Il gruppo petrolifero italiano Italiana Petroli (IP), come riportano alcune fonti giornalistiche, sarebbe stato dato in vendita alla società petrolifera azera statale Socar, con un accordo preliminare già sottoscritto. L’operazione riguarda il 100% delle azioni per un valore stimato intorno ai 3 miliardi di euro.
IP, di proprietà della famiglia Brachetti Peretti, ha comunicato internamente ai dipendenti che la continuità aziendale e l’occupazione saranno garantite durante il passaggio di proprietà. La vendita è soggetta all’approvazione del governo italiano tramite la normativa del Golden Power, che regola le operazioni nei settori strategici come l’energia.
Italiana Petroli (IP) in sintesi
- Storica società italiana di raffinazione con sede a Falconara Marittima (Marche).
- Proprietà della famiglia Brachetti Peretti.
- Due raffinerie in Italia, a Falconara Marittima e Trecate, con capacità di raffinazione di circa 10 milioni di tonnellate di greggio all’anno.
- Gestisce una rete di circa 4.500 stazioni di servizio.
- Impiega circa 1.500 dipendenti diretti e circa 16.600 lavoratori dell’indotto.
- Possiede importanti asset di stoccaggio e trasporto, anche per carburante per aerei.
- Detiene circa 500 milioni di euro in liquidità.
Le probabili ripercussioni della vendita
La vendita potrebbe segnare una svolta nel controllo di un’importante rete energetica e infrastrutturale italiana, con il passaggio da proprietà italiana a proprietà estera di uno Stato estero.
Il governo italiano avrà un ruolo cruciale nell’autorizzare o meno l’operazione con il Golden Power, per tutelare gli interessi strategici nazionali.
Socar potrà rafforzare la propria presenza in Europa, accrescendo il suo controllo sulla distribuzione e raffinazione di prodotti petroliferi.
IP promette la continuità aziendale e conferma la tutela dell’occupazione, ma vi saranno probabilmente cambiamenti gestionali e operativi nel medio termine.
Dal punto di vista economico, l’operazione per circa 3 miliardi di euro, rappresenta un’importante transazione nel settore energetico italiano e potrebbe influenzare il mercato nazionale e le dinamiche di approvvigionamento.
Storia e ruolo di Socar
Socar (State Oil Company of Azerbaijan Republic) è la compagnia petrolifera e del gas naturale di proprietà dello Stato dell’Azerbaigian, fondata nel 1992 dalla fusione di due aziende petrolifere statali azere. È il principale attore energetico del Paese ed è centrale nell’economia azera, rappresentando una fonte importante di reddito statale, sebbene sia stata anche oggetto di critiche per pratiche di corruzione e manipolazioni politiche.
Socar gestisce estrazioni di petrolio e gas naturale, due raffinerie in Azerbaigian, e infrastrutture strategiche come oleodotti e gasdotti. Sul piano internazionale, ha espanso la sua presenza con reti di distributori di carburante in Azerbaigian, Georgia, Romania, Ucraina e Svizzera. In particolare in Svizzera ha acquisito Esso Schweiz (più di 160 stazioni di servizio), diventando un attore di rilievo anche nei mercati europei.
La società è strettamente legata al governo azero, con frequenti collegamenti tra la dirigenza di Socar e la leadership politica, tanto che Socar è considerata uno strumento chiave per la politica estera e interna del Paese. Ha un valore stimato di circa 20 miliardi di dollari e svolge anche un ruolo geopolitico significativo, con la partecipazione a grandi progetti energetici nella regione del Mar Caspio e il coinvolgimento in accordi internazionali chiave.


