendoli come uno dei “più rilevanti, più imponenti investimenti per la storia della nostra Nazione”. Per la premier, questo è il frutto di un lavoro politico che ha portato ad una straordinaria manifestazione di amicizia nei confronti dell’Italia, da parte di una nazione strategica per la stabilità economica e geopolitica del Medio Oriente.
Un partenariato che guarda al futuro
Il Business Forum che ha accompagnato la visita di Mohamed bin Zayed ha visto la partecipazione di circa 300 aziende, tra cui grandi nomi del panorama economico italiano e internazionale come Cdp, Eni, Enel, Leonardo, Fincantieri, Sace, Tim, e Intesa Sanpaolo. Gli accordi siglati riguardano una vasta gamma di settori, con un’attenzione particolare alla connettività e alle fibra ottiche, alle infrastrutture e al settore farmaceutico.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha spiegato: “Italia ed Emirati segnano così un salto di qualità nelle relazioni economiche e industriali, realizzando un’alleanza strategica sul futuro: dall’intelligenza artificiale ai data center, dalle materie prime critiche allo spazio, alle fibre ottiche, alla connettività e alle infrastrutture, alla farmaceutica e alle scienze della vita, nel quadro anche della necessaria autonomia strategica che dobbiamo garantire alle nostre imprese nel nuovo contesto geopolitico”.
Il ruolo centrale degli Emirati Arabi Uniti
Il Ministero degli Esteri italiano, tramite le parole di Antonio Tajani, ha sottolineato che gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il primo mercato di destinazione dell’export italiano nella regione del Medio Oriente-Nord Africa. Questa area è ritenuta di fondamentale importanza strategica per l’Italia, un paese che guarda al Mediterraneo allargato e che, grazie a questa partnership, si inserisce sempre più come protagonista nei progetti di sviluppo internazionale.
Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia, ha elogiato l’operato del governo Meloni per aver consolidato le relazioni politiche ed economiche internazionali e per aver fatto sì che l’Italia riacquistasse il ruolo di Nazione leader sulla scena globale. Secondo Zucconi, gli investimenti provenienti dagli Emirati rappresentano il piano di investimenti più consistente mai ricevuto dal nostro Paese e serviranno a rilanciare il settore energetico e a promuovere lo sviluppo industriale, con un focus particolare sull’Africa.
Gli accordi
Uno degli accordi principali riguarda il partenariato strategico sugli investimenti, siglato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. L’intesa prevede la creazione di un Gruppo di Lavoro dedicato all’identificazione di progetti congiunti e opportunità di investimento in settori di interesse comune, creando una cornice adeguata alla mobilitazione dei capitali. Nell’ambito di questa intesa, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Abu Dhabi Investment Office (ADIO) hanno firmato un Memorandum of Understanding per facilitare la collaborazione tra imprese italiane ed emiratine e agevolare l’accesso agli investitori ai mercati di riferimento. Accordi analoghi sono stati siglati tra Confapi e AIM Global Foundation, per favorire l’internazionalizzazione delle PMI, e tra la Abu Dhabi Chamber of Commerce e Confindustria Lazio, con l’obiettivo di incentivare investimenti privati nei due Paesi.
Un secondo Memorandum, sempre tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate, punta a rafforzare le industrie italiane ed emiratine attraverso il trasferimento tecnologico e la promozione di tecnologie avanzate, facilitando investimenti in ambiti quali resilienza delle catene del valore, tecnologie verdi, salute, IA e agroalimentare. In questo contesto, TIM e Abu Dhabi Investment Office hanno firmato un’intesa per sviluppare soluzioni di comunicazione cyber e quantistica, ampliare la banda larga e le telecomunicazioni e creare un Centro di Eccellenza in IoT e AI per le industrie locali, mentre l’accordo tra Enel e Mastar mira a esplorare opportunità di business nel settore delle energie rinnovabili.
La cooperazione negli investimenti nelle infrastrutture digitali e nell’intelligenza artificiale è un altro punto centrale della cooperazione tra Italia e Emirati Arabi, come testimoniato dall’intesa firmata tra il Ministero delle Imprese e il Ministero degli Investimenti degli Emirati Arabi Uniti. Un accordo che si collega al progetto “Italia AI Factory“, che prevede un investimento di 430 milioni di euro per la realizzazione di un supercomputer presso il Tecnopolo di Bologna. In questo contesto, ENI, MGX Fund Management Limited e Group 42 Holding Ltd. hanno siglato una lettera di intenti per valutare lo sviluppo del progetto “Blue-Powered Data Center(s) Campus”, mirato alla realizzazione di data center sostenibili.
Un’altra intesa rilevante riguarda il settore minerario, con la firma di un accordo tra il Ministro Urso, il Ministro Pichetto, e il Ministro degli Investimenti emiratino. L’obiettivo è rafforzare la cooperazione nell’esplorazione, estrazione, lavorazione, riciclo e commercializzazione dei minerali critici, promuovendo pratiche sostenibili. A questa intesa si lega l’accordo tra ENI e ADQ siglato oggi per sviluppare iniziative comuni nel settore minerario, con particolare attenzione alla condivisione di competenze e alla valutazione di progetti congiunti.
Infine, un quinto Memorandum, siglato da Urso con il Ministero degli Investimenti emiratino, riguarda la cooperazione per gli investimenti nella catena del valore del settore farmaceutico, con un focus specifico sui vaccini. Questo accordo mira a rafforzare la capacità produttiva e la collaborazione tra le aziende dei due Paesi in un comparto strategico per la salute globale.


