Le piccole imprese italiane affrontano un costo energetico insostenibile rispetto alle grandi aziende. L’Ufficio studi della Cgia lancia l’allarme: nel 2024, il gas costa alle piccole imprese 99,5 euro al Megawattora, contro i 47,9 euro pagati dalle grandi aziende. “Un differenziale spaventoso penalizza enormemente le prime”, sottolinea la Cgia in una nota.
In Europa, solo la Francia registra un costo del gas più alto (103,9 euro/MWh), mentre Germania (95 euro) e Spagna (48,5 euro) beneficiano di prezzi più competitivi. Per le grandi imprese italiane, il confronto risulta meno svantaggioso, con la Germania che presenta un costo del gas superiore.
Energia elettrica: un peso insostenibile
Il divario si ripete per l’energia elettrica. Nel 2023, le piccole imprese hanno pagato 218,2 euro al Megawattora, contro i 140,4 euro delle grandi aziende. A gonfiare le bollette delle piccole realtà contribuiscono costi di rete, tasse e oneri di sistema, che incidono per il 40% sul costo totale, rispetto al 17% per le grandi imprese. Questo squilibrio rende l’Italia meno competitiva, penalizzando soprattutto le piccole aziende, che rappresentano il cuore del tessuto produttivo nazionale.
Povertà energetica: 5,3 milioni di italiani in difficoltà
Il caro bollette colpisce anche le famiglie. Secondo l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), nel 2023 circa 2,4 milioni di famiglie, pari a 5,3 milioni di persone, hanno vissuto in condizioni di povertà energetica. Queste famiglie abitano in case poco salubri, con riscaldamento scarso in inverno, raffrescamento limitato in estate e un uso ridotto di elettrodomestici essenziali. La situazione appare più grave al Sud, con la Calabria che registra il maggior numero di casi.
Impatto sociale e prospettive
La povertà energetica limita l’accesso a servizi essenziali, compromettendo la qualità della vita. Le piccole imprese, schiacciate dai costi, rischiano di ridurre la produzione o chiudere, con ripercussioni sull’occupazione. Gli esperti sottolineano la necessità di interventi strutturali, come la revisione degli oneri di sistema e incentivi per l’efficientamento energetico, per alleviare il peso su famiglie e aziende. Senza misure concrete, l’Italia rischia di perdere competitività e coesione sociale.


