Italgas, Cadent e GRDF fanno squadra sulle reti del futuro

I tre grandi distributori europei lanciano la Green Gas Innovation Alliance. Biometano, idrogeno, metano sintetico, CO₂ e digitalizzazione sono i primi terreni di collaborazione, con test industriali e progetti aperti anche a startup e centri di ricerca.

Italgas, Cadent e GRDF mettono insieme circa 500.000 chilometri di reti al servizio di 35 milioni di clienti per accelerare lo sviluppo delle tecnologie destinate ai gas rinnovabili e low-carbon. I tre distributori hanno sottoscritto a Parigi un Memorandum of Understanding che dà vita alla Green Gas Innovation Alliance (GGIA), piattaforma industriale dedicata alla trasformazione delle reti di distribuzione e alla sperimentazione di nuove soluzioni energetiche.

L’accordo è stato firmato da Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, Steve Fraser, amministratore delegato di Cadent, e Laurence Poirier-Dietz, amministratore delegato di GRDF.

L’alleanza concentrerà inizialmente le attività su due aree: tecnologie per biometano, idrogeno, metano sintetico e gestione della CO₂; evoluzione delle reti attraverso digitalizzazione, sensoristica, monitoraggio e nuovi sistemi di misura e sicurezza.

Dalle reti del gas a una piattaforma comune per l’innovazione

La dimensione dell’accordo deriva innanzitutto dalla scala dei tre operatori. Le infrastrutture gestite complessivamente raggiungono circa mezzo milione di chilometri e servono 35 milioni di clienti.

L’obiettivo della GGIA è utilizzare questa base per condividere ricerca, sperimentazioni e tecnologie, riducendo duplicazioni nello sviluppo delle soluzioni e favorendo l’applicazione su una scala più ampia di quelle che supereranno i test.

Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, ha dichiarato:

«La nascita della Green Gas Innovation Alliance rappresenta un’importante evoluzione nello sviluppo di una visione condivisa del futuro dell’energia». «Insieme a GRDF e Cadent mettiamo a fattor comune competenze industriali, tecnologie e capacità di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di trasformare le migliori soluzioni in innovazioni replicabili su scala internazionale. La sfida non è soltanto rendere le reti compatibili con i gas rinnovabili, ma trasformarle in infrastrutture intelligenti, flessibili e pienamente integrate nel sistema energetico. Reti capaci di contribuire, attraverso digitalizzazione e innovazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla competitività dell’energia e alla decarbonizzazione. È nostra responsabilità continuare a ripensarne il ruolo e contribuire a guidare la trasformazione del settore».

Biometano, idrogeno e metano sintetico tra le prime aree di lavoro

Il primo filone riguarda lo sviluppo, l’integrazione e la validazione di tecnologie destinate ai gas rinnovabili e low-carbon.

L’attività comprenderà soluzioni per biometano, idrogeno e metano sintetico. La collaborazione riguarderà anche tecnologie per la cattura e l’utilizzo della CO₂ e sistemi avanzati per controllare e analizzare la qualità del gas.

Il secondo filone interesserà direttamente le reti. Italgas, Cadent e GRDF intendono condividere e sperimentare tecnologie per la digitalizzazione, la sensoristica integrata, il monitoraggio avanzato e la gestione degli asset.

Nel programma rientrano anche sistemi di misura, sicurezza e interoperabilità, insieme a tecnologie destinate ad aumentare la capacità delle infrastrutture di distribuire nuove molecole e miscele di gas.

Per Steve Fraser, amministratore delegato di Cadent, la collaborazione dovrà permettere di trasformare la condivisione tecnologica in applicazioni industriali:

«Partendo dal successo dei Global Technology Events di Cadent, è straordinario vedere come GRDF, Italgas e Cadent si siano unite per sviluppare ulteriormente le relazioni già avviate. La Green Gas Innovation Alliance non riguarda soltanto la condivisione di conoscenze: si tratta di promuovere l’innovazione e di trasformare le idee in soluzioni concrete». «Lavorando insieme, esploreremo nuove modalità per integrare i gas rinnovabili nelle nostre reti e sostenere la decarbonizzazione in modo semplice, pratico ed economicamente accessibile per tutti i nostri clienti. Imparando gli uni dagli altri possiamo accelerare i progressi, evitare duplicazioni e portare su scala più ampia, in modo più efficace, gli approcci di successo, contribuendo a garantire a tutti un futuro energetico più pulito. Mi auguro che la GGIA possa espandersi in tutta Europa e oltre questi confini, affinché in tutto il mondo siano disponibili già oggi le soluzioni green di domani».

Call for projects e test industriali aperti all’ecosistema tecnologico

L’alleanza non lavorerà esclusivamente sulle tecnologie già sviluppate internamente dai tre distributori.

È previsto uno scouting tecnologico europeo e internazionale, accompagnato da call for projects e innovation challenge rivolte a imprese, startup, centri di ricerca e fornitori di tecnologia.

Le soluzioni selezionate potranno passare alla fase di Proof of Concept, con test destinati a misurarne prestazioni e benefici industriali prima di un’eventuale applicazione su scala più ampia.

La condivisione dei risultati tra i tre operatori punta a ridurre tempi e costi dello sviluppo tecnologico e a individuare soluzioni che possano essere replicate sulle diverse reti.

La GGIA potrà aprirsi ad altri operatori

Il Memorandum firmato a Parigi rappresenta il punto di partenza della Green Gas Innovation Alliance e non definisce un perimetro destinato a rimanere necessariamente limitato ai tre fondatori.

Dopo una prima fase di consolidamento della collaborazione tra Italgas, Cadent e GRDF, la piattaforma potrà infatti essere estesa ad altri operatori e soggetti qualificati della filiera, secondo le regole stabilite dalla governance dell’alleanza.

Laurence Poirier-Dietz, amministratore delegato di GRDF, collega il progetto alla necessità di intervenire contemporaneamente su sicurezza energetica, costi e trasformazione delle infrastrutture:

«In Europa dobbiamo affrontare simultaneamente il cambiamento climatico, rafforzare la sicurezza energetica, mantenere l’accessibilità economica per i clienti e sostenere la competitività industriale. Dobbiamo trasformare le nostre infrastrutture, continuando a garantire l’affidabilità e la qualità del servizio che cittadini e imprese si aspettano da noi». «Nessuna organizzazione può riuscirci da sola, nessuna tecnologia fornirà tutte le risposte e nessun Paese può guidare questa trasformazione in modo isolato. È per questo che la collaborazione è importante. Il sistema energetico del futuro si baserà su una combinazione intelligente di elettroni e molecole. L’elettrificazione sarà essenziale, ma lo sono altrettanto i gas rinnovabili e low-carbon, che hanno un ruolo cruciale da svolgere nell’accelerare la decarbonizzazione e nel rafforzare la resilienza energetica dell’Europa».

La prima fase della GGIA sarà quindi dedicata a trasformare la collaborazione tra i tre distributori in progetti tecnologici condivisi. Il banco di prova sarà la capacità di portare le soluzioni selezionate dalle sperimentazioni alle reti, utilizzando la dimensione industriale dei tre partner per verificarne l’applicabilità su larga scala.

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