Nel corso dell’incontro tra il Governo e le principali organizzazioni imprenditoriali dedicato alla manovra di bilancio 2026, Confcommercio ha avanzato una serie di proposte mirate a sostenere famiglie, imprese e territori.
A esporle è stata Donatella Prampolini, vice presidente con delega alle Politiche fiscali e di bilancio, che ha sottolineato l’urgenza di interventi strutturali su fisco, investimenti, credito e lavoro.
Taglio Irpef e più spazio al reddito: “Serve respiro per i contribuenti”
Secondo Confcommercio, una delle priorità è la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% e l’innalzamento dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro. Una modifica che, nelle intenzioni dell’associazione, potrebbe alleggerire la pressione fiscale su una fascia significativa di lavoratori e contribuenti.
In parallelo, viene richiesta una revisione del prelievo fiscale su tredicesime e aumenti contrattuali, spesso penalizzati da una tassazione elevata che ne riduce l’impatto reale sul potere d’acquisto.
Imprese, innovazione e occupazione: “Rendere stabile l’Ires premiale”
Confcommercio propone di rendere strutturale l’Ires premiale per le imprese che investono in innovazione e creano nuova occupazione. Si tratterebbe, dunque, di incentivare fiscalmente le aziende virtuose che, attraverso la crescita tecnologica e l’espansione della forza lavoro, alimentano il sistema economico.
Tra le richieste, anche l’abolizione definitiva dell’Irap per le società di persone e di capitali, che ancora oggi devono fare i conti con un’imposta giudicata obsoleta e penalizzante.
Cartelle fiscali: “Servono soluzioni sostenibili per smaltire il magazzino”
Sul tema della riscossione, Confcommercio evidenzia la necessità di affrontare il problema dell’ingente magazzino fiscale accumulato dall’agente della riscossione.
Viene proposta una rateizzazione ampia e generalizzata delle cartelle esattoriali, per offrire a cittadini e imprese uno strumento efficace di rientro, riducendo l’attuale rigidità del sistema.
Cultura e welfare moderno: “Sostenere la spesa culturale delle famiglie”
Tra le proposte più innovative c’è quella di introdurre misure fiscali a sostegno della spesa culturale, considerate da Confcommercio un volano per la domanda interna e un elemento chiave per una visione di welfare orientata al benessere sociale, oltre che economico.
Pnrr, Zes e trasporti: “Sostenere i territori, rinnovare le flotte”
Confcommercio chiede che la manovra 2026 rafforzi gli investimenti nei territori, completando l’attuazione del Pnrr e valorizzando le infrastrutture strategiche, a partire dalla Zes Unica (Zona Economica Speciale), che dovrebbe essere dotata di risorse coerenti con l’estensione a nuove regioni come Umbria e Marche.
In ambito trasporti, la richiesta è quella di ricostituire il Fondo strutturale per l’autotrasporto, oggi indebolito, e favorire il rinnovo delle flotte di veicoli e navi, sia in chiave ambientale che logistica.
Turismo, credito e garanzie: “Avvicinare di nuovo banche e imprese”
Il calo del credito alle imprese è uno dei punti più critici evidenziati da Confcommercio. In quindici anni si è assistito a una contrazione drastica dei prestiti, soprattutto alle piccole e medie imprese.
Per invertire la tendenza, si propongono:
- Riforma dei confidi, per ampliare la loro azione.
- Revisione del Fondo di Garanzia per le PMI, affinché la garanzia pubblica sia proporzionata alla reale rischiosità delle imprese, e non penalizzi le aziende meritevoli.
Nel settore turistico, infine, viene richiesto un piano di investimenti specifico, considerato strategico per la crescita del Paese.
Energia: “Disaccoppiare gas ed elettricità per abbassare i costi”
Sebbene l’emergenza energetica si sia attenuata, i prezzi in Italia restano sensibilmente più alti rispetto a Paesi come Francia e Spagna.
Confcommercio sollecita:
- Il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica.
- Il rinnovo della sterilizzazione degli oneri di sistema, che gravano sulle bollette.
- L’estensione delle misure anche attraverso l’utilizzo dei proventi delle aste Co2.
Lavoro e welfare: “Serve un sistema più inclusivo e flessibile”
Sul versante del lavoro, la proposta è chiara: rafforzare l’istruzione professionale, investire nella formazione continua, sostenere la previdenza complementare e i fondi sanitari integrativi, strumenti che Confcommercio considera essenziali per un sistema di welfare moderno e sostenibile.
Particolare attenzione viene rivolta al Fis (Fondo di integrazione salariale), che secondo l’associazione non garantisce ammortizzatori alle PMI del Terziario, pur assorbendo ingenti risorse.
La proposta è di reindirizzare quei fondi verso politiche attive per il lavoro, capaci di rispondere davvero alle esigenze delle imprese e dei lavoratori.
FAQ – Le proposte di Confcommercio in sintesi
Cosa propone Confcommercio sul fisco?
Riduzione dell’Irpef, revisione della tassazione su tredicesime e aumenti, abolizione dell’Irap, rateizzazione delle cartelle esattoriali.
Quali misure per le imprese?
Ires premiale strutturale, riforma del credito, rilancio dei confidi, revisione del Fondo di Garanzia per le PMI.
Cosa si chiede per il lavoro?
Riforma del Fis, potenziamento dell’istruzione professionale, sostegno a previdenza complementare e fondi sanitari.
E sul fronte energia?
Disaccoppiamento gas-elettricità, sterilizzazione oneri di sistema, uso dei proventi Co2 per calmierare i costi.
Quali sono le richieste per i territori?
Completamento del Pnrr, risorse alla Zes Unica, investimenti nel turismo e nei trasporti.


