Vendite al dettaglio: crescita a dicembre, ma i consumi restano deboli

A dicembre 2024 le vendite al dettaglio crescono del +0,6% in valore, ma i volumi restano deboli. L'inflazione incide sui consumi delle famiglie, mentre il commercio elettronico e la grande distribuzione guadagnano terreno. Codacons e Unione Consumatori lanciano l’allarme: "Gli italiani spendono di più, ma acquistano meno".

Le vendite al dettaglio in Italia hanno registrato una variazione congiunturale positiva nel mese di dicembre 2024, con un aumento del +0,6% in valore e +0,8% in volume.

Secondo l’Istat, entrambe le categorie di beni hanno beneficiato di questa crescita: i beni alimentari hanno segnato un incremento dello +0,6% in valore e +0,7% in volume, mentre i beni non alimentari hanno riportato un rialzo dello +0,8% in valore e +0,9% in volume.

Questi numeri, superiori alle attese di mercato che stimavano un modesto +0,1%, rappresentano un recupero significativo rispetto alla flessione di -0,4% registrata a novembre. Tuttavia, analizzando l’intero trimestre, le vendite crescono solo dello +0,3% in valore e calano dello -0,2% in volume, segnalando che la spinta di dicembre potrebbe non essere sufficiente a invertire una tendenza di debolezza strutturale nei consumi.

Andamento annuale e differenze settoriali

Nel confronto su base annua, a dicembre 2024, le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento dello +0,6% in valore e dello +0,1% in volume. Tuttavia, la suddivisione tra beni alimentari e non alimentari mostra una dinamica differente:

  • Le vendite dei beni alimentari sono cresciute dello +0,7% in valore, ma hanno subito un calo dell’-1,5% in volume, segnalando un aumento dei prezzi che ha ridotto la quantità acquistata;
  • I beni non alimentari, invece, sono cresciuti sia in valore (+0,6%) che in volume (+1,1%), mostrando una maggiore tenuta del settore.

Tra i diversi gruppi merceologici, si registrano andamenti contrastanti. Il settore della profumeria e cura della persona ha ottenuto la crescita più significativa (+4,8%), mentre il comparto dei farmaci ha registrato la flessione più marcata (-1,8%).

Chi guadagna e chi perde: grande distribuzione e commercio elettronico in crescita

L’analisi delle modalità di vendita evidenzia una crescita della grande distribuzione (+1,9%) e del commercio elettronico (+7,0%), mentre le piccole superfici hanno sofferto un calo dell’-1,5%, così come le vendite al di fuori dei negozi (-1,7%). Questo dato conferma una tendenza consolidata negli ultimi anni: i consumatori prediligono sempre più acquisti online e nelle grandi catene, a discapito del commercio tradizionale.

Codacons: “Gli italiani spendono di più ma comprano di meno”

Il Codacons ha commentato i dati Istat evidenziando un problema strutturale del mercato italiano. Sebbene il valore delle vendite al dettaglio sia aumentato dello +0,7% nel 2024, il volume complessivo è sceso dello -0,4%.

Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha dichiarato:
“Gli italiani devono sborsare più soldi per acquistare meno beni e servizi. È l’effetto diretto del caro-prezzi, con i listini al dettaglio che negli ultimi due anni sono aumentati mediamente del +13,8%”.

Secondo l’associazione dei consumatori, la contrazione dei volumi di vendita nel 2024 ha comportato una riduzione della spesa complessiva di circa 3,4 miliardi di euro, con un impatto diretto sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Le previsioni per il 2025 non sembrano essere più rassicuranti, con l’inflazione in ripresa e nuovi rincari su beni essenziali come alimentari ed energia.

Unione Nazionale Consumatori: “Dati sconfortanti, italiani costretti a una dieta forzata”

Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha espresso preoccupazione per il calo dei consumi alimentari in volume. Secondo Dona, nel 2024 le vendite alimentari in volume sono diminuite dell’-1%, mentre l’inflazione ha fatto sembrare che ci fosse un aumento dell’+1,5%.

“Le famiglie hanno pagato di più per mangiare l’1% in meno,” ha affermato Dona, fornendo dati concreti:

  • Una coppia con due figli ha acquistato 91 euro in meno di cibo rispetto all’anno precedente.
  • Una famiglia media ha ridotto la spesa alimentare di 63 euro e quella per beni non alimentari di 19 euro, per un totale di 82 euro in meno.

Secondo Dona, il governo dovrebbe intervenire immediatamente per alleviare il peso dell’inflazione, ripristinando gli sconti sulle bollette di luce e gas.

Confcommercio: un segnale positivo, ma con cautela

Infine, secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, il recupero delle vendite a dicembre è un dato positivo, ma da interpretare con prudenza.

“Le cautele sull’interpretazione di questo rimbalzo sono d’obbligo, vista la modesta variazione tendenziale”, ha dichiarato Confcommercio in una nota.

L’analisi dell’andamento annuale mostra un primo semestre del 2024 con vendite inferiori ai livelli del 2023 (-1,2%), seguito da un secondo semestre in ripresa (+0,3%). Tuttavia, settori come alimentari, abbigliamento e arredamento continuano a soffrire, specialmente per le imprese di piccole dimensioni.

Immagine: Grok.

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