Nel primo trimestre del 2025, il prodotto interno lordo (PIL) italiano, espresso in valori concatenati con l’anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre del 2024, secondo le stime preliminari dell’Istat. Il primo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2024.
Questa crescita segue i segnali positivi del quarto trimestre del 2024, quando la crescita congiunturale è stata rivista al rialzo allo 0,2% dallo 0,1% comunicato a marzo 2025, con una crescita tendenziale dello 0,5%. La stima preliminare, di natura provvisoria, determina una crescita acquisita per il 2025 pari allo 0,4%, ovvero la crescita annuale che si otterrebbe con variazioni congiunturali nulle nei restanti trimestri dell’anno.
La variazione congiunturale è il risultato di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dell’industria, mentre i servizi sono rimasti stazionari. Dal lato della domanda, si registra un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.
Prezzi al consumo: inflazione in lieve aumento
Secondo le stime preliminari di aprile 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 2,0% su base annua, rispetto all’1,9% di marzo. L’accelerazione dell’inflazione è dovuta principalmente all’aumento dei prezzi dei prodotti energetici regolamentati (da +27,2% a +32,9%), dei servizi legati ai trasporti (da +1,6% a +4,4%), degli alimenti non trasformati (da +3,3% a +4,2%) e degli alimenti trasformati, inclusi alcolici (da +1,9% a +2,3%). In calo, invece, i prezzi dei prodotti energetici non regolamentati (da +0,7% a -2,9%) e del tabacco (da +4,6% a +3,4%).
L’inflazione di fondo, esclusi energia e alimenti non trasformati, si attesta al 2,1% (in aumento dall’1,7% di marzo), mentre l’inflazione al netto dell’energia è al 2,2% (da 1,8%). Per i beni, il tasso di crescita annuo è sceso all’1,1% (da 1,5%), mentre per i servizi è salito al 3,0% (da 2,5%), ampliando il divario inflazionistico tra servizi e beni (da 1,0 a 1,9 punti percentuali).
I prezzi dei prodotti alimentari e per la cura della casa e della persona sono aumentati dello 0,6% su base mensile e del 2,6% su base annua (da 2,1% a marzo). L’aumento mensile dell’NIC è stato trainato dai servizi legati ai trasporti (+3,4%), dai servizi ricreativi, di riparazione e cura personale (+1,7%), dagli alimenti non trasformati (+0,7%) e dagli alimenti trasformati (+0,5%). In calo, invece, i prezzi dei prodotti energetici regolamentati (-6,0%) e non regolamentati (-5,3%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato dello 0,5% su base mensile, principalmente per la fine dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, e del 2,1% su base annua, stabile rispetto a marzo.
Prezzi dei produttori industriali: calo mensile, crescita annua
A marzo 2025, i prezzi dei produttori industriali sono diminuiti del 2,4% rispetto al mese precedente, con un calo del 3,3% sul mercato interno e dello 0,1% sul mercato estero. Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre precedenti, i prezzi sono aumentati del 2,1% (+2,7% sul mercato interno, +0,6% sul mercato estero). Rispetto a marzo 2024, i prezzi sono cresciuti del 3,9% (+5,4% sul mercato interno, +1,1% sul mercato estero).
Questi indici, calcolati con base 2021=100, misurano la dinamica mensile dei prezzi dei prodotti industriali venduti da imprese residenti in Italia. La rilevazione si basa su un campione di oltre 1.900 prodotti e 7.100 imprese, con circa 23.000 quotazioni mensili. I dati, provvisori e soggetti a revisioni, sono raccolti tramite questionario web e seguono il Regolamento UE 2019/2152 e il Regolamento UE 2020/1197.
Prezzi dei produttori delle costruzioni: stabilità con lievi variazioni
Nel marzo 2025, i prezzi dei produttori delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali sono aumentati dello 0,5% sia su base mensile che annua. Per strade e ferrovie, i prezzi sono diminuiti dello 0,1% rispetto al mese precedente, ma sono cresciuti dello 0,1% su base annua. Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre precedenti, i prezzi sono aumentati dello 0,7% per gli edifici e dello 0,8% per strade e ferrovie.
Questi indici, anch’essi con base 2021=100, misurano la dinamica dei prezzi delle costruzioni vendute da imprese appaltatrici. Non comportano oneri statistici per le imprese, poiché sono elaborati a partire da indici di prezzo esistenti, come quelli dei costi diretti, delle spese generali e dei margini di profitto. La metodologia segue il Regolamento UE 2019/2152 e il Regolamento UE 2020/1197.
Prossima diffusione
I prossimi dati saranno pubblicati il 30 luglio 2025 per il PIL e a metà mese per i prezzi al consumo e dei produttori, secondo il calendario Istat.


